Arresto sindaco Legnano. Secondo ordinanza, “gestione improntata a collocare amici. Controllo totalitario…”

battaglia legnano

 

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Le indagini svolte, soprattutto mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, “hanno consentito di accertare, per un verso, da parte dell’attuale vertice del Comune di Legnano – rappresentato dal sindaco Gianbattista Fratus e dal vicesindaco e assessore al Bilancio Maurizio Cozzi -, una gestione non tanto improntata al soddisfacimento delle esigenze e degli interessi pubblici quanto alla inspirata alla collocazione nei vari settori (interni al Comune o alle municipalizzate), di soggetti (amici o conoscenti) comunque persone ‘gradite’ ed in ogni caso manovrabili in quanto asservite alle loro direttive”. E’ quanto scrive il gip di Busto Arsizio Piera Bossi nell’ordinanza con cui ordina gli arresti del sindaco e del vice sindaco di Legnano.

Per il procuratore aggiunto di Busto Arsizio, Giuseppe D'Amico, "la gara e' un qualcosa di accessorio e che non ha alcun significato". Cosi' ha sintetizzato come il sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus, il vicesindaco Maurizio Cozzi e l'assessore comunale alle Opere Pubbliche, Chiara Lazzarini, vedevano le
procedure concorsuali per le nomine all'interno dell'amministrazione delle citta' dell'alto milanese e dellesocieta' municipalizzate. In conferenza stampa il procuratore ha letto alcuni stralci delle intercettazione contenute nell'ordinanza di custodia cautelare del Gip di Busto Arsizio. "Lazzarini - ha riportato il procuratore - in proposito di una gara dice: 'Bisogna pilotarla questa qua, bisogna prendere una che si conosce, deve essere la vostra persona di estrema fiducia', Cozzi parlando con Fratus sempre di una gara dice: 'Una volta che si individua, si individua la persona, e basta'".

Il sindaco di Legnano Gianbattista  Fratus, il vicesindaco Maurizio Cozzi e l'assessore Chiara Lazzarini, arrestati nell'inchiesta sulle presunte nomine pilotate all'interno del Comune e di due municipalizzate, hanno messo in auto - secondo quanto emerge nell'ordinanza del gip di Busto Arsizio - "un modus operandi ispirato a logiche di supremazia personale e di controllo totalitario delle amministrazioni pubbliche anche in totale mancanza di qualsiasi giustificazione formale (come per Lazzarini, entrata solo
nel marzo 2019 nella qualifica assessorile all'urbanistica) che vale ad escludere l'occasionalità degli episodi passati in disamina dovendosi, invece, ritenere che gli stessi si collochino in un contesto di abitualità, dal quale non hanno mai mostrato di volersi dissociare".
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