Arrighini: “Maroni bleffa. Che tutti i sindaci sforino il patto di stabilità”

di ILARIO CANDIDO

Piove, piove tanto in quella che sembra essere la più tipica delle giornate autunnali Lombarde, e qui a casa di Arrighini, si percepisce la carica spirituale della montagna, che si affaccia sulla laboriosa pianura, portatrice di un caos che solo tra chi è abituato a lavorare anche più di 10 ore tutti i giorni può essere considerato normale… Ecco che Giulio Arrighini del quale (forse condizionato dal sapere il suo mestiere) noto la sobria montatura degli occhiali, dopo avermi chiesto di non fargli sconti, inizia a rispondere alle domande.

Lei è il segretario di un partito che si definisce indipendentista, non ha paura di essere scambiato per la brutta copia di Bossi o di Maroni?

Bossi e Maroni appartengono ad un partito che nonostante la definizione (Lega Nord per l’Indipendenza…) si prefigge di realizzare una riforma in senso Federale, cosa peraltro  irrealizzata nonostante la Legasia stata al Governo per anni e nonostante la scelta di una formula singolare; Quella di una riforma che avrebbe dovuto attuarsi con una legge ordinaria e non attraverso una riforma Costituzionale. E’ tuttavia inevitabile che gli elettori ci riconducano all’esperienza leghista, sia per la provenienza del sottoscritto e di molti del nostro movimento, dalle fila della Lega (fra di noi ci sono numerosi ex parlamentari, amministratori locali e militanti appartenuti al partito di Via Bellerio), sia per la maggior esposizione mediatica della Lega Nord.

Unione Padana come Veneto Stato? Che rapporti avete con gli altri partiti autonomisti?

Siamo nati come “Lega Padana” nel 2001 e, abbiamo costruito in Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia una serie di rapporti e collaborazioni  con movimenti di matrice autonomista-Indipendentista che ci hanno portato alla fusione in un unico soggetto politico, l’Unione Padana. I Veneti, forti della loro identità hanno, per il momento, ritenuto di seguire un loro percorso. Guardiamo con attenzione a quanto accade oltre il Mincio, ed auspichiamo, nonostante la forte disgregazione del mondo indipendentista Veneto, il raggiungimento del referendum per l’Indipendenza. E’ evidente che, in vista di scadenze elettorali sovraregionali sarebbe utile a tutti stabilire strategie ed alleanze.

Intanto però la Lega Nord tramite le scope e le ramazze ha dato un bel segno di rinnovamento interno.

Sono molti coloro che hanno guardato con approvazione a quelle ramazze. Purtroppo, ad oggi, non pare che siano mai state utilizzate. Se qualcuno pensa che sia stato sufficiente allontanare qualche persona, per cambiare pagina, allora quel qualcuno è un ingenuo. E’ evidente che la degenerazione della Lega Nord ha investito entrambe le fazioni (si riferisce evidentemente ai maroniani e ai bossiani). Fino a quando la Leganon procederà ad allontanare soggetti portatori di dinamiche poco edificanti, non vi sarà un nuovo corso. Fino ad ora abbiamo assistito solamente ad un cambio ai vertici per la gestione del potere.

Maroni ha recentemente ventilato l’ipotesi di una dimissione di massa dei sindaci leghisti. Cosa ne pensa?

Penso che quella di Maroni sia una minaccia che non fa paura a nessuno, men che meno a Monti e a tutto ciò che esso rappresenta. La dimissione dei sindaci farebbe scattare il commissariamento da parte del Ministero degli Interni, i comuni sarebbero guidati da orde di soggetti provenienti dalle solite latitudini e lo stato centrale si troverebbe saldamente in mano gran parte dei comuni della Padania. Sarebbe veramente un bel regalo a Monti, alla Cancellieri e all’Italia centralista. Noi crediamo invece che andrebbe organizzato uno sforamento di massa del patto di stabilità di Comuni e Province. Si libererebbero risorse che oggi sono bloccate, si pagherebbero i fornitori degli enti locali, si salverebbero dal fallimento migliaia di imprese con tutti i loro posti di lavoro. Lo Stato resterebbero con un palmo di naso, e nel caso commissariasse gli enti locali, troverebbe le casse vuote. Meglio svuotarle e restituirle ai Padani che lasciarle ai commissari di Roma, mi pare ovvio.

