Anche l’impero romano si considerava uno e indivisibile. Come lo Stato italiano oggi

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di RICCARDO POZZI – La legalità viene spesso brandita come una sciabola da chi si erge paladino della sua difesa. Sbarchi illegali, navi illegali, illegalità di varia natura e specie.
Più raramente si ricorda che quello della legalità, e gli avvocati lo sanno bene, è un concetto relativo. Una azione è illegale perché una legge ne determina il requisito.
Tuttavia in una società complessa e molto variegata come la nostra diventa legittimo mettere in discussione il concetto di legalità e di valore della legge.

Qualche esempio. Esistono centinaia di aziende che sono fragorosamente fallite perché lo Stato non pagava i suoi debiti con loro, e contemporaneamente pretendeva le tasse su quegli importi. Una signora anziana va all’ospedale per qualche giorno, torna e trova il proprio appartamento, regolarmente assegnato come alloggio popolare dal comune, occupato abusivamente da una famiglia di sconosciuti che non se ne vanno e che nessuno obbliga a sloggiare. In questi casi come si configura il reato? Dov’è la legalità?
D’altra parte le stesse Costituzioni sono figlie del loro tempo ed evidenziano un uso approssimativo del concetto di legalità.

La Costituzione dell’Impero Austroungarico considerava i moti separatisti italiani come fuorilegge e anticostituzionali, Gli Stati uniti d’America erano considerati illegali in Inghilterra, l’apartheid in Sudafrica era considerato perfettamente legale, la schiavitù era legittima e il colonialismo trascina anche oggi i suoi effetti che venivano considerati assolutamente legittimi e legali.
I popoli si possono autodeterminare? In linea teorica si. Praticamente la loro volontà è blindata dalla maggioranza della nazione che ne include la parte separatista. Eppure la Carta dei diritti dell’uomo considera il principio di autodeterminazione come un pilastro delle moderne democrazie. Niente di più ipocrita. Quebec, Catalogna, Irlanda, Paesi baschi, Punjab, Tibet.

Niente è realmente illegale, perché la legalità è un concetto relativo alla situazione storica e sociale di una comunità.
L’unico modo che il semplice cittadino ha a disposizione per difendersi dalla patinata tirannia della finta legalità degli Stati Nazione è quella di considerare il loro concetto di legalità come modificabile.

Anche l’Impero Romano si considerava uno e indivisibile. Ma le cose cambiano e  anche se oggi tutto sembra andare nella direzione opposta, la realtà modificherà ciò che le società costituite considerano immutabile e inviolabile.
Le cose cambiano, soprattutto quando sembrano immobili. E tutti applaudono al grande leader, quello che tutto il mondo ci invidia. che crede di avere in mano le interiora dell’elettorato.

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2 Comments

  1. Gianluca P. says:

    “Per me il termine legalità è un concetto relativo. Per me è più importante la giustizia che la legalità. Alcune volte la legalità è immobilità, non fare nulla e giustificare anche cose che non sono corrette… Mimmo Lucano” Citazione di Lucano sindaco Di Riace. Aggiungo che, tramite la giustizia telecomandata italiota, sdoganano il disastro.

    “Dopo essere stati per anni (e ad essere tuttora) uno Stato a “sovranità limitata”, rischiamo di diventare una convivenza a “legalità limitata”; un Paese ideale per i filibustieri di ogni provenienza.” Miglio scrive a Berlusconi nella sera del 21 agosto 1994 tramite il Corriere della sera.

  2. luigi bandiera says:

    Come la penso anch’io.

    SUPERLATIVO e COMPLIMENTI.

    Purtroppo in questa repubblica komunista siamo sotto una dittatura demokratika.

    Gioco di parole o altro..?

    Cosi’ tanto per dire qualcosa di non interessante. Forse.

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