Ankara, le bombe e l’appetito ottomano

turchiadi MARCELLO RICCI – Turchia. Ancora sangue nella centrale Kizilay.  Esplode l’ autobomba. Oltre 200 tra morti e feriti.  Il prof. Soli Ozel della Kadir Has University ipotizza l’intervento del  PKK (partito comunista Kurdo) che ha inteso colpire Erdogan che aveva promesso stabilità. E’ noto che tra  kurdi  e Erdogan c’è un antico e insanabile dissidio, storicamente sancito dal caso del kurdo Abdullah Öcalan ancora in carcere.  I fatti e le riflessioni. I  turchi perseguono da secoli il sogno di islamizzare l’Europa. Due sole note storiche: la battaglia di Lepanto (1571) e l’impresa di padre Marco d’Aviano (1683) sono testimonianza degli appetiti ottomani. La voglia e l’ambizione di islamizzare l’Europa è ancora presente , ma percorre altre strade. La voglia di entrare nell’Unione Europea  lo attesta.

Gli USA, che politicamente vantano una cecità consolidata, premono perché ciò avvenga e sono ripagati dalle basi aeree sul suolo turco. Obama crede con esse di impaurire Mosca. Il confronto tra Obama e Putin è tra un  idiota e un genio politico. Penosi Obama e la sua America. Più furbo Erdogan  che invece usa armi diverse per islamizzare l’Europa.  Ipotesi: potrebbero essere gli stessi servizi di Ankara gli artefici della strage. Obbiettivi: colpire il PKK e dimostrare di essere colpiti dall’ISIS. Si può ipotizzare che lo stesso Erdogan faccia parte dell’ISIS, ovviamente ha necessità di nascondere la sua appartenenza , perché questo  solo  dubbio  gli chiuderebbe definitivamente le porte dell’UE. Ciò è in linea con la realpolitik e con l’ambiguità islamica. I morti e feriti sono cittadini turchi, ma sacrificare vite per Allah e Maometto è nei principi del Corano. Vista da questa ottica la strage che si è consumata vede i Kurdi e il Pkk vittime e non artefici. Turchi e islamici sono capaci di tutto, sono ambigui e perfidamente sottili. Questa lettura può apparire fantasiosa e irreale, ma si può con certezza  negarla?

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