Maroni col PDL rischia di diventare governatore, lei cosa avrebbe fatto al suo posto?

Ecco, appunto: un nuovo corso potrebbe, ad esempio, prevedere un divorzio della Lega Nord dal PdL e la nascita di una coalizione che preveda la presenza della Lega,  di movimenti autonomisti-Indipendentisti, ed eventualmente di liste civiche. Su questo punto ci sentiamo di sfidare il nuovo segretario della Lega a scelte di portata storica. Forse qualcuno non se ne è mai accorto, ma la Lega non è mai stata alleata a movimenti “fratelli” ma sempre a partiti romani. Si faccia promotore di una coalizione indipendentista, poi ne parliamo.

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26 Comments

  1. Cristina says:

    Dalle mie parti si dice : “scopa nuova, scopa bene” ma, a quanto pare le scope e ramazze della Lega sono tutte riciclate! Ecco io mi sento di esprimere la mia indignazione da cittadina padana per tutte quelle facce che ancora girano e che sono sempre le solite; almeno alcuni si sono fatti il lifting. Aveva ragione mio nonno che, da buon contadino citava, forse in modo rude e certamente schietto, il fatto che certa gente non molla mai, dicendo: “i rattoni da fogna li butti dentro a un tombino e ti escono dall’altro” oppure “li butti in aria morti e vengono giu vivi”. Questi sono gli unici “miracoli” che riescono a compiere i nostri amministratori: restare sulla breccia senza scendere in questa trincea in cui noi utenti-contribuenti ci stiamo dibattendo. E poi: se sfori il patto di stabilita’ ti penalizzano? Perche’ vi sembra che adesso siamo graziati? Vi sembra giusto che la tesoreria degli enti comunali si sia centralizzata a Roma? Ma suvvia, ditemi in che recita stiamo partecipando così mi organizzo e magari riesco a recuperare un ruolo…da scomparsa.

    • Unione Cisalpina says:

      kondivido il tuo pensiero, xò cirka :” “i rattoni da fogna li butti dentro a un tombino e ti escono dall’altro” …

      debbo dire ke ti rikordi male, l’esempio era riferito agli stronzi ke galleggiano sempre… il rottame va a fondo e lì resta… non rispunta mai dall’altra parte ! 😀

      kapisko il tuo riserbo, ma non rispettando i termini ti salta, oltre ke l’effikacia, anke la kredibilità… 😀

  2. Luigi Ferraroni says:

    Un ringraziamento a Giulio Arrighini, per le sue parole, ma anche per aver creato Unione Padana, un movimento che davvero ha in testa l’indipendenza, quindi tutt’altro mondo rispetto alla Lega. Unione Padana Piacenza sta dando il suo contributo e speriamo che il nostro sogno, la Padania, diventi realtà e speriamo il più presto possibile.

    La lega? Vuole far dimettere i suoi sindaci e poi chi porta a casa i loro interessi? Ma che inizino a pensare davvero alla Padania e non solo al loro piccolo orticello, la Padania con 500 sindaci si farebbe. Ed il nostro sogno diverrebbe realtà. E ne sarei comunque felice anche se fossero loro gli artefici e non noi, purtroppo però ci hanno dimostrato che questo pensiero è pura fantascenza.

  3. Unione Cisalpina says:

    … Maroni ha recentemente ventilato l’ipotesi di una dimissione di massa dei sindaci leghisti. Cosa ne pensa?

    Penso che quella di Maroni sia una minaccia che non fa paura a nessuno, men che meno a Monti e a tutto ciò che esso rappresenta. La dimissione dei sindaci farebbe scattare il commissariamento da parte del Ministero degli Interni, i comuni sarebbero guidati da orde di soggetti provenienti dalle solite latitudini e lo stato centrale si troverebbe saldamente in mano gran parte dei comuni della Padania. Sarebbe veramente un bel regalo a Monti, alla Cancellieri e all’Italia centralista. …

    NON KONKORDO !

