Arrighini e Rossi, il futuro lombardo passa per l’indipendenza

svizzera-lombardia1di REDAZIONE

Successo dell’incontro pubblico di Indipendenza Lombarda a Rovato sul tema del federalismo, autonomie e movimenti politici che sono nati, cresciuti in varie parti d’Italia ma specialmente al Nord negli ultimi 25 anni. Il titolo dell’incontro “1990-2015, 25 anni di In-Successi” 2.0,   era stato organizzato dal movimento indipendentista con relatori Raffaello Rossi già Segretario provinciale negli anni 90 della Lega Nord ed ex assessore di Rovato con la prima giunta Manenti e Giulio Arrighini, parlamentare della XI e XII legislatura col Carroccio, già consigliere provinciale sino al 2014,  attualmente segretario Nazionale di Indipendenza Lombarda.

Dopo una breve apertura di Rossi che ha spiegato la scelta del titolo e tema della serata,  Arrighini  ha ripercorso gli  entusiasmi iniziali del movimento Lega Lombarda-Lega Nord di cui fu uno dei fondatori a Brescia, con la continua crescita di voti sino a superare alcuni dei principali partiti politici, ai contrasti interni, le dissidenze, le espulsioni che in maniera ciclica, misero in evidenza oltre alla mancanza di un dialogo e confronto interno,  un progressivo azzeramento e mancata crescita della classe politica della Lega Nord che nel tempo, ha poi portato inevitabilmente a mancanza di controllo delle azioni di esponenti politici e amministratori sino al “crollo” di parte del vertice della classe dirigente.

La gestione carismatica

Il passaggio del comando all’attuale Segretario Matteo Salvini grazie ad un crescente carisma, ristabilisce un nuovo consolidamento che, pur con interni pareri contrari, “rinnova” la discesa nel Sud del paese per portare il messaggio federalista evidenziando una situazione politica ed economica mal sopportata da un numero crescente della popolazione Italiana, specialmente nelle aree del Nord Est. Recenti studi economici hanno individuato che l’area comprendente la Svizzera, la Baviera e appunto il Nord Est dell’Italia se unite da unica formazione regionale, sarebbero la più forte economia del pianeta. Un’idea e un progetto politico sicuramente poco realizzabile ma seme di nuove tendenze che porterebbero a nuovi concetti di autodeterminazione dei popoli nel futuro quadro Europeo, cambiamenti che però sono già avvenuti come la divisione della Cecoslovacchia, le richieste della Scozia che pur non passando il referendum popolare ha ottenuto notevoli benefici economici dall’Inghilterra sino al continuo pressing del popolo Catalano alla Spagna, ai Baschi ai Gallesi ai Tirolesi ecc.

L’imprenditoria inginocchiata

Una critica però Arrighini la rivolge anche nei confronti della classe imprenditoriale Bresciana  troppo servile nell’abbracciare le visite di un Renzi  e poco critica  in merito alle politiche  di elevata tassazione e della burocrazia “fiscale” che mette in ginocchio  proprio coloro che con grandi sforzi mantengono viva  un economia  che con altre aree del Nord Est  sostiene il resto di un’Italia che non sta al  “passo”. Sempre in tema economico, aggiunge che  la  Lombardia  nonostante le continue campagne  diffamatorie, versa allo “stato Italia”  56milioni di € all’anno senza riscontrarne adeguati servizi (trasporti, sicurezza, istruzione ecc.) ed ha una evasione che è la minima del paese (12%) mentre altre aree  sono esponenzialmente superiori man mano che si scende verso il Sud,  sino ad arrivare al  top di una città  meridionale che tocca il 98% di evasione fiscale (fonti ufficiali ISTAT, FMI, EURISPES ecc.).

Firme contro le prefetture

A conclusione della serata, Rossi ha esposto i motivi della campagna di raccolta firme per l’abolizione delle prefetture e dei Prefetti retaggio Napoleonico, mantenuto nel periodo Fascista, adottato dalla prima repubblica inviso da Luigi Einaudi e attualmente ben conservato come controllo, spesso restrittivo per le nostre amministrazioni, da uno stato sempre più accentratore. Una prefettura che a Brescia, ad esempio, conta oltre al Prefetto uno svariato numero di viceprefetti e funzionari vari portandola ad essere la più costosa in Lombardia (€4,64 pro capite annuo) sebbene distante da dalle province del Sud Italia con il picco di Isernia a €42. Rossi conclude con una nota sull’attuale situazione di un disinteresse dei cittadini, specialmente delle nuove generazioni, alla partecipazione politica creando un vuoto dialettico e continuo aumento del non voto che potrebbe portare al potere una casta sempre più ristretta al controllo politico economico e decisionale del paese.

Per oltre un’ora i relatori hanno intrattenuto un attento pubblico tra i quali erano presenti gli ex sindaci di ADRO Lancini e di ROVATO Manenti, esponenti di vari partiti e liste civiche locali.

L’incontro, sarà riproposto come auspicato da Rossi con la stessa formula anche in altre aree Provincia Bresciana. In città, Val Camonica, Bassa Bresciana e lago di Garda

 

 

 

 

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One Comment

  1. mario cologne says:

    …la Lombardia non versa milioni allo stato bensì miliardi molti miliardi ….spesi male e che aumentano tutti gli anni.
    Una spoliazione continua e pianificata altrimenti dovrebbero diminuire le spese che mantengono il consenso e la “coesione nazionale.
    Agli imprenditori italiani (quelli che vivono di sovvenzioni statali o bancarie) cosa credete che interessi…sopravvivere a dispetto dello stato di decozione nel quale si trovano.
    C’è chi crea ricchezza e chi, beati indipendentisti miei, la consuma.

    Se muore un piccolo imprenditore lo stato perde il comparaggio sul suo reddito;
    se muore un dipendente pubblico, al netto degli oneri previdenziali di reversibilità alla vedova, l’imprenditore risparmia.
    Chi vive di spesa pubblica diretta o indiretta oramai è in grado di condizionare la parte rilevante del consenso di chi si ostina ancora ad andare a votare.
    Gli altri hanno già fatto la loro secessione non votando più alle consultazioni politiche. Io tra loro.
    Gli imprenditori sono spaventati dalla indipendenza, rendetevene conto.
    Gli è stato insegnato che se sono ricchi è perchè sfruttano il mercato intero della penisola; perchè per conto della regione lombarda morirebbero di fame.
    Boiate simili unite alla pressa fiscale che non consente il reinvestimento degli utili in gran parte sacrificati alla perequazione confiscatoria fiscale. La spoliazione fiscale è strumento politico che non consente l’indipendenza finanziaria delle imprese. Date agli imprenditori la possibilità di rendersi indipendenti o sufficentemente capitalizzati da poter avere il coltello dalla parte del manico con le banche e vedrete che l’indipendenza è fatta in quatro e quattr’otto. E con i migliori auspici.
    Con la pezzente e questuante imprenditoria lombarda dovete avere pazienza ed una cura informativa particolare. La carenza di autostima si fa notare parecchio.

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