Archiviate le accuse per Rocchetta, Gardin, Quaglia e Perucca

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Spettabile Redazione, vi mando alcune righe che riguardano l’archiviazione di un procedimento giudiziario nei confronti di Franco Rocchetta, del sottoscritto, di Albert Gardin e Daniele Quaglia.

L’avviso di garanzia da parte della procura della Repubblica di Treviso ci era stato inviato nello scorso mese di Febbraio dal pm Valmassoi dopo che la Questura di Treviso (attraverso il mitico Questore Carmine Damiano) aveva segnalato in data 3 Novembre 2012 una “manifestazione non consentita” a Vittorio Veneto in occasione di una cerimonia veneta in ricordo dei massacrati della Grande Guerra organizzata dalla o.n.g. Venetian Freedom (di cui sono coordinatore).

Mi sembra che avevate già pubblicato ne L’Indipendenza la notizia della cerimonia e dell’invio degli avvisi di garanzia e anche del fatto che nello scorso mese di Marzo tutti e quattro gli indagati ci eravamo recati nelle questure di Treviso, Vicenza e Venezia per gli interrogatori rispondendo solo in lingua Veneta e che, non essendoci nessun pubblico ufficiale italiano in grado di interrogarci e redigere verbali in lingua veneta, tutti gli interrogatori non avevano potuto avere luogo.

La Procura di Treviso ha deciso di archiviare il procedimento penale aperto in Gennaio contro quattro esponenti della o.n.g.”Venetian Freedom”, Franco Rocchetta, Albert Gardin, Daniele Quaglia e Gabriele Perucca per la “manifestazione non autorizzata” dello scorso 3 Novembre a Vittorio Veneto in ricordo dei massacrati della Grande Guerra. 

La notizia aveva avuto molto spazio in molti quotidiani veneti in quei giorni ed anche alla fine Marzo di quest’anno quando gli interrogatori dei “quattro moschettieri veneti” raggiunti da avvisi di garanzia e chiamati a rispondere alle domande degli inquirenti nelle questure di Vicenza, Treviso e Venezia, erano stati sospesi perché nessun pubblico ufficiale italiano era stato in grado di parlare o redigere i verbali in lingua veneta come richiesto dagli indagati in base al diritto naturale dei popoli indigeni e anche per quanto previsto dal diritto italiano con la ratifica il 1 Marzo del 1998 della convenzione quadro europea sulla protezione delle minoranze linguistiche nazionali del 1 Febbraio 1995.

L’archiviazione è giunta come un fulmine a ciel sereno quando già ormai Rocchetta, Perucca, Gardin e Quaglia pregustavano il “giusto” processo italiano in lingua veneta. Qualcuno dal palazzo si è probabilmente accorto che la vicenda stava scivolando dalle mani alla Procura di Treviso assumendo dei connotati piuttosto svantaggiosi e caustici per lo stato italiano ma molto postivi e mediatici per la causa libertaria veneta. 

Effettivamente qualcuno con una laurea in legge italiana deve aver informato chi di dovere che aveva preso un bel granchio. Infatti, il reato di “manifestazione non autorizzata” non è previsto dall’intricata legge italiana TULPS in quanto una manifestazione può essere certamente vietata dal questore con comunicazione agli organizzatori se ci sono motivi validi di ordine pubblico (non era successo nel caso in questione) ma non esiste l’atto formale di autorizzazione da parte del questore una volta che gli si è data comunicazione di svolgimento della manifestazione stessa.

Ma quello che deve aver davvero fatto trasecolare gli inquirenti è stato certamente l’ingestibile e scomoda novità di quattro veneti che pretendevano comunicazioni orali e verbali solo nella loro lingua madre veneta. Chissà quante domande tra il giovane Valmassoi ed il vecchio Carmine Damiano: possono? non possono? Dobbiamo chiamare un interprete? Ma non esiste l’albo degli interpreti veneto-italiano, come facciamo? Me li vedo. Una situazione italianamente tragicomica.

Ad un certo punto, in una mattina di inizio Maggio, a Valma o a Carmine deve essere balenata la grande idea. L’unica possibile per uscirne con pochi dolori lombari: l’archiviazione del procedimento. I due funzionari si saranno fatti forza a vicenda, giustificando le loro imprese investigative ed ora l’ improvvisa archiviazione con un concetto fondamentale della giustizia italiana: se qualcuno si accorge che sono gli imputati ad essere più interessati degli inquirenti ad andare a processo allora il processo non si fa perché c’è il trappolone. Concetto limpido ed infallibile. Lo stato così non rischia figuracce. 