    certo ke Maroni blatera di rivolta fiskale (e sikuramente aborre la secessione e la nostra indipendenza) nè mai tradurrà ciò nei fatti (è ciarlatano similBoss) …
    e xò, se tutti i sindaci leghisti, dei pikkoli e grandi komuni, si negassero a fare i sostituti d’imposta nelle loro amministrazioni e si organizzassero x rakkogliere in un konto komunale le somme versate dai loro cittadini x l’IMU (riducendo nel kontempo l’importo da pagare e sostenendo la ratealizzazione dello stesso tributo), vorrei proprio vedere la reazione konkussoria ed a mano armata dei rapinatori di stato (Magggistratura, Polizzzzia, karabbbbineri e GdiF) ke fine farebbe ! …

    personalmente penso ke i singoli cittadini stessi (in specie dei pikkoli komuni) si ribellerebbero e solidarizzerebbero koi loro sindaci in aperto kontrasto agli armigeri di stato, loro intimidazioni 8legali ma antipopolari … di stampo mafioso) e loro mandante romano (governo vessatore) …

    • Enzo says:

      invece quello che dici è in linea con quello detto da Arrighini,
      perchè la strategia da te proposta, non prevede le dimissioni ed è condivisibile. Quella delle dimissioni, è un blef, come quello di Tosi riguardante la protesta contro l’imu, sono state spese tante parole, dovevano dimettersi tutti o rifiutarsi di incassarla, alla fine? nulla di fatto, anzi per ringraziare Roma ospitiamo con tutti gli onori il presidente della repubblica italiana….

  4. Enzo Varani says:

    Per rispondere a ric 91: mi pare che chi comincia, debba necessariamente partire dall’inizio, ma anche se.facessimo finta per un secondo che avessi ragione, mi chiedo, se è così tanto importante il consenso, perché la lega con tanto consenso ha ottenuto per il nord di essere trattato peggio di prima?

    • Ric 81 says:

      A parte che non mi sembra sia agli inizi come dici tu, comunque non la penso come te, perchè il consenso conta e come, soprattutto in un mondo dove ci martellano i media di falsità e banalità come stanno facendo. La lega non avrà sicuramente fatto tanto anzi direi ben poco, ma addirittura peggio se ci fosse stata o una democraza cristiana o i cumunisti beh direi anche se poche, qualche battaglia l’ha portata a casa. Comunque sia, quello che penso conta ben poco, ma ripeto mentre nel veneto vedo qualche possibilità, la lombardia non ha nessuna possibilità di avere consensi alti come sono arrivati ad averla in catalogna o in scozia i partiti indipendentisti, questa è una mia personale opinione naturalmente, ognuno è libero di sognare.

  5. Luca Podestà says:

    Mi associo ai ringraziamenti a Giulio Arrighini e sottoscrivo le parole di Enzo. Che i Padani aprano bene gli occhi sulla Lega Nord e sulla cricca di politicanti che la sta (ancora!) guidando…

  6. “Lo Stato resterebbero con un palmo di naso, e nel caso commissariasse gli enti locali, troverebbe le casse vuote. Meglio svuotarle e restituirle ai Padani che lasciarle ai commissari di Roma, mi pare ovvio.”

    Appoggio l’idea, lineare, rapida e semplice da attuare.
    Staniamo i sindaci collaborazionisti con Roma.

  7. Ric 81 says:

    Certo che un partitino che ha alle spalle lo 0, e pone pure delle condizioni…..ma se queste sono le leve che ci porteranno all’indipendenza evviva l’unione padana…..le critiche che fa arrighini ci stanno senza obra di dubbio, ma il problema è….chi cavolo è arrighini?????

  8. Gian says:

    manca un dettaglio, se dimettersi potrebbe essere controproducente, cosa succede se si sfora il patto di stabilità? Per un anno tutto va bene, forse, e poi?
    ecco cosa succede che:

    •la riduzione dei trasferimenti dello Stato dovuti agli enti locali in misura pari allo scostamento tra il risultato registrato e l’obiettivo prefissato. In altre parole, meno soldi versati dallo Stato al Comune;
    •il divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo annuale medio dei corrispondenti impegni effettuati nell’ultimo triennio. In altri termini, il Comune dovrà ridurre le spese per le manutenzioni ordinarie (strade, verde pubblico, ecc.), dovrà ridurre drasticamente l’erogazione dei servizi assistenziali o il sostegno a tante iniziative;
    •il divieto di ricorrere all’indebitamento per finanziare gli investimenti, ovvero l’impossibilità di contrarre qualsiasi mutuo per la realizzazione di nuove opere pubbliche (strade, scuole, marciapiedi, ecc.);
    •il divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia di contratto. Questo comporterebbe un rallentamento dell’attività amministrativa con forti difficoltà nel dare risposte alle
    legittime istanze dei cittadini.

    insomma maroni farà il bleff sulle dimissioni, però monti non è fesso e ha reso talmente punitivo sforare il patto di stabilità che provarci è un suicidio, ci si taglia le palle da soli.

