Anche Cipro è finita travolta dalla crisi greca

di VERCINGETORIX

Brutte notizie provengono da Cipro, il Governo in carica ammette di essere in difficoltà. Cipro è l’ultimo Paese europeo in ordine di tempo a richiedere un piano di salvataggio e intanto la disoccupazione continua ad aumentare.
La Repubblica di Cipro si è distinta in passato per un ritmo di crescita economica sostenuto e per i continui investimenti stranieri, ora, però, la gravissima crisi greca inizia a farsi sentire anche qui.
Quando la Chiesa Ortodossa di Limassol ha avviato la mensa gratuita nel 2004 a far ricorso al servizio erano solo poche decine di anziani; oggi invece la fila alla mensa dei poveri aumenta di giorno in giorno: famiglie, giovani disoccupati e bambini vengono qui per ricevere pasti gratuiti. La Chiesa avverte: è il segnale che qualcosa nel Paese sta cambiando.
Anche nell’ opinione pubblica sta cambiando il modo di percepire le cose: nell’ isola scarseggia il lavoro, anche a causa dei bulgari e dei rumeni che arrivano qui e, seppur sottopagati, prendono i posti di lavoro dei ciprioti, o perlomeno questo é il sentire comune di questi ultimi tempi. La situazione, tra l’ altro, é in continuo peggioramento e lo si nota sopratutto dal fatto che sempre più persone si recando a mangiare alla mensa della Chiesa Ortodossa. Paradossalmente, non lontano dalla Chiesa i turisti stranieri e i ciprioti più abbienti si rilassano sulla spiaggia di Limassol.
Cipro quindi ora rischia di dover ricorrere ad aiuti finanziari che potrebbero superare la metà dei 17 miliardi di euro del Pil nazionale. L’ufficio di collocamento di Nicosia è affollato quasi tutti i giorni. Il tasso di disoccupazione a Cipro è salito oltre il 10%. Niente in confronto ai livelli greci, ma altissimo per la media isolana.
Il record della disoccupazione giovanile resta alla Grecia con il 53% degli under 25 senza lavoro, ma a Cipro è già arrivata al 29%.
In ambito Europeo il tasso di disoccupazione giovanile più basso spetta alla Germania, dove la percentuale arriva appena all’8%, mentre la media europea si attesta al 22%.
Le banche di Cipro, come detto, soffrono per la crisi greca: circa 23 miliardi di euro sono transitati dagli istituti ciprioti verso quelli greci. In questa situazione una ricapitalizzazione si fa sempre più urgente. Tra gli istituti ciprioti, la Laiki Bank è esposta verso la Grecia per il 42% del capitale, Hellenic Bank al 17% e Bank of Cyprus al 34%.
L’accordo tra gli investitori sull’Haircut, ovvero la ristrutturazione del debito, greco ha comportato la perdita di ingenti somme di capitale per i creditori. Tra questi soprattutto le banche cipriote, che avevando acquistato i titoli spazzatura greci, hanno perso circa i 3/4 delle somme investite.
La programmazione economica è stata alquanto fallimentare, il Governo ha preso delle decisioni basate su prospettive di ripresa, mentre era evidente che non c’era nessuna ripresa europea. La grande incognita sarebbe le elezioni del 2013. Ci si augura che arrivi un accordo tra i diversi partiti per attuare quelle riforme, che permetterebbe di mantenere sotto controllo le tensioni sociali.
Le agenzie di rating hanno classificato il ranking di Cipro a livello della spazzatura e non soltanto a causa della situazione in cui versano le sue banche, ma anche a causa del mancato controllo dei conti pubblici da parte del Governo.
Mentre la Banca Centrale europea e il Fondo monetario internazionale controllano lo stato delle banche cipriote e le finanze del Paese, il Governatore della Banca Centrale, Panicos Demetriades, si oppone alla politica dei tagli: Alexander Apostolides, docente di economia all’Università di Cipro in una recente intervista ha dichiarato : “Il mio consiglio è di avviare le discussioni su politiche future che si concentrino su dei programmi rivolti alla protezione della crescita economica”.
Oggi a Cipro le strade sono piene di cartelli vendesi e affittasi di case, ma anche di negozi, segno tangibile di una crisi che avanza.
Symeon Matsis è un’ altro economista che conosce bene sia il settore pubblico che quello privato nonché i meccanismi della finanza e della pubblica amministrazione cipriota.
In una intervista di qualche giorno fa Symeon ha rilasciato questa dichiarazione : ” Il Governo deve ridurre il numero dei dipendenti pubblici e deve diminuire i loro stipendi. Inoltre dovrebbe occuparsi di più del sistema sanitario, controllarne i costi, ma anche trovare un accordo per le pensioni, perché si tratta di un settore importantissimo per il quale l’esecutivo non ha ancora trovato delle misure adeguate”.
La Commissione europea intanto ha chiesto a Cipro di riformare il sistema sanitario con l’obiettivo di aiutare il Governo a contenere il deficit di bilancio.
C‘è però una buona ragione per sperare che il futuro sia diverso. Cipro, infatti, ha appena scoperto al largo delle sue coste dei giacimenti di gas. Le estrazioni dovrebbero iniziare già dal 2016, e chissà che Poseidone non dia una mano alla “Perla” Mediterranea, anche se, con occhi “famelici” , Ankara osserva.

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One Comment

  1. sandrolibertino says:

    La chiesa cipriota è miliardaria (da ultimo investe milioni nell’eolico) basterebbe domandare loro la giusta elemosina e tutti i ciprioti hanno da mangiare!
    Siccome pero’ è della stessa pasta di quella cattolica pregheranno….

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