ANNETTERE L’ALTA-LOMBARDIA AL CANTON TICINO

di MANUELA PORETTI

Annettere l’alta Lombardia al Canton Ticino: questa la proposta lanciata qualche tempo fa dal leader della Lega dei Ticinesi, Giuliano Bignasca (nella foto). Una provocazione che non smette di far parlare di sé visto la situazione sempre più preoccupante in cui versa il “bel paese”. Qualche esempio? Il nuovo governo Monti che al posto di abbattere la spesa pubblica – tagliando i veri sprechi – ha scelto di aumentare la pressione fiscale, l’Italia che sta fallendo perché non esiste più nessuna ragione razionale per investire e produrre ricchezza, le imprese che migrano all’estero dove le tasse sono più eque, la futura e alquanto preoccupante diminuzione del nostro potere d’acquisto, la disoccupazione giovanile. Sono questi, ma anche molti altri, i motivi che hanno spinto diversi sindaci della provincia di Varese – territorio interessato dalla proposta – a schierarsi dalla parte di Bignasca e accogliere con entusiasmo la sua idea. Nel suo libro “Il sacco del Nord” – un saggio sulla giustizia territoriale – Luca Ricolfi, sociologo e docente di Analisi dei dati all’Università di Torino, afferma che oltre 50 miliardi di euro ogni anno se ne vanno ingiustificatamente dalle regioni del nord a quelle del sud, passando per Roma che ne amministrerebbe le ripartizioni. Una totale sperequazione che ci fa capire quanto sia centralizzata l’amministrazione della spesa pubblica, totalmente incontrollabile dai cittadini.

Dati che trovano un riscontro evidente nella tassazione che subisce il Comune di Morazzone (VA), 4.400 abitanti, amministrato dal leghista Matteo Bianchi che commenta: «I miei concittadini versano allo stato ben 24 milioni di euro ogni anno, tasse che potrebbero servire per migliorare i servizi del paese, per fare opere pubbliche, per far funzionare al meglio la macchina organizzativa, invece da Roma ne ritornano soltanto 800 mila. E gli altri soldi dove finiscono? Mi piace prendere ad esempio il virtuosismo svizzero per far capire quanto sia sbagliato il “sistema Italia”. In Canton Ticino la ripartizione delle imposte è così suddivisa: un terzo al Municipio, un terzo al Cantone, un terzo alla Confederazione. Una proporzione che non ricalca neanche lontanamente il sistema tributario italiano, il quale non ha equità istituzionale tra ente centrale ed enti periferici!».

Sarebbero molte, ci permettiamo di affermare, le migliorie che guadagneremmo diventando svizzeri. Da un livello di tassazione più basso (Svizzera 25%, Italia 45/46%), percentuali di Iva più abbordabili (Svizzera 8%, Italia 21%, a breve al 23%), flessibilità nel mercato del lavoro, credito più facilitato e confidenziale per le aziende, serietà dell’apparato pubblico, burocrazia più snella. Insomma lo svizzero paga le tasse, per giunta più basse, e le riscontra nel buon funzionamento dei servizi, nella cura e nel decoro urbano; l’italiano ha un’imposizione fiscale quasi doppia e non fa altro che lamentarsi per i continui disservizi. Passando agli aspetti più pratici è doveroso parlare di infrastrutture, costi del carburante ed autostrade. In Svizzera le autostrade costano 40 franchi, circa 30 euro. Basta acquistare il famoso “bollino” e si viaggia per un anno a percorrenza illimitata. Provate ad andare cinque volte a Milano e avete già eguagliato il costo del contrassegno svizzero! Per non parlare del prezzo della benzina. Oltreconfine il carburante sale e scende in base al costo medio del petrolio, in Italia aumenta e non scende mai, grazie alle famose perenni accise. Pensate che persino chi svolge il “mestiere più vecchio del mondo”, accantonando le ipocrisie, paga le tasse! L’annessione alla Confederazione per molti resterà un’utopia o una bestemmia, ma una riflessione è d’obbligo, cari italiani.

 


 

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17 Comments

  1. vecchio paglia says:

    Nella Confederazione Svizzera la ripartizione delle imposte è così suddivisa: un terzo al Municipio, un terzo al Cantone, un terzo alla Confederazione. Ma la Confederazione ( a differenza di Roma) tutti questi soldi non li spende: la maggior parte torna sul territorio: la girano ai Contoni con una seria legge sulla perequazione. dai, raccogliamo le firme, che qui tra poco salta tutto per aria. Ciao Paglia. ps Il commento di pkami lo capisco poco. Tutti quei morti sarebbero stati ben felici di restare in vita invece di essere stati mandati al macello per assurdi “sacri e inviolabili confini”

  2. Pkami85 says:

    …quanti commenti stupidi fatti da “uomini” senza spina dorsale, un pò di spirito nazionale suvvia, vi vendete come delle puttane alla svizzera per dei schifosi soldi rubati con l’evasione fiscale su largha scala; tutti i morti che hanno dato tutto a questo paese si stanno rivoltando nella tomba, andateci voi in svizzera, ma quei territori ITALIANI, RIMANGONO ITALIANI, la feccia anti italiana può andarsene fuori dalle balle!

