Arriva il “leghista” Passera

di STEFANIA PIAZZO

Arriva il… leghista Corrado Passera. Quello che andò agli Stati generali del Lingotto, alle otto e mezza del mattino, riempiendo la sala. Parlano del commissariamento degli enti non virtuosi… Quello che oggi se la prende col canone Rai, che vuole togliere 300 miliardi al pubblico per darli ai “poveri”, e cioè giù le tasse, su i rimborsi alle imprese. Quello che oggi vorrebbe dirottare il costo della pubblica amministrazione anche altrove…

L’anti Renzi è del Nord ed ha aspettato un anno giusto giusto per scendere in campo. Certo, Monti non si è fatto lo stesso scrupolo per fare la propria lista e fare appello alla necessità di salvare il mondo senza attendere i tempi regolamentari della pubblica amministrazione. Corrado Passera non sta né a destra né a sinistra né al centro. Lui sta al centro piuttosto di un quadro politico alla ricerca di un leader, di una identità semantica. E di senso: dove, come, quando, perché. Con gli obiettivi mancati dalla Lega e da tutti gli altri. Può fare cassa.

Parla da liberista, quando fa appello ai 300 miliardi di investimento per il Paese, che sono poi i costi della pubblica amministrazione.  Non scommette sulla durata di Letta, e da Radio 24 annuncia la sua discesa politica.

Non gli va giù l’Europa della Merkel, “Ha mancato in questi anni nel ruolo di leadership, ma l’ingresso dei socialdemocratici potrebbe cambiare le cose”, crede nel servizio pubblico ma “Servizio pubblico vuol dire portare in tutto il mondo il meglio del Made in Italy, sia culturale, sia tecnologico, sia della creatività. Noi siamo in campo televisivo degli importatori netti, cioe’ importiamo format dappertutto e non siamo in grado di creare format per il resto mondo. Entro il 2016 la Rai deve meritarsi di mantenere il servizio pubblico e il relativo canone”. Capita l’antifona?

E nel giorno in cui l’Istat spiega che aumenta la disoccupazione, lui dice che “abbiamo circa 10 milioni di persone con problemi gravissimi di lavoro. 10 milioni con i loro familiari sono quasi la maggioranza dell’Italia che ha paura del futuro. Delle grandi questioni ne parliamo a gennaio, nel breve bisogna mettere piu’ soldi in tasca alla gente col cuneo fiscale, si può pagare più velocemente le imprese per l’enorme debito scaduto delle P.A., e poi bisogna rimettere in moto gli investimenti privati e in questo momento soprattutto quelli pubblici”.

Il suo arrivo fa comodo da morire al Pd che alla vigilia del congresso potrebbe vedere il fenomenico Renzi svuotarsi in poco tempo per agenti ambientali esterni. E nella vuotaggine identitaria del centrodestra, senza padri né padrini di leader, può portarsi via una buona fetta di elettorato che di Arcore non ne può più, che di tacchi e mezze tacchine non ne può più. E pure della Lega, che tra un mesetto va a congresso. Certo, tutto si può e si deve in politica, anche quando si cercano alleati pur di proseguire a imbonire l’elettorato.

Passera si era fatto vivo dalle parti del Carroccio un anno e un mese fa, agli Stati generali del Nord al Lingotto,a Torino. Faccia a faccia, allora, con Roberto Maroni, in un talk affollato dalle otto e mezza del mattino, precisione ambrosiana, nella sala incuriosita gremita di leghisti da ricondurre a più miti consigli. Fu l’unico e solo momento pubblico, di fatto, aperto alla popolazione verde. Con Passera, appunto, quasi fosse un amico, un confidente di sogni e aspirazioni.

I tempi della politica a volte chiedono pazienza e lavorio. Tempi, appunto. Se si considera che Maroni attese dal 1985 fino al 2011-2012 il suo momento per raggiungere un obiettivo, Passera è stato un fulmine di guerra. Di sicuro sono cambiati i tempi e le dinamiche della politica, più fluidi, più liquidi, che scorrono velocemente. Tutto passa.

