Anche a Novara vola Grande Nord

novara

Dopo l’ apertura del comitato territoriale di Novara a cura del Coordinatore Carlo Sansottera e del primo folto gruppo di aderenti, il delegato di Grande Nord per il Piemonte, On. Oreste Rossi,  comunica  con grande soddisfazione l’ adesione di Sergio Merusi che era stato sindaco della città dal 1993 al 1997 nonché Vicepresidente Anci .

“Sono veramente soddisfatto, dichiara Oreste Rossi, di come la Gente e gli Amministratori Locali rispondono in modo positivo alla chiamata per il Nord del nostro nuovo movimento. In pochissimo tempo, in Piemonte, abbiamo già costituito 15 comitati Territoriali e ne abbiamo altri 5 in formazione. Il fatto che poi aderiscano gli amministratori locali mi fa capire che abbiamo centrato il bersaglio: prima di tutto il territorio!”

“ Ho aderito convintamente, dichiara Sergio Merusi, a Grande Nord perché credo nel ritorno alle origini della Lega,  che vedeva nel pensiero di Gianfranco Miglio il sistema per salvare prima il Nord e poi il Paese. Un Nord libero e forte deve essere il punto di partenza per il rinnovamento dell’Italia. Attraverso la conquista dei Comuni e con una amministrazione oculata ed efficiente, tale da garantire la diffusione del Buon Governo in tutto il Nord, si potrà imporre a Roma il cambiamento. Roma riesce a frenare e bloccare tutte le iniziative volte a cambiare la forma di questo Stato, corrompe e frena le iniziative territoriali per mantenere il suo potere, il centralismo , l’ egemonia e il controllo sulla finanza.  Sono entrato a far parte del Comitato di Indirizzo di Grande Nord perché voglio portare il mio contributo alla stesura di un programma che viene dal basso e non imposto dall’ alto. Finalmente si darà voce al territorio!”

 “Abbiamo deciso di aprire un comitato Grande Nord,  dichiara Sansottera, per poter rivendicare la necessità di incentrare le politiche sullo sviluppo locale, con l’obiettivo di dare pari dignità a tutte le persone che abitano tutti i territori, enfatizzando le opportunità nascoste o dimenticate di ogni ambito. Siamo sicuri della necessità di implementare politiche liberali, ridando speranza ai piccoli imprenditori agli artigiani locali, e restituendo fiducia negli investimenti sul territorio e rendendo dignità a chi li ha già effettuati.

Vorremmo implementare il rapporto  tra le attività svolte dal privato e quelle svolte dal pubblico in funzione di una sempre maggiore sussidiarietà nelle gestione dei servizi, perché la famosa frase di John Fitzeralg Kennedy “Non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese” possa diventare la pietra d’angolo su cui  cui costruire il futuro dei nostri territori, dei nostri paesi e delle nostre città. L’omogeneità culturale del Nord Italia favorirà questa rivoluzione culturale. 

Pensiamo che l’idea di Grande Nord di ridurre le tasse, gestire in modo confederato la Stato, lasciando maggiori risorse da investire in loco, sia  il traino cui legare  aspettative e

prospettive di tutti gli ambiti territoriali del Nord, per potersi risollevare dal progressivo oblio  cui sono stati destinati dalla politica della mondializzazione del commercio e dell’inurbamento speculativo.”

 

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