ANNESSIONE ALLA SVIZZERA? UNA STORIA CHE VIENE DA LONTANO

di GIORGIO BARGNA

Ormai sta divenendo ciclico proporre da parte dei politici svizzeri, soprattutto da parte degli esponenti del locale UDC (nulla a che spartire col nostro), un unione con i territori confinanti. Nel 2010 lo fece Dominique Baettig  che chiese al proprio Governo «di proporre un quadro costituzionale e legale» che permettesse di integrare, quali nuovi cantoni svizzeri, le regioni limitrofe, «se auspicato dalla maggioranza della popolazione in questione».

Ai tempi feci quello che permisero le mie possibilità, cioè un articolo sul mio blog ed un iniziativa su Facebook , contattammo poi, con altri attivisti della mia lista ed un amico, abbastanza conosciuto nel mondo federalista, Giacomo Consalez,  il deputato svizzero, poi, siccome siamo gente che lavora più che politici,  scemò l’incontro a cui tenevamo, anche se credo Consalez abbia comunque mantenuto dei rapporti col deputato.

In questi giorni arriva la proposta del ministro Maurer, figura politica incaricata al presidio dei confini della Confederazione, con la nascita della conseguente petizione online  nata per chiedere al Governo l’annessione della Lombardia alla Svizzera, che, al momento in cui scrivo, conta 15.928 adesioni, secondo me un gran numero.

Si discute sia da una parte che dall’altra del confine, ma quello che conta in realtà è quanto succede sul versante italiano, anche se poi l’accorpamento di un territorio così esteso creerebbe un problema non indifferente per la Svizzera,  per un motivo semplicissimo: la Svizzera è una federazione (quindi eventualmente valuta richieste di adesione), l’Italia è un paese costruito attraverso invasioni , quindi difficilmente lascia andar via un territorio e l’Alto Adige, anzi il Sud Tirol, ne è testimonianza reale.

Certo è che dalla Svizzera si lancia quell’amo che vorrebbe pescare tra chi crede in questa idea, in modo che, in Italia, si crei un movimento attorno ad una proposta che converrebbe a livello economico ad entrambe le nazioni, a livello di civiltà e democrazia solo a noi. Purtroppo di questa iniziativa sta cercando di impossessarsi la Lega e questo è un brutto segno visti i risultati di questi decenni padani, ma questa è la strada che strada va seguita se ci si vuole liberare di quella classe politica che ci sta schiavizzando.

Come nel 2010 ho fatto quello che,  per ora,  posso, firmando la petizione online; fino alla conclusione delle amministrative di Maggio purtroppo avrò, politicamente, da pensare solo a quello, poi dal 22 di quel mese, se qualcosa di serio fiorisce, cercherò di dare il mio apporto alla causa. Coltivo la, nemmeno tanta segreta, speranza di poter un giorno assaporare i gusti del Federalismo e della Democrazia Diretta…sperem.

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10 Comments

  1. Gio says:

    Vai Mr Bargna che sono con te.

    Focus deve essere creare consapevolezza in Lombardia, al Nord, che tanta gente se ne vuole andare (politicamente) dall’Italia. Che sia Padania, che sia annessioe alla CH – tutto va bene. Certo, aspettare che Bossi ci dia la Padania è utopia. Sarebbe più facile, a mio avviso, un Lombardo-Veneto indipendente (trainato dai veneti che sono più agguerriti), o che Lombardia o alcune sue province siano annesse alla CH.

    Credo che per la Svizzera il problema maggiore sarebbe culturale, in quanto la matrice alemanna verrebbe indebolita. Una soluzione parziale (sweetener) potrebbe essere diluire la Lombardia in due-tre cantoni, oppure quella di annettere alla CH solo le province di VA, CO, LC, SO.

    Sperem.

