Appena nata, subito scandali e truffe. Storia d’Italia

di GILBERTO ONETO

Il racconto della Storia è cosa troppo seria per essere lasciata fare agli storici. Fare il verso a Clemenceau è anche in questo caso del tutto giustificato dai risultati: da parecchio tempo gli studi e le pubblicazioni più interessanti sono frutto del lavoro di capaci autodidatti, di intelligenti dilettanti. Non solo a loro si devono le ricerche più accurate e le descrizioni più documentate ma quasi sempre hanno anche il vantaggio di una maggiore libertà di giudizio: non sono prigionieri del “politicamente corretto” o di convenzioni e timori reverenziali che purtroppo ingabbiano la maggior parte degli storici di professione e degli accademici paludati. Chi non deve vincere concorsi, chi non aspira a posti o cariche, chi non deve difendere una tesi preconcetta è molto più libero di rovistare fra le pieghe degli avvenimenti, non ha preclusioni culturali. Sono questi straordinari battitori liberi della narrazione storica che fanno conoscere vicende, personaggi e avvenimenti che la “storia ufficiale” ignora od occulta deliberatamente perché non sono organici alle versioni che devono essere date.

Un perfetto esempio di queste perle di libertà e di informazione è un gustoso saggio di Milo Julini, titolato Il primo scandalo dell’Italia unita, nel quale si racconta con puntigliosa documentazione la storia di un mascalzone torinese, tal Cibolla, delle sue malefatte e – soprattutto – del coinvolgimento di Filippo Curletti, agente di polizia, uomo fidato di Cavour e regista di alcune delle più miserevoli messinscene patriottiche di tutto il Risorgimento. Curletti è l’organizzatore (e il falsificatore) di alcuni Plebisciti, è l’ispiratore di molti “moti spontanei” per l’annessione al Regno di Sardegna, è  il contatto di molti infiltrati fra le fila avversarie, è il manutengolo di fiducia di molti politici potenti, anzi potentissimi. L’avere impiegato le sue doti criminali al servizio della più “nobile”  delle cause patriottiche non gli ha mai fatto dimenticare  l’essenza del “mestiere” di delinquente abile e spregiudicato. Vincenzo Cibolla è il primo “pentito” della storia unitaria (allora si diceva “propalatore”) che ha deciso di raccontare le sue malefatte in cambio di uno sconto di pena e di coinvolgere tutti i suoi complici, fra cui il Curletti, che faceva la parte del poliziotto corrotto. Il Curletti evita la prigione e la forca perché  se la squaglia per tempo: non verrà mai trovato e non farà un solo giorno di galera. Era il depositario di troppi segreti perché potesse finire su un banco di imputati a “svuotare il sacco”. Più tardi, comunque anche lui si vendicherà scrivendo un illuminante libello di memorie, nel quale si raccontano le modalità di svolgimento dei Plebisciti e grazie al quale è smascherata un’altra delle grandi panzane patriottiche.

Il libro di Milo Julini è ben scritto, è piacevole e avvincente come un poliziesco ben costruito: la prosa è gradevole e la narrazione scorre via leggera e intrigante, ad onta della durezza del tema e del frequente – ma sempre misurato – ricorso a verbali o articoli del tempo. Giustamente l’autore  ha definito la vicenda “il primo scandalo dell’Italia unita”, è anzi una vicenda che si svolge a cavallo dei radiosi giorni dell’unità. Ne viene subito fuori quella che sarà l’Italia dei decenni successivi, piena di cialtroni, di mascalzoni, di ombre e di “omissis”. L’ambiente è però è ancora quasi famigliare, i delitti sono ancora poca cosa rispetto a quello che verrà e anche i delinquenti  non  sono i truci sanguinari, gli assassini incalliti, le bestie spietate cui ci hanno abituato le cronache di questi ultimi decenni. Anche sulle attitudini criminali l’unità ha avuto i suoi effetti perversi.

AUTORE: Milo Julini; TITOLO: Il primo scandalo dell’Italia unita. Il caso Cibolla e altre storie criminali. 1854-1861; EDITORE: Castellamonte (TO): PiemonteStoria,  2013; PAGINE:  255 pagine

