L’ANTARTIDE E’ IN BUONA SALUTE, COME LO ERA NEL 1993!

di ARTURO DOILO

Nonostante gli allarmismi di cui si sente, continuamente, parlare arriva una notizia che  a qualche catastrofista non piacerà.

«L’Antartide gode di buona salute»! Sono queste le conclusioni, a sorpresa per moltissime cassandre, cui sono giunti gli scienziati, guidati dal professor Giuseppe Nascetti, pro rettore dell’Università della Tuscia, che a 18 anni di distanza dalla precedente spedizione, organizzata nell’ambito del PNRA (Programma nazionale ricerche in Antartide condotto da ENEA, CNR e varie università italiane, effettuata nel 1993/94) ha compiuto una nuova missione tra i ghiacci del Polo Sud.

Scopo principale della nuova missione era quello di verificare le alterazioni dell’ecosistema antartico dovute ai cambiamenti globali nei 18 anni intercorsi, attraverso lo studio di indicatori biologici di alcune specie marine: i nematodi anisakidi, parassiti di crostacei, molluschi, pesci e mammiferi marini.

Durante la spedizione sono stati effettuati i campionamenti attraverso la pesca di varie specie di ospiti, in particolare gli Ice Fish, i cosiddetti “pesci ghiaccio”, cosiddetti per l’assenza di emoglobina nel sangue. In un solo giorno è stata raggiunta la quantità necessaria per effettuare le analisi, con la cattura di oltre 100 esemplari di Ice Fish e 200 pesci a sangue rosso, pescati tra i 160 e i 200 metri di profondità.

«I risultati – spiega il professor Nascetti – sono subito sembrati eclatanti: già dopo i primi esami effettuati in Antartide, non sono state riscontrate differenze con i dati della prima spedizione del 93- 94. Gli Ice Fish continuano a presentare numerosissime larve dei parassiti, dai 100 ai 1050 individui per ogni pesce». Ad avviso dello scienziato, inoltre, «l’abbondante presenza decreta l’ottimo stato di salute dell’ecosistema, poichè i dati dicono che le reti trofiche antartiche sono ancora integre. Probabilmente si può affermare che l’assenza di caccia alle foche, alle balene, di attività intensiva di pesca e di fonti inquinanti preserva e conserva l’ecosistema antartico».

Il clima non c’entra nulla insomma…

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