Anche i bimbi pagano la crisi: giù le spese per prodotti e sanità

di REDAZIONE

La crisi economica e sociale ha avuto un impatto, oltre che sulle famiglie italiane, anche ”sui nostri neonati, bambini e adolescenti”. A lanciare l’allarme e’ il presidente della Societa’ italiana di pediatria (Sip), Giovanni Corsello: ”Nel 2012 – afferma Corsello aprendo a Bologna il 69/mo Congresso nazionale della Sip intitolato ‘A misura di bambino’ – si e’ ad esempio registrata una flessione del 4,3% nei consumi di prodotti per l’infanzia rispetto al 2011”. Ma gli indicatori del peso che la crisi ha avuto anche sui piu’ piccoli sono molteplici: la percentuale della spesa sanitaria dedicata ai bambini e agli adolescenti sino a 14 anni, sottolinea il presidente Sip, ”e’ solo il 2% circa della spesa sanitaria globale, e quella per i benefici sociali alle famiglie e ai bambini poco piu’ dell’1%, a fronte del 2,2% della media europea”. Dunque, avverte, ”bisogna evitare che ulteriori tagli delle spese sociali e sanitarie mettano in discussione i livelli di salute che hanno acquisito i bambini in Italia, anche grazie ad una pediatria forte e diffusa, nel territorio, negli ospedali e nelle universita”’.

Da Corsello dunque un appello al nuovo governo, affinche’ ”pur essendo in un momento di difficolta’, non si facciano arretramenti sulla salute dei bambini, a partire dai piu’ fragili”. Tutelare la salute dei bambini e promuovere il loro benessere e’ ”l’investimento piu’ importante per il futuro e per gli adulti di domani. Fare oggi prevenzione sui bambini – sottolinea – vuol dire avere adulti piu’ sani domani”. Per questo i bambini italiani e le loro famiglie, rileva, ”devono continuare ad avere nel pediatra il riferimento principale per i loro bisogni di salute, senza arretramenti ne’ cedimenti” anche se ”il numero dei pediatri e’ destinato a ridursi ulteriormente nei prossimi anni. Ma di questo dato – conclude Corsello – dobbiamo approfittare per riorganizzare il nostro lavoro e le nostre attivita”’.

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One Comment

  1. Dan says:

    Va a vedere che forse crescono più furbi: chi lo sa cosa mescolano dentro le pappe della prima infanzia

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