Quella mattina di Maggio, Valma e Carmine avranno pensato bisbigliando al telefono “ma chissene” se quei quattro veneti li volevamo interrogare ma non hanno risposto, se abbiamo fatto spendere denari inutili agli italici contribuenti per mandare una trentina di agenti in divisa ed in borghese quel sabato mattina a Vittorio Veneto per controllare una pacifica cerimonia con 15 patrioti veneti, se abbiamo sottratto tempo utile ad impiegati ed ispettori di questura e tribunale di Vicenza, Venezia e Treviso per redigere gli atti giudiziari riguardanti gli avvisi di garanzia, per gli interrogatori sospesi per incomprensioni linguistiche ed infine per fare gli atti finali di archiviazione del procedimento. Ma chissene. Volevano il processo? E noi non glielo diamo. Anche se costa. Costa tanto. Troppo. Tanto pagano loro. Gli italiani. Anche il nostro stipendio.  Ma questa è ancora dopo 146 anni la vecchia Italia sabauda degli inadeguati 

funzionari perditempo, dei pm Valmassoi e dei questori Damiano che non conoscono la loro stessa Legge ma che agiscono pensando alla loro carriera costruita su un’inesistente “ragion di uno stato non nazione”.

Uno stato italiano ormai ridotto ad essere solo “tutto chiacchiere e distintivo”.

San Marco illuminali tu.

di Venetian Freedom

 

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16 Comments

  1. Gianni says:

    “protezione delle minoranze linguistiche nazionali”
    con google ho trovato :
    http://www.parlamento.it/parlam/leggi/99482l.htm
    ma non cè il Veneto…
    cè un inghippo ?

  2. caterina says:

    e ancora stiamo a perder tempo quando è già stato tutto acclarato… a quando l’Indipendenza del Veneto?

    • pierin says:

      “campa cavalo che l erba la crese” se spetemo la regione …
      bisogna aver tutti le bale quadre come sti quattro qua sora.

      se difisile “sfidare” l itaGlia con la paura de esser tegnù in galera mesi prima de far valere i propri diritti, ma cove va le cose prima o dopo qualchedun zo a roma ghe spara , e no ai polisioti …

      • caterina says:

        pierin, leggi qui sotto l’inserto di Quaglia, e vedi in che Stato siamo: il cittadino veneto che conosce e sa ha le armi per contrastare il prepotere dello stato che non ha giurisdizione sul Veneto, e quelli che invece non sanno, compresi i cervelli in alto continuano ad avere l’atteggiamento dei sudditi che strisciano sulla scia di chi è al potere, e nonostante siano pressati non osano imboccare la strada giusta… di che hanno paura? della loro ombra? o più meschinamente pensano alla loro tasca…
        Personalmente io mi sento umiliata di essere in Italia, non voglio avere a capo un re Giorgio che nella situazione di difficoltà di tanti distribuisce prebende non attingendo al proprio patrimonio ma raschiando nelle nostre tasche, per conferire “onore” a chi se lo è procurato con la propria laboriosità e i propri talenti e magari in giro per il mondo dove vivono si vergognano di dire di far parte del parlamento italiano che è un caos totale.
        Dov’è l’onore? diciamo che faranno comodo i quindici mila euro al mese e se fossi in loro rifiuterei o obbligherei a conferirli a qualche opera benefica…
        E’ tutto da rifare, e spero solo che si realizzi il sogno di non doverci più dire italiani. Voglio vantarmi di essere riconosciuta come veneta e basta!

  3. ROBERTO ROMAN says:

    W i nostri Veneti che i lota cò corajo contro el nemico tagliàn !

    L’ITAGLIA SE CONFERMA INTANTO EA REPUBLICA DEE BANANE !

  4. Lucio Chiavegato says:

    Bravo Daniele !
    Prepara uno stampato plastificato che ce lo teniamo comodo.
    Presto servirà anche a me e a molti altri.

  5. FRANCO says:

    Solo bravi!

