Lingua friulana, il suo destino discusso in pubblica assemblea

di REDAZIONE

“Agenzia regionale per la lingua friulana ha avuto mandato di redigere un documento che appena pronto verrà sottoscritto da istituzioni, associazioni e comitati che hanno a cuore il destino della lingua friulana e che sarà presentato in una assemblea pubblica alla presenza di tutti i parlamentari del Friuli. La decisione è emersa in occasione della riunione convocata presso la sede dell’ARLeF a Udine e che ha visto la partecipazione di tutti coloro che hanno risposto all’appello del presidente Lorenzo Zanon per cercare un percorso comune per contrastare le ultime iniziative del Governo che di fatto rischiano di abbassare il livello di tutela di alcune delle minoranze storiche riconosciute in Italia dalla legge 482/99.

Erano presenti l’Università, la Provincia e la Arcidiocesi di Udine, i comitati 482 e per l’Autonomia e il rilancio del Friuli, la Società Filologica Friulana e tutti gli enti riconosciuti di primaria importanza per la tutela e diffusione del friulano. Insieme con il presidente dell’ARLeF tutti stanno valutando la soluzione più corretta ed efficace per giungere al più presto all’applicazione dei diritti già da tempo sanciti. Tre i percorsi da valutare: il ricorso alla Corte Costituzionale, un appello al Consiglio d’Europa che vigila sull’applicazione della convenzione quadro per le lingue minoritarie e la modifica del testo attualmente in discussione per la ratifica della Carta europea delle lingue regionali nella forma più adatta a garantire il più alto livello di tutela. Infine, è stata discussa la mobilitazione per un’azione pubblica, simbolica e popolare, per allargare il coinvolgimento a quella che si configura non solo come la battaglia di una minoranza, quella friulana, ma di tutte le altre comunità linguistiche che non hanno garanzie di tutela nei rispettivi territori.

“Ci siamo purtroppo dovuti accorgere che la approvazione della 482 non è stata altro che la vittoria di una battaglia e che la vera guerra si combatte ogni giorno sul terreno dell’applicazione”, ha commentato Zanon.

FONTE ORIGINALE: www.agenparl.it

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3 Comments

  1. Albert says:

    Questo è uno stato totalitario gestito dalla burocrazia meridionale, quindi o lo si affronta a muso duro o ci si mette a 90°, non ci sono alternative. A noi la scelta.

  2. fabio ghidotti says:

    quando i politici italiani blaterano di “riforme costituzionali”, perchè non si chiede loro di riscrivere quello stitico articolo 6, impegnando la Repubblica a tutelare le lingue riconosciute come tali dal Consiglio d’Europa? C’è qualche parlamentare friulano che mi sta leggendo?

  3. Diego Tagliabue says:

    Una delle poche lingue ancora tutelate, verrrà probabilmente spazzata via da questo Stato-barzelletta, emblema del fallimento economico, politico e culturale.

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