Anche al Viminale gli appalti sarebbero truccati

di REDAZIONE

Un ‘corvo’ al Viminale, una serie di presunti casi di malaffare al ministero dell’Interno, sia nella gestione di appalti e aste sia per l’acquisto di impianti tecnologici. Lo scrive il quotidiano ‘La Repubblica’ sostenendo che la denuncia – sotto forma di esposto anonimo – è già finita sul tavolo dei magistrati.

A trasmettere alla Procura di Roma l’esposto insieme ad una querela contro ignoti sarebbe stato, secondo quanto si apprende, il prefetto Giuseppe Maddalena, fino al settembre scorso a capo dell’Ufficio Logistico del Dipartimento di Pubblica sicurezza. La denuncia, una ventina di pagine molto circostanziate, indica come responsabile delle presunte illegittimità il vice capo della Polizia, Nicola Izzo. Secondo il corvo il malaffare riguarderebbe una serie di appalti e gare per l’acquisto di prodotti: dai software per le centrali operative di tutta Italia ai sistemi di videosorveglianza, dalla gestione del numero unico europeo della sicurezza (il 112) al rilevamento delle impronte digitali da parte della Polizia scientifica.

Il capo della polizia ha confermato al quotidiano l’esistenza dell’esposto: ”Siamo cercando di capire chi l’ha scritto. L’autore è, comunque, una persona molta informata. Mi auguro che la magistratura faccia al più presto chiarezza sulla vicenda nell’interesse sia del mio vice sia dell’istituzione”.

L’esposto si chiude con un capitolo dedicato a Salvatore Saporito, il vicequestore suicidatosi in caserma il 31 marzo 2011 e coinvolto nell’indagine della procura di Napoli sugli appalti per la realizzazione del Cen (Centro elaborazione dati della polizia), nell’ambito del piano sicurezza per la città partenopea, e nella quale è coinvolto anche il prefetto Izzo. Secondo il ‘corvo’, Saporito non si sarebbe suicidato perché‚ preoccupato dall’indagine, ma perch‚ non avrebbe sopportato il mobbing al quale per lungo tempo sarebbe stato sottoposto dai suoi superiori per aver tentato di opporsi al ‘sistema-appalti’ dell’Ufficio Logistico del Viminale.

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6 Comments

  1. ModenaLibera says:

    L’importante è che i tre prefetti che sembrano coinvolti, vengano chiamati prefetti e non Signori.
    Altrimenti sì che scoppierebbe un bel casino…

  2. Dan says:

    “Anche al Viminale…”

    Chi l’avrebbe MAI detto… eravamo TUTTI così CERTI che almeno da loro ONESTA’ e SERIETA’ avrebbero PREVALSO…

    Ma andeve a ciapè i rat

  3. gibuizza says:

    Chiunque abbia il compito di decidere tra più soluzioni verrà sempre indicato come “imbroglione”, “corrotto”, “pagato”, ecc. da chi non ha condiviso le sue scelte. Basta dare credito a queste denunce, siano esse anonime che no, verificare in silenzio se ci sono state delle azioni illecite e poi o si punisce il responsabile o si punisce duramente il “corvo”.

  4. lucafly says:

    Presto i se e i ma saranno trasformati in certezze,non si vede il motivo per cui il viminale sia immune dalla schifezza di FALLITALIA.

  5. Fabrizio Dalla Villa says:

    I se e i ma non fanno la storia, quindi anche i “sarebbe” non fanno notizia. O gli appalti sono truccati, e allora speriamo che mettano dentro tutti i responsabili, e facciano pagare fino all’ultimo centesimo, oppure non lo sono e quindi è tutta una bufala!

    • Culitto Salvatore says:

      Lo scrive il quotidiano ‘La Repubblica’ sostenendo che la denuncia – sotto forma di esposto anonimo – è già finita sul tavolo dei magistrati.

      non è ne un se ne un ma ne un sarebbe, è un esposto alla procura che dovrebbe portare ad un indagine e che dovrebbe togliere i vari se e ma (in questo caso i sarebbe e dovrebbe mi sembrano più che leciti, sono delle attese)

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