Nei secoli fedele. A turno, con chi? Dai Savoia in avanti…

di RUDY BAGPIPEROMA -EVASO DA CLINICA TIVOLI NARCOTRAFFICANTE

Quest’anno ricorre il bicentenario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri che ha per motto: “Nei secoli fedele” e come sempre la retorica patriottica evita di dare una corretta informazione storica circa questo corpo militare che, nel tempo, ha assunto compiti anche di polizia militare, polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Riconosciute le positività di questo corpo negli ambiti della pubblica sicurezza e della polizia giudiziaria, gli slanci di abnegazione ed eroismo, credo che sia corretto ricordare anche i passi della sua storia oltre che celebrare il coraggio dei singoli. Nel logo commemorativo sono indicate due date: 1814 e 2014 separate dalla bandiera italiana. Il corpo è stato fondato nel 1814 da Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna; quindi, fino al 17 marzo 1861, data di proclamazione del Regno d’Italia, la bandiera non poteva essere quella italiana e quindi il logo propone una inesattezza. L’arma dei carabinieri, fedele a casa Savoia, ha partecipato a tutte le cosiddette “guerre di indipendenza”: un eufemismo per non chiamarle con il loro vero nome ovvero guerre di aggressione a Stati Sovrani che era lo status degli stati prima della progressiva unificazione forzata. Non risulta che alle popolazioni di questi stati sovrani sia stato richiesto se gradivano diventare sudditi dei Savoia a parte ridicoli plebisciti truffaldini. Dopo il 1861 l’arma dei Carabinieri fu particolarmente attiva nel reprimere le ribellioni dei popoli che non si riconoscevano nella nuova “patria” imposta con la forza. Un esempio su tutti: la guerra, durata 10 anni, contro i “briganti” nell’ex Regno delle Due Sicilie, cioè una guerra feroce contro i patrioti meridionali che si riconoscevano come sudditi dei Borbone. Nei decenni successivi l’arma dei carabinieri partecipò attivamente alle guerre coloniali promosse dal Regno d’Italia in Africa. Altre guerre di aggressione verso popolazioni che proprio non gradivano di essere colonizzate e che si opposero pagando prezzi elevatissimi in termini di vite umane.

Quando scoppiò la prima guerra mondiale, voluta dal Regno d’Italia e sicuramente evitabile in base ad ineccepibili documenti storici, i carabinieri, come polizia militare, furono protagonisti delle decimazioni dei soldati dell’esercito italiano che si rifiutavano di diventare carne da macello. Poi venne il regime fascista e, l’arma dei carabinieri “nei secoli fedele” divenne fedele a questo regime tanto è vero che, quando vennero varate le leggi razziali del 1939, non risultano prese di posizione particolari anzi, ciò che risulta è che l’arma collaborò nelle retate degli ebrei ed alla loro deportazione nei campi di concentramento. Ovviamente ci furono scelte individuali di militari dell’arma che preferirono pagare di persona piuttosto che obbedire ad ordini disumani e che non condividevano. Per arrivare a tempi più recenti, e precisamente negli anni 60’, l’Arma dei Carabinieri, insieme ad altre forze di polizia dello Stato italiano, fu molto attiva nella lotta repressiva contro i Patrioti Sudtirolesi che chiedevano di poter esercitare il Diritto all’Autodeterminazione presente nei Patti Internazionali dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite firmati dai rappresentanti dello stato italiano.
In base alla sintetica panoramica riguardante la storia dell’Arma dei Carabinieri e focalizzando l’attenzione sul motto “Nei secoli fedele” sorge spontanea la domanda: fedele a chi ? Sembrerebbe che la risposta più adeguata sia: fedele a chi detiene il potere senza alcuna correlazione con la tipologia di regime/governo.
Qui mi fermo e concludo affermando che, per le azioni compiute nel corso di decenni da un individuo come quelle compiute da un insieme di individui (arma dei carabinieri), non vale l’aritmetica ma l’algebra e quindi il risultato finale, dopo aver effettuato la “somma algebrica”, può essere positivo?

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    E di bugia in bugia stanno facendo talibani a tutto spiano.

    Che bella questa intellighenzia talibana, una e indivisibile: nelle bugie per tutti gli appunti.

    Salam

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