    Inoltre non dimentichiamo che la tesoreria dei comuni adesso è a Roma.

    • Solite logiche da SUDDITO le sue, fai il bravo col padrone (Roma) che poi lui saprà ricompensarti con le briciole della torta (i soldi) che tutti i giorni gli consegni con le tasse.

      Svegliaaaaaaaaaaaaaaa

    • Enzo says:

      Se i comuni spendessero tutti i soldi che hanno in cassa, a cagare la riduzione nell’anno successivo dei trasferimenti!! E poi se i sindaci della lega si rifiutassero di incassare l’imu, lo stato creperebbe in pochi giorni!! e basta con questi atteggiamenti burocrati in cui non si può fare nulla contro le regole!! IL primo a violare la costituzione, è lo stato, noi ci facciamo ancora scrupoli? Non è che la vera paura a sforare il patto risiede nella conseguente riduzione del 30 per cento dello stipendio dei politici?

      • Unione Cisalpina says:

        e bravo l’Enzo… starò + attento ai tuoi kommenti …

        solo ke … Noi crediamo invece che andrebbe organizzato uno sforamento di massa del patto di stabilità di Comuni e Province. … è un’altra proposta ke si somma alle altre già + volte formulate in kuesto giornale e ke denotano solo la frammentarietà nostra…

        l’ideale sarebbe poter koagulare i movimenti (la Lekka Nodde, se possibile) su 2 o 3 proposte konkrete, facili da attuare e vicine alle necessità e desideri dei cittadini e dar loro korpo, ovvero ATTUARLE ! 😀

        gli ingredienti di ‘sto piatto sono
        1 – Sindako
        e sua amministrazione komunale
        2 – Fisko – Protesta fiskale e
        3 – Cittadini – loro Koinvolgimento fattivo e partecipazione diretta, kosciente e pacifika, ke dia loro la certezza dell’assessoria legale e giuridika nell’azione intrapresa …

        • Enzo says:

          D’accordo Sig. Cisalpina (scusa ma non ho idea di chi tu possa essere tra gli appartenenti al movimento) forse il fatto di aver fatto più proposte è perchè i sindaci sono della lega e quindi dovrebbero rispondere a Maroni e non affiliati a “L’indipendenza”?

          Per il resto penso che visto come si comportano le istituzioni, visto anche le ultime sentenze scandalose della corte costituzionale, non penso verrà mai dichiarato legale qualcosa che contrasta lo stato…
          Quindi la rivoluzione, per quanto pacifica non può essere dichiarata legale da coloro che dell’attuale sistema vivono e godono lussuriosamente…

          • Unione Cisalpina says:

            … traskuri la dimensione della protesta e ciò ke il kontagio genera… il loro stato salta… è solo kuestione d’iniziare ….poi a kosa succede kosa…. 😀

  9. PIOLI CLAUDIO says:

    La Lega è stata un’illusione sin dal 1993: in quell’anno fui il primo parlamentare a dare le dimissioni, ben comprendendo che la Lega avrebbe illuso gli elettori del Nord. Fermai la Lega nelle elezioni amministrative di Torino, con un gruppo di leghisti che vollero seguirmi, ben comprendendo che avremmo fatto come gli Spartani di Leonida alle Termopili. Ovviamente sapevamo, con Castellazzi, Ravera ed altri fondatori della Lega nelle varie regioni, che non avremmo avuto futuro, ma potemmo vantarci di aver capito sin dall’inizio che la struttura politica della Lega di Bossi avrebbe impedito un dialogo interno al partito, democratico e leale. E’ sempre una grande soddisfazione guardare negli occhi chi ti ha votato e che ha fiducia in te. Fui minacciato da Bossi su La Repubblica: lo citai in giudizio, vencendo in primo grado, mentre Bossi si trincero’ dietro l’immunità parlamentare in secondo grado. La mia esperienza brevissima mi fece anche comprendere che, mancando un progetto politico economico nella Lega, il Nord avrebbe perso tutto, come è successo da quando questo partito a conduzione “familiare” è andato al governo. La spesa pubblica è aumentata ed il debito pubblico pure: il fatto è che pagherà il Nord. Decisi cosi’ di lasciare l’Italia, autoesule, come l’autore di un libro di economia monetaria, Marco Della Luna, ha voluto definirmi nella postfazione : la mia vita si è allontanata dalla politica e mi resta il merito di essere stato il primo parlamentare ad opporsi all’arroganza ed al totalitarismo. D’altra parte non cercavo gloria ed onori, ma solo onestà e trasparenza, che non trovai. Inutile fare altri commenti. Ti saluto, caro Arrighini e ti auguro di riuscire nel tuo intento.

