Arrighini, Grande Nord: per Gentiloni non è tempo di cicale? Le formiche del Nord lo sanno da sempre

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«Che non è il tempo delle cicale, le formiche del Nord lo sanno da tempo e ormai hanno perso la pazienza. E quelle stesse formiche del Nord che mantengono questo sistema statalista e centralista sull’orlo del fallimento, invocano da decenni la fine del ‘tempo delle cicale’ romane, essendo costrette da sempre a pagare il prezzo delle politiche dissennate che hanno portato il debito pubblico a livelli mostruosi».
Così Giulio Arrighini, candidato di Grande Nord alla presidenza di Regione Lombardia, commenta le dichiarazioni di oggi del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
«Alla fine di una legislatura in cui si sono succeduti più governi privi di investitura popolare che hanno preferito dilapidare miliardi di euro per inutili bonus, come i famigerati 80 euro di Renzi, e dando incentivi a pioggia di stampo elettorale – conclude Giulio Arrighini – ecco che il premier Gentiloni se ne esce con queste dichiarazioni per richiamare la necessità di ‘competenza, serietà e investimento sul futuro’”.

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2 Comments

  1. ric says:

    Be or not to be ?
    Certamente , nel relativismo e nell’incomprensibile linguaggio , ogni opportunista di sistema ed ogni sistema di opportunisti , tira fuori un concetto con implicita convinta millantata schizofrenia da Domine Dio. Presidente di consiglio , Papa della chiesa di Roma , amministratore delegato della Juventus , sono cariche in discarica se avulse dal contest d’influenza .Tale influenza è la misura del collante di presa su più sottomessi .Se dal balcone di Piazza Venezia un sol uomo fa vibrare ed infiammare una marea di uomini e donne , sarà sicuramente bocciato dalla storia , ma non dal dato di fatto .L’effetto rebound è il dato di fatto , una corresponsione d’amorosi sensi , un sentiment che passa dalla logica , dal bisogno , dall’io riconosciuto ed identificato con implicita valorizzazione dell’esistere ; essere perciò identificati e riconosciuti è già azione empatica del successo che coinvolge , convince e ripaga. E’ questo il risultato di compatibilità , di genere che sancisce identità ; si chiude così il cerchio primate di un perché , profilazione utile e costruttiva sintonizzata alle energie sinergiche del cosmo di cui esserne parte antropomorfica .E’ forma concreta di felicità , sommatoria di intangibilità raggruppate ad unicum .Ogni realtà senza dialettica è una presunzione , ogni esternazione senza essere una risultante di sintesi di pluralità d’interessi e conseguenti diritti , ha nella pretenziosità di imporre dovere , una violenza tale che tradotta in potenza risulta essere superiore al senso assoluto e paralizzante della morte ; se un gregge non segue il buon pastore può essere che il pastore non abbia visione consona oppure nel gregge cominciano a scarseggiare pecore .Le tavole dei comandamenti sul monte Sinai rappresentano metafora di accettazione condivisa alla superiore identità riconosciuta da genesi LEGITTIMA come strumentalità di auto produttività d’evoluzione individuale , non un atto autodistruttivo e masochistico . “Non sono tempi di cicale ……..”, non sono mai tempi di cicale per un sentire etico ! Questa supponenza di moralismo da conclamanti abusatori è vulnus da fraintendimento e temperatura da malattia mortale . Il disinteresse di tanti che non voteranno è cartina di tornasole , ignorare i gazebo del “Grande Nord” può essere indicativo di una tempistica asincrona necessitante di post datazione per verificarne la bontà ed “ai posteri l’ardua sentenza”.Partire poi con l’assioma a Liberi Uguali , nell’immaginario di coloro che si vorrebbe almeno attenzionare , è già presupporre fallimento senza neppure mediazione del dubbio.

  2. Mario Casadei says:

    Posso fondare anche io un partito?

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