Ankara ricorda gli armeni ma nega ancora il genocidio

di REDAZIONEturchia-ue-2013

Il prossimo 24 aprile la Turchia ricorderà l’eccidio degli armeni con una cerimonia religiosa che si terrà nel patriarcato armeno di Istanbul. Lo ha annunciato il primo ministro turco Ahmet Davutoglu. Sempre il premier ieri ha espresso il proprio cordoglio e quello della sua nazione per gli armeni uccisi nel 1915. Nel suo messaggio Davutoglu ha sottolineato la necessità di proteggere e conservare la cultura armena e ha aggiunto “proprio per questo ricorderemo il 24 aprile con una funzione religiosa”. Il premier ha ammesso che una cerimonia congiunta Turchia-Armena sarebbe la soluzione migliore, ma impossibile finché non sarà condotta una seria indagine storica per far luce su quei fatti che gli armeni definiscono genocidio. Ankara nega che si sia trattato di un genocidio, nonostante le prese di posizione degli altri paesi, ultime in ordine di tempo quella di Papa Francesco e della Ue.

“Nel frattempo – si legge nella nota di Davutoglu – crediamo sia onesto commemorare coloro che hanno perso la vita, alleggerendo i nostri dolori, anche se non si può addossare ogni responsabilità al popolo turco”. Il presidente ha poi concluso il suo messaggio ricordando che “la Turchia sta facendo tutto il possibile per trovare ogni documento in grado di far luce su quei fatti e ristabilire la verità storica”.

 

 

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2 Comments

  1. Dan says:

    Forse non voleva essere un genocidio, non era stato progettato come tale, ma lo è diventato.
    L’impero ottomano era crollato, nuovi stati si stavano formando e la maggior parte erano a tutti gli effetti fantocci in mano alle potenze europee (inghilterra e francia in primis).
    Il movimento nazionalista dei giovani turchi voleva uno stato proprio, la Turchia, uno stato moderno e laico, cosa abbastanza difficile data la presenza degli Armeni, cristiani e quindi ritenuti una testa di ponte per la politica del vaticano (dicono di preoccuparsi solo delle anime ma il vizietto di mettere il naso nel culo degli altri non lo mollano mai).
    Il problema dei giovani turchi sostanzialmente era che erano quattro gatti e come spesso capita in pochi si concretizza poco quindi ecco che hanno dovuto trovare una specie di compromesso coinvolgendo quelle parti della popolazione, come i curdi, che invece erano musulmane.
    In pratica li hanno aizzati contro gli armeni ed è finita com’è finita.

    Morale della favola, è sempre colpa del fanatismo indotto dalle religioni ed in particolare dai loro rappresentanti.

  2. Rodolfo Piva says:

    Il ministro turco Davutoglu si dimostra ancora una volta campione dell’ipocrisia islamica. Ma di quali sforzi parla ? La documentazione scritta e fotografica esistente sul genocidio armeno è abbondante ed inequivocabile e quindi non resta alla Turchia che assumersi le sue responsabilità.
    L’unico sforzo che può fare il presidente Erdogan è quello di smettere di attaccare il Papa per la dichiarazione pubblica che ha fatto a proposito del genocidio. Erdogan ha detto che le parole del Papa gli entrano da un orecchio e gli escono dall’altro: segno evidente del vuoto che esiste nel suo cranio.

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