    • Rodolfo Piva says:

      Egr. Sig. Pioli

      Molto interessante ed utile la sua testimonianza. Prima o poi le persone intellettualmente oneste hanno compreso quanto malaffare ci fosse nella conduzione Bossiana della Lega Nord e con quali metodi dittatoriali, di tipo leninista, l’elettromedico (Bossi), insieme ai suoi fedeli accoliti, ha sempre tentato di chiudere la bocca a chi dissentiva dal “suo verbo illuminato”. Lei, nel 1993, fu il primo parlamentare a dare le dimissioni mentre il sottoscritto, insieme ad altri “leghisti della prima ora” pensammo cosa buona mandare a quel paese Bossi&Company nel 1989, dopo aver lavorato dal 1984 al 1989 appunto per fare decollare la Lega Lombarda a Milano. Il motivo era molto semplice: l’andare a Roma coalizzandosi con partiti statalisti e/o parafascisti avrebbe portato a non concludere nulla. Cosa appunto accaduta. Dal 1989 in poi ho preferito dedicare il mio tempo ad aiutare, nel limite delle mie possibilità, i patrioti sudtirolesi e ciò mi ha consentito di continuare a coltivare il mio ideale che oggi si è concretizzato in Unione Padana. Un caro saluto. Rodolfo Piva

      • romualdo says:

        Al posto vostro sorsero però giganti e gigantesse del federalismo internazionale come la portavoce di Bossi Faverio, il prode Salvini, il grande Paragone, l’immensa Lussana ecc. ecc.

        • antonella barina says:

          e come dimenticare uomini e donne che hanno fatto la storia come Bianchi Clerici, o Marano, o l’immenso Iezzi e poi Boni e via via via…

  10. silvano says:

    Finalmente un pò di chiarezza, la mediocrità di Maroni non fornisce alcuna fiducia, è troppo Romano per guidare il Nord nella sua impresa, per far ciò sono neccessari uomini e donne con le palle e Maroni mi sà tanto di opportunista e ruffiano, preferisco stare alla larga da qualsiasi sua promessa.

  11. giov padan vercelli says:

    Come giovani del Piemonte stiamo pensando di passare all’Unione, la Slega a guida cavallotto-salvianino-maronita è indigesta anche agli stomaci più forti.
    Cerea!

  12. nestor says:

    Amici, una considerazione: la Lega per sembrare nuova si affianca, simpatizzando o strizzando l’occhietto, a sindaci come Renzi e il pavese Cattaneo, ovvero rottamatori di destra e di sinistra….Ma quale segno maggiore di debolezza? Quale stupidità politica più lampante? Bossi non lo avrebbe mai fatto! La Lega, comunque la si pensi, nell’antico era il più nuovo…e allora? Si snatura? E poi questi due sono esempi di gente già nata vecchia, dei ragazzotti già grinzosi…poche idee tante chiacchiere e molta presunzione. E un culto pazzesco del ‘mediatico’. Quindi fallimento a breve…Saluti

  13. Lucafly says:

    Maroni non possiede né le doti e men che meno il carisma è solo un piccolo PARASSITA che ha sostituito Umberto Magno nella presa x il CULO dei Padani,il grande Miglio li aveva valutati e classificati BURATTINI. Amen

  14. Enzo says:

    Un ringraziamento sincero a Giulio Arrighini per le sue parole chiarificatrici nei confronti di tutti i Padani, e di una lega che ormai non rappresenta che un insieme di persone atte a perseguire interessi tutti personali.. Sono sicuro che Unione Padana avrà sempre più successo e che la lega mostrandosi per quel che è, andrà in odio a tutti i padani…

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