    • La soluzione che prospetti, molto più semplice, è sostanzialmente quella che indicava Baettig, il quale però allargava l’invito ai territori confinanti anche di altre nazioni.
      Le province di VA, CO, LC, SO erano poi quelle che rientravano in una proposta di regione autonoma insubre che facemmo votare al CC di Cantù e che la lega bocciò.

  2. Sicuramente l’intera regione lombarda è un boccone grosso da ingerire per una nazione che come superficie ed abitanti è di simili proporzioni, ma certamente porta anche dei vantaggi. Prima di pensare alla democrazia semidiretta svizzera, che tutto mè tranne che un problema, occorre concentrarsi sulla “democrazia” italiana, la quale anche se riuscissimo a far decollare un progetto di tale importanza da arrivare ad una discussine concreta di una scissione e di una federazione farà di tutto e di più per aggirare e arginare l’ostacolo. La lega lo ho scritto è un problema, certamente più grosso delle deliberazioni popolari svizzere. Quello che conta ora è concretizzare il progetto sul versante italiano, poi penseremo ai problemi successivi, al momento la petione ha passato le 17.000 adesioni.

  3. Roberto Porcù says:

    Sapevo che c’era una certa apertura verso la Valtellina e parte del Varesotto, ma l’intera Lombardia è un boccone troppo grosso che intossicherebbe tutta la Confederazione.
    Tirarsi dietro la Lega poi, … tiremm innanz!

  4. Luigi Di Martino says:

    “Perdete ogni speranza, voi che volete entrate!”
    Ueli Maurer può aver espresso una sua opinione, ma la Svizzera è una “confederazione” (non una federazione, c’è una grande differenza) con una democrazia semi-diretta. Una decisione del genere DEVE essere accettata dagli elettori svizzeri con referendum popolare. Stiate certi che gli svizzeri si guarderebbero bene di accettare l’annessione di una regione con una classe politica corrotta ed infiltrata di mafiosi nonostante sia ricca e laboriosa.

    • Giacomo says:

      ben detto, ma serviva lo stesso a far capire l’animosità di molti lombardi verso la matrigna “patria”

    • Gio says:

      Beh, a parte che Ueli est Ministro della Difesa – mica un Demaggistris qualsiasi – sappiamo benissimo che la petizione on-line non porterà in automatico all’annessione.

      Ma se raggiungessimo anche solo (solo…) 100.000 firme, e la cosa venisse un minimo pubblicizzata, potrebbe catalizzare altre iniziative complementari e, comunque, gli italioti comincerebbero ad avere un po’ di strizza, Chè magari Lombardia o Veneto uno sciopero fiscale lo fanno sul serio. Poi li voglio vedere, senza EUR 42 mld all’anno dai lumbard!

  5. Diego Tagliabue says:

    Anche la Lombardia dovrebbe disintossicarsi da quei residui di italianità, che la tengono distante dall’Europa Centrale: criminalità, mancante disciplina finanziaria, assenza di formazione duale scuola/università-lavoro, ecc.
    Positivi sono aspetti come la disciplina lavorativa (non parlo di andare al lavoro incravattati) e la produttività.
    La mentalità mediterranea va scalzata via come una zavorra culturale (non solo economica) dannosa.
    La Lega? Nei suoi attacchi contro i Paesi dell’Europa Centrale e nel suo credo nella macchina stampasoldi all’americana mostra un carattere più borbonico-mediterraneo che mitteleuropeo.
    Sperem che almeno la base lo capisca.

    • Campania says:

      E’ inutile che vi date un tono celtico-mitteleuropeo…Milano è una citta’ meridionale e araba-mediorientale (ultimamente). La maggior etnia dei nuovi nati è arabo-islamica,il cognome piu’ diffuso è il cinese “Hu” è inutile…arrendetevi ! Il tempo della piccola vedetta lombarda e delle mondine che cantavano “Sciur padrun dali beli braghi bianchi”, è finito…fatevene una ragione ! Il futuro è di chi scopa e sforna tanti figli…e non siete voi !

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