Arrighini, Grande Nord: non serve più Italia ma più Lombardia

arrighini“La campagna elettorale di Gori, si apre con Renzi che viene a Milano per dire che “ci vuole più Italia”. Noi di Grande Nord diciamo che ci vuole più Lombardia.Se l’Italia somigliasse solo un poco alla Lombardia saremmo la terza potenza economica del mondo, si pagherebbero meno tasse, non ci sarebbe disoccupazione e il livello dei servizi sarebbe uguale a quello della Baviera.< Una kermesse in cui Gori ha parlato di identità della sinistra, sinistra e centro-sinistra. Noi pensiamo invece alle condizioni del ceto medio lombardo, alla piccola-media impresa, ai pensionati e ai disoccupati lombardi. Sono le nostre priorità. Siamo il sindacato della Lombardia". Così Giulio Arrighini candidato alla presidenza di Regione Lombardia per Grande Nord.

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2 Comments

  1. giancarlo says:

    Io non so più come dirlo e farlo capire. Infatti lascio alla rete e a questo giornale indipendente la mia tesi circa l’uscita dell’italia dalla crisi che la attanaglia.
    Dobbiamo riconoscere prima di tutto che non siamo più uno stato indipendente e sovrano.
    Siamo circondati da numerosi vincoli sia interni ( costituzione) che esterni ( europa. BCE, FMI, WTO, Borse, etc,,etc,) che volenti o nolenti siamo obbligati a rispettare o seguire.
    A fronte di questo panorama possiamo dire senza ombra di dubbio che senza idee innovative, coraggiose e soprattutto con volontà politica di attuarle e perseguirle NON SE NE USCIRA’ MAI PIU’.
    Per responsabilità politiche sia dei politici stessi che delle banche che delle finanziarie etc.. il mondo tutto è stato messo nel sacco e uscirne la vedo dura se non a costo di sviluppi inidonei e violenti che non auguro a nessuno.
    Ora, tornando alla mia tesi, in poche parole spiego come se ne può uscire tenendo presente che si tratta di una tesi molto ma molto sintetica.
    Al posto, come dicevo in altre occasioni, di scollare le regioni dall’italia, si può fare anche applicando una FALT TAX al 15/18% come propone SALVINI ma non per tutta l’italia.
    Va rispettata la virtuosità fiscale se non vogliamo fare il buco che ci potrebbe mandare in DEFAULT.
    Qui ci scontriamo con la costituzione e tutto il resto, ma questa è la soluzione e quindi va guadagnata convincendo tutti a praticarla costituendo le barriere o l cambiamenti necessari a carte, accordi int.li etc..
    La FLAT TAX al 15-18% va accompagnata da un’area non tassabile di minimo 15.000 euro annui a tutti.
    Il secondo step è quello di non renderla valida subito a tutta l’italia ma solamente partendo dalle regioni più virtuose dal punto di vista dell’onestà fiscale dei cittadini. Quindi prima Il VENETO, poi la LOMBARDIA, poi l’EMILIA ROMAGNA, poi Il FRIULI VENEZIA GIULIA, poi L’ALTO ADIGE, poi la LIGURIA e poi tutte le altre.
    Lo step della tempistica è una regione all’anno.
    Il terzo step è quello di impedire o limitare al massimo che, pur avendo un’aumento delle entrate IVA per la maggior disponibilità del popolo a spendere, sia accompagnato anche da una seria politica dei dazi nei confronti di CINA, INDIA soprattutto e poi anche ad altri eventuali paesi se strategicamente dannosi per la nostra economia. Infatti se la gente ha più denaro da spendere….spende comprando tanti e tanti prodotti fabbricati in Cina e quindi quali vantaggi avremmo per la nostra l’industria manufatturiera ? Quelli…. resteranno al palo.
    Come vedete il cane si morsica la coda, eppure questo circolo assurdo va interrotto assolutamente.
    Inoltre ritornando al secondo step della tempistica mi sembra accettabile anche da parte dell’europa etc.. di poter attuare una simile politica economica a vantaggio di tutti poiché se l’italia andrà in DEFAULTA ,E CI ANDRA’ PRIMA O POI, a rimetterci non saremo solo noi ma anche l’europa intera.
    Capisco, c’è da combattere su molti fronti e convincere della bontà della soluzione, ma anche dalla campagna elettorale testè iniziata mi pare che di idee o programmi validi non ce ne siano.
    Si continua a lavorare su aspetti marginali, anche se importanti, ma non se ne uscirà se non si cambierà l’ambiente e soprattutto l’aria in cui ci troviamo ad operare e respirare.
    Siamo stretti da troppi vincoli e lacci e laccioli e dobbiamo uscirne con notevole sforzo ma convinzione se qualcuno vuole ancora salvare il paese, altrimenti abbiamo capito che non interessa più a nessuno salvarlo e si cerca di tirare avanti più possibile….ma senza risolvere molto.
    Per finire poiché le politiche sin qui condotte non portano a risultati convincenti non resta che cambiare molto ed in fretta, poiché in futuro non avremo nessun lavoro da dare agli italiani, figuriamoci agli immigrati.
    Inoltre trovo stupido questo togliere diritti ed abbassare stipendi agli operai ed impiegati e ridurre gli organici…..vogliamo metterci in concorrenza con i non diritti e bassissime paghe dei cinesi ?
    Di quale integrazione stiamo parlando ? Convivenza difficile e conflittuale ?!
    E tutti gli altri problemi di questo disgraziato paese ?!!
    WSM

  2. giancarlo says:

    Se a roma capissero che lasciare più autonomia e libertà a VENETO e LOMBARDIA vuol dire avere ancora una speranza di salvare il salvabile, allora ci sarebbe da sperare.
    Caso contrario si può dire che i partiti italiani sono proprio dei testoni che non servono più a nulla.
    WSM

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