Il ceto medio è sempre però il boccone più ghiotto. E’ quella fascia dai 35 ai 50 e passa anni, in massima età produttiva, a condizionare e spostare l’asticella del consenso specialmente dell’area grigia del centrodestrasinistra. Quella commistione un po’ avara di linee nette dove pesca Renzi, dove vorrebbe pescare il Pd, dove pescava il Pdl, dove ha pescato la Lega.

Ma bisogna essere anche un po’ operai, pensare ai 10 milioni di sfigati che non ce la fanno. Il presidente di tutti, insomma, quello che non poteva riuscire all’onda di capelli di Montezemolo. Poi va contro le svendite. Teleocm, ma anche elettricità, gas, telefoni tutti.  L’interesse nazionale, dice, viene prima.

Ma nel paniere di Passera, come incognita, c’è il voto giovanile, che non è certo intercettabile da un volto come quello del lombardo Corrado. Quello è più orientato ancora verso la carica eretica di Grillo o i jeans di Renzi. Non sono certo gli Alfano o i berluscones a convincere. Le amministrative del Nord, con 1.044 comuni e le europee del 2014 sono l’allenamento più solido per provare le formule d’attacco.

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9 Comments

  1. riccardo says:

    Il concetto chiarificatore è il rapporto del cittadino con la realtá: la mistificazione della stessa ha utilizzato le mediazioni dei furbi che possono essere politici , imprenditori, manager s, popolo minuto etc, questa cosa qui è lo stato che foraggia mansioni e funzioni pro domo proprio e non produce letteralmente un cazzo. Fatto salvo la tutela dei soggetti malati di corpo e di mente che delle persone qualificate dovrebbero servire per avere legittimazione allo stipendio , intendo impedire che i delinquenti veri ti ammazzino in casa o per strada e, se lo fanno prenderli e renderli innocui senza se è senza ma . Per questo servizio allo stato deve bastare il 20% secco di tutte le tasse . Il resto , affidato alle anime belle che muovono e si muovono disinteressatamente per passione alla polis , naturalmente autorizzati dal costo zero. Questa sia base di valutazione di partenza e di arrivo quando trattasi di cosa pubblica. Se Passera intende offrire al popolo capacitá alla deregulation , pasti caldi anche d’inverno e bibita fresca d’estate , con lapide commemorativa di diritto alla eventuale dipartita spero il più tardi possibile. Di tutto il resto non fidarsi e possibilmente nascondere i denari chi ne possiede frutto di guadagno onesto e sacrificio, non pagare più i parassiti è il primo strumento di ripresa per impossessarsi della propria ragione e della vita.

  2. Garbin says:

    Bisogna (per loro) coagulare il voto allo sbando del nord, e perchè? perchè i soldi sono li e un nord che vota in massa per un partito che lo deruba in pratica lo legittima.

    Vogliono i soldi della Padania e vogliono che la Padania li voti per poter dire : lo avete voluto voi.

  3. Albert Nextein says:

    Non mi piace, e non me ne fido.
    Io ricordo solo che è stato alle dipendenze di de benedetti.

    • Veritas says:

      L’essere stato alle dipendenze di de benedetti potrebbe proprio avere la conseguenza di essergli diventato contrario..
      A me Passera non dispiacerebbe, semprechè e assolutamente difenda e promuova il Nord

      • gianluca says:

        Da, Veritas, come fa a piacerti uno che è stato a capo della più grande banca italica??? Lui risponde ad altre logiche, non facciamoci sempre infinocchiare come polli

  4. Francesco says:

    Passera di bello ha solo il nome.

    Guarda e impara ignorante
    youtube.com/watch?v=qJNuv-NcQM8

  5. lorenzo canepa says:

    been venga un lombardo e comasco nella politica. Potrebbe sorprendere tutti. Speriamo in bene

  6. luigi bandiera says:

    Lo si legge bene:

    vota a DX o a SX o al CNT le CASSE saranno sempre VUOTE, per noi.

