Belgio, la secessione parte da Anversa e da Bart de Wever

di SALVATORE ANTONACI

Se dovessimo misurare l’attuale febbre del sistema-paese Belgio, con una facile similitudine potremmo accostare la cifra ottenutaa quella raggiunta da Bart de Wever, il leader nazionalista fiammingo, nella sua corsa per la sindacatura di Anversa, seconda città belga, ma largamente  in testa quanto ad importanza economica e simbolica. Il quasi 40% ottenuto dalla N-VA (Nuova Alleanza Fiamminga) sta, infatti, provocando un terremoto, non certo inatteso, che si riverbererà immediatamente sulla tenuta del complesso edificio dello stato federale. Il risultato equivale a circa 23 seggi su 55 nella città portuale belga, dove De Wever puntava a porre fine a oltre 80 anni di potere socialista.

Non a caso molti analisti e commentatori politici (anche di parte francofona) non si peritano oramai di evocare la parola un tempo tabù in ogni discussione: secessione. O se preferite separazione consensuale fra le due principali componenti linguistiche belghe. La tornata elettorale di ieri era quasi interamente focalizzata sulla capitale futura del nascituro Vlaamsstaat, nonostante fossero convocati alle urne tutti i votanti del piccolo regno nord-europeo. A partire dal suo centro nevralgico Bruxelles, sede della farraginosa burocrazia amministrativa.

Ma il duello tra l’uscente borgomastro Patrick Janssen, già presidente dei socialisti fiamminghi, e De Wever ha del tutto eclissato l’esito delle altre sfide. D’altronde, la posta in gioco era assai alta: nientemeno che il compimento della prima tappa nella strategia delineata proprio da De Wever finalizzata al raggiungimento dell’egemonia nelle Fiandre. Ottenuta l’investitura, si tratterà ora di preparare il terreno per lo scontro finale da qui a due anni quando sarà in gioco la presidenza della regione. Una volta conquistata la quale si potrebbero aprire quegli scenari prima evocati, sulla falsariga, magari, dell’esempio catalano con tanto di dichiarazione di indipendenza e trattative con il potere centrale.

Fantapolitica? Non propriamente, visto che, da oggi, nei media e nelle strade del paese, questi argomenti saranno materia di dibattito appassionato. Forse quanto, se non più, delle gesta calcistiche dei Diavoli rossi.

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