  6. LUIGI says:

    COME VOLEVASI DIMOSTRARE (se serviva) IN iTAGLIA LA LEGGE C’E’ MA NON VIENE RISPETTATA DA CHI E’ PREPOSTO A FARLA RISPETTARE. MA OCCORRE AGGIUNGERE PIU’ CASI POSSIBILE (E MAGGARI IN MATERIA FISCALE) AL PUNTO CHE DECADA STA’ STORIA FANTASIOSA CHE STO’ STATO DE M….. NON E’ LEGITTIMO O LEGALE E QUINDI NON SOVRANO. ITALIA NON ESISTE IN REALTA’, MA SOLO NELLE TESTE DELLA GENTE.

  7. daniele quaglia says:

    Beh, veramente io ho rifiutato l’interrogatorio contestando il difetto assoluto delle autorità italiane sul territorio veneto, inviando alla DIGOS di Treviso, in data 7 dicembre 2012, tramite la Stazione CC di Spresiano, un documento con il seguente testo: “Con sentenza n.456/20 feb.2008 del Tribunale ordinario di Venezia, il Giudice Zacco eccepisce il difetto assoluto di Giurisdizione delle istituzioni italiane sul territorio Veneto. Inoltre, per effetto del dlgs 212 del 13 dicembre 2010, il regio decreto n. 3300 del 4 novembre 1866 e la relativa Legge di conversione, Legge 481 del 18 luglio 1867, che ratificavano l’annessione del Veneto all’Italia sono stati abrogati. La conseguenza di tale abrogazione è che il territorio delle Venezie non risulta mai annesso all’Italia e, giuridicamente, il Popolo delle Venezie si trova nelle condizioni immediatamente precedenti il plebiscito del 1866: sovrano e indipendente, libero di manifestare la sua volontà di annessione, o meno, al Regno sabaudo.
    Per quanto sopra, contesto il difetto assoluto di Giurisdizione di tutte le autorità italiane sul territorio veneto e mi riservo di denunciare nelle apposite sedi internazionali comportamenti discriminanti e persecutori messi in atto reiteratamente nei miei confronti in quanto Veneto e appartenente alle Istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto agenti in regime di autodeterminazione.
    Giusto ricorso, tuttora pendente, depositato alla CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo9 di Strasburgo il 2 giugno 2008 e successive integrazioni”
    Testo che, opportunamente personalizzato a seconda delle esigenze, può essere utilizzato da chiunque voglia contestare la legittimità della presenza di istituzioni italiane sul territorio veneto.

    • Giorgio Fidenat says:

      Daniele puoi mandarmi il testo della sentenza a questo indirizzo Giorgio@agricoltorifederati.it . Dimenticavo: sono al vostro fianco.

    • lucia says:

      sbaglio o per questo c’è da ringraziare il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli?

      • gigi ragagnin says:

        mi pare proprio di sì : inavvertitamente.

        • lucia says:

          Ma chi ha stilato materialmente l’elenco delle leggi da abrogare?Qualcuno lo avrà pur fatto.Per inciso,il
          regio decreto e la relativa conversione in legge (la si trova in rete) riguarda anche il territorio della provincia di Mantova.
          Nessuno,tranne l’Indipendenza ha dato questa notizia.Forse perché prima si fanno le cose e poi si sistemano le carte,proprio come ha fatto l’Italia con il VenetoVoi pretendente di avere prima le carte e poi fare le cose e disprezzate profondamente e scoraggiate chi,magari con l’entusiasmo dell’ignoranza e “di pancia” fa i fatti definendoli venduti e cadregari.In realtà adesso mi spiego perché è stato indispensabile allontanare dalle stanze romane gente come Bossi e Calderoli con una campagna mediatica così pressante e l’aiuto di qualche tarlo all’interno.E pensare che proprio ieri il Papa ha ribadito l’immoralità di chi “fa maldicenza,calunnia,mormora”.Saluti

    • pierin says:

      ovvero contestando sta cosa possiamo finir di pagar le tasse senza finire in galera?

      e perchè non lo sappiamo tutti e non lo facciamo ?!?!
      vado a leggere

    • piero says:

      per favore mandami il testo,sempre al vostro fianco
      piero

  8. Albert Nextein says:

    Franco Rocchetta mi è sempre sembrato uno con le idee chiare.
    Me lo ricordo agli inizi, circa 20 anni fa.
    Tranquillo, chiaro, anche persuasivo.
    Ora, che fa?

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