Argentina: la “presidenta” si oppone al FMI sui dati dell’inflazione

di REDAZIONE

Trenta messaggi in 21 minuti. E il tempo impiegato dalla presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner per respingere via twitter la ‘dichiarazione di censura’ approvata venerdi’ contro il paese dal Fondo Monetario Internazionale, che ha chiesto di rivedere ”quanto prima” i dati ufficiali sull’inflazione. Al centro della clamorosa decisione del consiglio direttivo del Fondo – e’ la prima ‘censura’ nella storia dell’organismo – c’e’ l’ormai lunga vicenda dei dati taroccati su prezzi e Pil da parte dell’Indec, ‘l’Istat’ argentino.

”Vi siete arricchiti rovinando il mondo. Dov’era il Fondo che non ha avvertito sulle crisi o quando sono emerse, non bolle, bensi’ palloni aerostatici finanziari?”, ha tuonato la ‘presidenta’. ”In 10 anni, e senza i finanziamenti Fmi, il Pil e’ cresciuto del 90%”, ha aggiunto, precisando che l’Argentina ”ha il 6,9% di disoccupati” e che il governo peronista da lei guidato punta soprattutto ”all’inclusione sociale”. Secondo i dati ufficiali, il 2012 si e’ chiuso con un’ inflazione pari al 10,6%. Oltre alle statistiche dei centri studi privati, basta pero’ fare qualche controllo spiccio per le strade di Buenos Aires per verificare che i prezzi viaggiano in realta’ a un ritmo molto superiore. E che c’e’, d’altro lato, iL rischio di un ulteriore accelerazione. L’inflazione si aggira sul 26% – la piu’ alta dell’America Latina, la quarta al mondo – e il 2013 potrebbe chiudersi con un aumento dei prezzi anche del 30%, tenendo tra l’altro conto di una forte emissione monetaria, visto che questo e’ un anno elettorale (a ottobre si vota per le legislative).

A gennaio i prezzi sono per esempio saliti del 2,6-2,7% secondo le stime di istituti privati, i quali ricordano che l’inflazione e’ il principale problema economico a Buenos Aires, dove sono d’altra parte in vigore severi controlli valutari per l’acquisto di dollari ed euro. I dati truccati dell’Indec vengono quindi respinti non solo dall’Fmi e da altri organismi ma anche dall’opposizione e da gran parte degli argentini, che seguono giorno dopo giorno, e con grande angoscia, il fenomeno inflazionario e la rincorsa prezzi-salari.

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4 Comments

  1. Marco Mercanzin says:

    Eh eh eh …….. È tutti a bersi le panzane !!!!
    A nessuno viene in mente di verificare le fonti?
    Chi ha scritto questo articolo?
    Che dati cita?
    Che fonti ha?
    Classico esempio di giornalismo con la spina dorsale fatta di silicone: resistente ma moooooolto flessibile !!!

  2. Giorgio Fidenato says:

    Una lezione per i vari Barnard nostrani. Non solo per l’inflazione, ma soprattutto per la sovranità monetaria tanto auspicata dal nostro Barnard nazionale.

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