Anche le monache di clausura: disertare le urne davanti a questa politica

di BENEDETTA BAIOCCHIsimboli_partiti_rimborsi

Nell’urna Dio ti vede, Stalin no! Ma Dio ti vede anche quando non voti. Alla fine,  lo sa solo Dio cosa avranno deciso di fare le  Clarisse di Napoli, suore di clausura, perché alla vigilia delle elezioni regionali con urne aperte in  sette regioni, non avevano nascosto il loro “smarrimento” in occasione di questo appuntamento elettorale. Le monache si erano dette infatti smarrite perché, in questa occasione, a differenza degli altri appuntamenti elettorali, nessuno aveva bussato alle porte del loro monastero per fare conoscere da vicino i candidati.

Insomma, si dava forse per scontato l’esercizio del voto sulla fiducia cieca. E poi, a due giorni dalle Regionali, era arrivata anche la lista degli ‘impresentabili’. “Ne abbiamo parlato in comunità con le nostre consorelle ma in questa occasione per noi non sarà molto facile andare al voto”, confessava all’Adnkronos madre Rosa Lupoli, abbadessa delle Clarisse di Napoli, le monache che intervennero in polemica con Luciana Littizzetto.

E’ dal 1952 che le monache di clausura beneficiano di una speciale dispensa per esercitare il diritto al voto.”E in genere – raccontava madre Rosa all’Adn – abbiamo anche le idee chiare prima di recarci alle urne. Idee che abbiamo avuto modo di formarci perchè, in genere, tempo prima di recarsi alle urne, ci vengono a trovare persone in convento e ci parlano dei singoli candidati”.

“Abbiamo un po’ letto dai giornali ma, oggi come oggi, confesso che ci troviamo molto spiazzate”, ammetteva con grande sincerità madre Lupoli. Elezioni sulle quali è piovuta la lista degli ‘impresentabili’. “Vincenzo De Luca – dice l’abbadessa delle Clarisse – è uno che, in generale, ci sa fare. Ma noi in questo momento non abbiamo le idee chiare e se non ce le schiariremo in serata, magari meglio non andare alle urne. Abbiamo letto, valutato. Poi a due giorni dalle elezioni è arrivata questa lista che è stata una bomba. E magari non tutti hanno apprezzato l’azione della Bindi”.

Morale? Se dalla terra non arrivano suggerimenti, meglio alzare gli occhi al cielo. “Ci affidiamo alla preghiera sperando ci porti consiglio. Noi non ci aspettiamo nulla di ‘santo’ dai politici, intendo nel senso di coerente, ma la possibilità di salvaguardare i valori, questo sì. E se non ci schiariremo le idee in serata, meglio disertare le urne. Ne abbiamo piena libertà”. Meglio aspettare che la Provvidenza porti altre elezioni.

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