  3. Amedeo says:

    Ma non è che gli interessa anche Brescia?. I laghi ci sono anche qui…che ne dite??

  4. SchwineGott says:

    …illusi loro…

  5. amerigo says:

    e pensare che fino a prima del ventennio iperstatalista del fascismo tutte le Guide turistiche del TouringClubItaliano illustravano l’italia per aree omogenee, il primo volume infatti invariabilmente portava il titolo : Piemonte – Lombardia – Canton Ticino
    ….

  6. Nicola says:

    Sicuramente la svizzera che mantiene gli attuali confini non so da quanti secoli vorrà annettere parte della Lombardia, poi a che pro? Autodeterminazione unica soluzione.

  7. Sergio says:

    La Regione Insubria dovrebbe nascere a prescindere, per staccare le province di CO, VA, LC e VCO dal centralismo fagocitante, sia finanziario che politico, di Milano, e tendere a uno status autonomista simile al Trentino.
    Se poi ci annettiamo alla Svizzera, tanto meglio !
    Sergio

  8. sciadurel says:

    dov’è che bisogna andare a firmare ???

  9. Federico says:

    Ottima idea. Perché non creare subito un comitato “Pro Helvetia” a Varese o a Como? Chiedendo una sola cosa (in prima battuta): un referendum consultivo. Dopo, sulla base del risultato, si va a discuterne a Berna, a Lugano ecc. E così ci si libera pure del “cerchio magico”…

  10. druides says:

    Dove si firma?

  11. Matteo says:

    Ogni proposta se approvata dalla maggioranza dei cittadini (ed in questo caso dovrebbero essere i lombardi interessati a votare non i ticinesi) è lecita. Bignasca pero’ è un personaggio che mi ricorda Bossi in tutti i suoi difetti ed in tutta la sua mancanza totale di serietà politica e tutto il resto.
    Possiamo definirlo usando un linguaggio alla Leo Facco un cialtrone quanto il suo compare Umberto Magno ? Per me lo è.
    Ogni proposta che arriva da Bignasca irrita come le cialtronate di Bossi & Co. E rafforzano il potere centrale.

    • mr1981 says:

      Lei preferisce di sicuro sentir parlare solo il politichese, quindi non ammetterà mai che certe visioni di Bossi all’inizio erano più che azzeccate, quindi altro che mancanza totale di serietà politica. Con gli stessi occhiali giudica Bignasca solo per il suo aspetto esteriore e sul personaggio ne sa poco e niente. Non si tratta di un cialtrone, anche la sinistra ticinese l’ha sempre giudicato in questa maniera e è arrivata quasi adautoestinguersi, non è di sicuro una politica che rafforza il potere centrale. E’ forse per la maniera di ragionare di certe persone come lei che il mondo politico rimane centralista, protettore degli assistenzialisti e di tutto il marciume che ci gira attorno. In Ticino in primavera c’è stata una svolta nel panorama politico locale che dato una spinta in una certa direzione, che a gente come lei (in compagnia ultimamente anche del sindaco di Luino) non è piaciuta: il suo commento va solo in quella direzione.

    • dante says:

      QUESTO è L’UNICO ARGOMENTO CONTRO.. PER TUTTO IL RESTO DIVENTO SUBITISSIMO SVIZZERO

  12. mr1981 says:

    La Lombardia è troppo grande, ha un numero di abitanti maggiore di tutta Svizzera. Si può parlare di annettere vari comuni confinanti con il Canton Ticino, a livello di province confinanti bisogna ragionare in termini di nuovi cantoni da includere nella Confederazione Elvetica: questo discorso vale per le province di VB, VA, CO (ev. LC) e SO, che contano ca. 2 milioni di abitanti. Sarebbe un numero di nuovi cittadini nella Confederazione Elvetica che porterebbe dei vantaggi a livello linguistico, arrivando l’italiano ad avere lo stesso peso della lingua francese. Lo statuto di Cantone offre anche una serie di vantaggi, i territori da integrare nella Confederazione Elvetica goderebbero di maggior libertà sotto l’egidia federalista; per informarsi ulteriormente sul tema, c’è tutta la documentazione in lingua italiana sul sito del Canton Ticino.

  13. domenico says:

    Perche non tutta la Lombardia?

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