ANCHE RYAN AIR NEL MIRINO DELLA GUARDIA DI FINANZA

di REDAZIONE

Che Ryanair non paghi le tasse, o meglio, che le paghi in Irlanda sencondo la legislazione locale, proprio non va giù al Fisco e all’Inps del Bel Paese.

Secondo la Guardia di Finanza, il network del vettore irlandese “Composto da 22 aeroporti, 10 basi e 390 rotte, delle quali 61 italiane” sarebbe un’organizzazione ben piantata in Italia, il che imporrebbe alla compagnia di O’Leary di pagare qui le imposte.

“Il primato di Ryanair in Italia risiede esattamente nella competizione scorretta e truccata, da sempre tollerata nel nostro Paese a differenza di ciò che è accaduto nel resto d’Europa” ha affermato il segretario nazionale di Filt Cgil Mauro Rossi, come riportato dal quotidiano milanese “Il Sole 24 ore”.

In Francia, ad esempio, già nel 2006 la normativa in merito è stata rivista, determinando che nei luoghi dove il personale inizia e finisce il proprio turno di lavoro, ovvero le basi della compagnia, debba venire applicata la legislazione nazionale.

“Tra l’altro, va aggiunta in Europa la questione degli aiuti di Stato, camuffati e illegittimi, di cui Ryanair gode da anni” ha aggiunto Rossi, riferendosi a “Contributi pagati dalle società di gestione degli scali minori per aumentare il loro traffico, che sono stati calcolati per 660 milioni di Euro annuali da Bruxelles, dopo una richiesta di Air France del 2010”, come riporta oggi 7 marzo 2012 il suddetto quotidiano.

Il presidente di Enac (Ente nazionale aviazione civile), vito Riggio, avrebbe altresì chiesto al premier italiano Mario Monti di considerare “La questione di una competizione a condizioni non eque, visto che Ryanair non applica contratti italiani e paga tasse meno onerose in Irlanda”. Già nel 2011 infatti, Alitalia e Assaereo sollevarono polemiche giustificate su una presunta evasione delle imposte per 350 milioni di Euro dal 2005 al 2009, dovuta alla convenzione che prevede come solo i voli internazionali possano essere tassati in Irlanda, mentre quelli nazionali no; convenzione che non sarebbe stata rispettata.

Ryanair pagherebbe quindi tasse sui ricavi in Irlanda, applicherebbe norme irlandesi sui contratti di lavoro dei dipendenti italiani e si rifarebbe ai tribunali irlandesi per eventuali mancanze, quali lo smarrimento di bagagli e ritardi.

FONTE ORIGINALE: http://www.avionews.it/index.php?corpo=see_news_home.php&news_id=1138384&pagina_chiamante=index.php

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

4 Comments

  1. donato says:

    Questa storia sa di pressioni di Alitalia.

    I prezzi di Alitalia sono doppi e hanno pure l’esclusiva su certe rotte.

    Andassero a fare in culo.

  2. enzo says:

    Avete ragione che costano meno ma come avete letto costano meno perchè evadono le tasse e nn pagano gli oneri aeroportuali, se questo venisse applicato pure alle compagnie italiane i prezzi sarebbero gli stessi.

  3. Trasea Peto says:

    Io non posso permettermi di volare con Alitalia, volo con Ryan Air o compagnie aree simili. Però lo Stato italiano ha finanziato e salvato Alitalia anche con i miei soldi.
    Per me Ryan Air è utile, Alitalia no.
    In questa maniera lo Stato italiano vuole obbligarmi a volare con Alitalia? Ho un po’ paura dell’aereo e non mi fido degli italiani. Se fossi obbligato a pagare di più per volare sceglierei Lufthansa o altro, mai Alitalia che per me doveva fallire naturalmente e mai darò un centesimo per finanziare dei “cialtroni di bandiera”…

Leave a Comment