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3 Comments

  1. Giancarlo says:

    Da quando mi sono dedicato a studiare seriamente la storia d’italia e quella della mia patria vera, quella da cui provengono oltre 6 generazioni vissute nella terra di S.Marco, ho ben presente quale malessere mi sia preso nel dover constatare quanti e quali bugie e falsità , ma principalmente esclusioni o cancellazioni o omissioni o lacune esistano nei libri di storia che i giovani studiano nelle scuole. Ritengo che prima o poi anche questi giovani quando scopriranno, se lo vorranno, che la storia vera è un’altra saranno furiosi contro coloro che gliela negarono per dargli da bere un sacco di fandonie.
    Persino gli U.S.A. che di storia non né hanno, hanno dovuto alla fine riscoprire la storia nei nativi indiani d’America e farne a pieno diritto parte della loro di storia che ne hanno veramente poca.
    Noi invece in italia che di storia ne abbiamo un tesoro nascosto l’abbiamo negata, Invece i valorizzare al massimo tutte le storie e le culture delle varie regioni le abbiamo depennate e raccontate come se fosse una favola meravigliosa, ma inventata. Mi basta pensare che la Serenissima Rep. di Venezia è relegata in un quadratino della bandiera della marina italiana e citata come una delle 4 repubbliche marinare.
    Come dire che Venezia è pari a Pisa o Malta o Genova.
    Una cosa che ritengo disgustosa sia culturalmente parlando che storicamente riassunta in così brevissimo spazio quando 1.100 anni di storia sono sempre lì a guardarci in faccia e rammentarci di quanto l’italia sia un paese INVENTATO !!!!
    Di scandali ce ne sono stati tanti quanti i morti Veneti delle due guerre mondiali che abbiamo dovuto subire da parte di roma che oltre ad essere ladrona è sempre stata anche il luogo dove si sono succeduti i più grandi macellai del mondo di allora, dove la vita valeva ZERO, e di oggi, dove la demagogia ed il regime piratesco di coloro che la percepiscono come la grande madre dalle mille tette piene di latte da mungere senza sosta diventa la Bestia dell’Apocalisse.
    Sono talmente incollerito da tutti questi GUASTATORI che hanno mandato in malora tutto e ancora non se ne stanno accorgendo che di più non posso ancora scrivere.
    Vi chiedo perdono se sembro sempre un pessimista o peggio uno che rema contro, ma poiché sono un realista incallito non posso e non voglio sorvolare su ciò che vedo, sento e conosco, purtroppo per me, di questa italia corrotta, ladra, mafiosa e senza più alcuna anima che la possa salvare.
    WSM

    • luigi bandiera says:

      Lo ripeto,
      l’italia ha RINOMINATO, come si fa con i files, le storie esistenti prima dell’unita’.
      Quindi la storia della Serenissima Repubblica di Venezia passa per storia italiana. Come tutto il resto. La toponomastica evidenzia questo andazzo e segna quanto schiacciamento ha fatto questo stato tirannico.
      La prassi e’ stata segnata dal gran C di napoleone. Chi ha preso in mano le redini ha e fa kompagno o uguale seguendo quelle regole la’ e poi quando dovevano fare una costituzione si e’ visto, e’ evidente, la stesero in modo tale che passa per la piu’ bella del mondo (piu’ furba e’ piu’ corretto). Gia’, si pensi all’articolo n.1. Imbroglia da subito insomma.
      Leggetelo e ma con occhi liberi, e vedrete che li’ c’e’ il primo imbroglio: regola delle tre carte no..?
      E via via poi gli altri mai rispettati o a meta’ o meno.
      TRUFFA SU TRUFFA… uni e indivisibili nell’affare brigantino.
      Purtroppo questo stato e’ in mani foreste.
      Possiamo votare e rivotare che comanderanno sempre loro: i foresti.
      Salam

  2. luigi bandiera says:

    Gia’ da tempo tutto condiviso.
    In questo stato (un baraccone senza fondo) lo si e’ visto, perche’ anche poi dimostrato, fallito in partenza ma il potere, la sovranita’, non fu del popolo che subi’ una occupazione di camaleonti e briganti che nemmeno nelle favole esistono.
    Si starnazza tanto, troppo, alla democrazia, alla solidarieta’, alla cultura e a tante altre cose importanti ma camaleontescamente da subito ignorate o dribblate.
    Avete letto no del rapporto della CGIA di Mestre su chi paga e chi non paga, le TASSE.
    Non hanno mai pagato qwuelli la’ perche’ loro, i furbi di natura, hanno occupato tutti i posti importanti dello stato, del baraccone. Li’ si si comanda altro che in cabina elettorale..!
    Bassanini poi fece una legge (primi anni 90) che rafforzo’ il potere dei burocrati di stato. Il politico puo’ nulla al confronto.
    Va aggiunto che i poteri del baraccone trikolorito dovrebbero essere PARITETICI, invece, col kax che lo sono.
    Uno in particolare e’ veramente SOPRA A TUTTI, perfino ai RE o sovrani.
    Voglio dire che se il popolo vuole una cosa quel potere fa che se ne realizzi un’altra e magari contraria. Legittima difesa docet ma non solo.
    Nello stato italiano non c’e’ la legittima difesa, e’ un circa li’ che e’ piu’ una trappola per topi che altro. PROVARE PER CREDERE: ERMES DOCET.
    Per difenderti bene devi avere il bilancino come quello che usano i drogati o gli spacciatori.
    Davvero bisogna provare per credere.
    Siamo devastati da certe leggi assurde tanto quanto questo baraccone..!
    Salam

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