Anche Save the children boccia la scuola di Renzi: è un dramma

Studenti_corteo_scuola--400x300di SIMONE BOIOCCHI – La premessa è d’obbligo e di fatto mai avremmo pensato di doverlo dire, ma ci dispiace. Ci spiace davvero che Save the children bocci Renzi. Non tanto per Renzi, beninteso, che assolutamente non abbiamo pensato un solo minuto di promuovere, ma per i tanti, troppi ragazzi, che rischiano di vivere in un futuro buio.

Secondo il Rapporto “Illuminiamo il futuro 2030 – Obiettivi per liberare i bambini dalla Povertà Educativa”, nell’ambito della Campagna “Illuminiamo il Futuro”, Save the children traccia, infatti, un bilancio drammatico della scuola e del sistema culturale italiano: il 48,4% dei minori tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro l’anno scorso, il 69,4% non ha visitato un sito archeologico e il 55,2% un museo, mentre il 45,5% non ha svolto alcuna attività sportiva. Quasi il 25% dei quindicenni è sotto la soglia minima di competenze in matematica e quasi 1 su 5 in lettura.

Insomma: una tragedia! E non lo diciamo noi. No, no, badate bene, non è l’Indipendenza Nuova a criticare il lavoro del Premier. Non è un partito politico di opposizione, o un giornalista critico con il Pd.

Assolutamente no. A lanciare l’allarme è Save the children che, in quanto a ragazzi, può sicuramente dire la sua. E lo fa con un rapporto che getta una luce livida sul mondo dell’educazione: Il 60% degli alunni italiani di 15 anni frequenta scuole non adeguate a garantire la qualità dell’apprendimento. Secondo lo studio, anche le caratteristiche della scuola frequentata, come la qualità delle infrastrutture, la connessione a internet, la partecipazione ad attività extracurriculari, sono correlate all’incidenza della povertà educativa. Il Rapporto rileva che il 45% dei ragazzi in condizioni socio-economiche svantaggiate che hanno aule con connessioni internet carenti, non raggiunge le competenze minime in matematica e il 41% in lettura, percentuale che scende a 43% e 28% se le scuole sono ben connesse. In diverse regioni la percentuale di aule non connesse supera il 30% (Basilicata, Piemonte, Veneto, Lazio, Friuli Venezia Giulia), con una punta di quasi il 40% in Calabria.

Ma non solo. A pesare sulla qualità dell’insegnamento è anche la qualità delle infrastrutture, assolutamente carente nella Pensiola. In Italia il 45% delle scuole è, infatti, privo di un certificato di agibilità e/o abitabilità, il 54% degli edifici non è in regola con la normativa anti-incendio e il 32% non rispetta le norme anti sismiche.

Ma nonostante il 50% delle scuole italiane sia stato costruito prima del 1971, il problema più pesante non riguarda la staticità degli edifici.

Secondo il rapporto, quasi il 25% dei quindicenni è sotto la soglia minima di competenze in matematica e quasi 1 su 5 in lettura, percentuale che raggiunge rispettivamente il 36% e il 29% fra gli adolescenti che vivono in famiglie con un basso livello socio-economico e culturale: povertà economica e povertà educativa, infatti, si alimentano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione. D’altra parte, notevoli sono le carenze di servizi e opportunità formative scolastiche ed extrascolastiche: solo il 14% dei bambini tra 0 e 2 anni riesce ad andare al nido o usufruire di servizi integrativi, il 68% delle classi della scuola primaria non offre il tempo pieno e il 64% dei minori non accede ad una serie di attività ricreative, sportive, formative e culturali, con punte estreme in Campania (84%), Sicilia (79%) e Calabria (78%).

“La povertà educativa – denuncia Raffaela Milano, direttore Programmi Italia-Europa Save the Children – non può essere un destino ineluttabile e non è accettabile che il futuro dei ragazzi sia determinato dalla loro provenienza sociale, geografica o di genere. Le enormi diseguaglianze che oggi colpiscono i bambini e i ragazzi in Italia vanno superate attivando subito un piano di contrasto alla povertà minorile e potenziando l’offerta di servizi educativi di qualità”.

Più duro il direttore generale di Save the Children Valerio Neri: “I dati che emergono dalle nostre elaborazioni rivelano un fenomeno allarmante: in Italia, una parte troppo ampia degli adolescenti è priva di quelle competenze necessarie per crescere e farsi strada nella vita”.

Intanto Renzi si compra un aero da fare invidia all’Air force One. In fondo, si sarà chiesto, perché investire nella cultura?

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