    Per questi, invece, detti servitori dello stato ma non nostro, sono e saranno sempre PIENE.

    Immaginiamo di andare a votare tra due o tre mesi. Troveremo le solite liste di partiti e qualche lista nuova, per esempio lega per l’indipendenza della Padania.

    Mettiamo vinca quest’ultima. Giusto giusto 50 + 1 ed e’ maggioranza. O no..?

    Da nordici ingenui noi subito a fare festa perche’ vuol dire che ha vinto l’indipendenza della Padania. Eh, ke kax… con la maggioranza cosi’ si fa tutto e tutte le riforme possibili.

    Via i prefetti…
    Via le STRAPAGHE dei burocrati…
    Via molti sen e on specie se a vita…
    Via le prov e le regioni…
    Via lo stato centrale…
    Via l’INGIUSTIZIA…

    E ecc. ecc. ecc….

    Ebbene, fatto tutto sto kax di sogno pensiamo davvero che si potra’ fare tutto cio’..?

    Per me no.

    Per me andare a votare in questo lurido stato mafioso l’unico progetto fattibile e’ quello di SOGNARE. Di fare tanti e grandi sogni e BASTA.

    Il perche’ sta nel fatto che le leggi in vigore in questo stato sono a collante e perche’ il sistema perpetui il suo diritto dove le istituzioni poggiano il loro POTERE DOMINANTE.

    Mettiamo che la lega per l’indipendenza della Padania raggiunga il 65% a livello statale (alcuni dicono nazionale).

    Secondo i piu’ esperti diventerebbe possibile il RIVOLTARE STO KAX DI KALZINO DETTO ITALIA..?

    Vale a dire RIMETTERE A POSTO L’AMMINISTRAZIONE E I SUOI DERIVATI..??

    Io dico di NO. Enne o.

    Il perche’ sta nel fatto che senza il consenso dei PADRINI non si muovera’ foglia..!

    Quindi, andiamo pure a votare e ad amministrare per conto e nome dell’italia, avallandone la sovranita’ su di noi, ma scordiamoci tutti i nostri SOGNI che non si realizzeranno mai e poi mai…

    Con o senza il “leghista” dell’ultima ora come un pettirosso segnera’ sempre l’arrivo dell’INVERNO: il nostro.

    Siamo sempre INVERNATI di cui la paziente attesa che QUALCHE ALTRO FACCIA PER NOI.

    COL VOTO NON SI CAMBIA in questo stato strakolmo di KOSKE..!!!!!!!!

    continua

  7. berghemadler says:

    PASSERA ????
    Non è un pò poco vedere un leghista dentro Passera, solo perché ha presenziato ad un incontro ? O perchè DICE qualcosa di leghista ?
    I FATTI ? Non è lui che amministrava la Banca che ha “finanziato (sic!!)” i capitani coraggiosi di Alitalia ? E i Treni di Montezemolo ?
    A metà articolo, si arriva alla conclusione che “…gli altri sono peggio”, e per questo benvenga il Passera. Un pò pochino.
    Devo poi esprimere la grande disapprovazione che suscitano in me, i “calcoli” fatti sui bacini elettorali.
    Noto, che queste considerazioni sono ben in coda all’articolo, ma, io vorrei tornare a vedere sbandierati i principi etici, i progetti di società che vogliamo per il futuro, un pò più di idealismo e un pò meno marketing.
    Marketing politico e auto conservazione che vedo troppo spesso ANTEPOSTI al progetto sociale. La conseguente “apertura ad ogni mezzo” per CONQUISTARE IL CONSENSO, è alla base di vergognose giravolte politiche, e situazioni di stallo, come quella in cui ci troviamo con il governo Letta.
    Per Passera, quindi : VEDREMO I FATTI. Come per i Leghisti, di parole ne ho già sentite troppe.
    SONO STUFO, SARO’ IN STRADA IL 9 DICEMBRE. Bravi i Forconi e la LIFE.

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