Ance Bergamo: se diamo le case invendute agli immigrati, la Caritas ci paga 300 euro per straniero

di GIULIO ARRIGHINIance immigrati

Strabiliante. L’emergenza abitativa non trova pace e allora che si fa? L’Ance Bergamo, l’associazione che riunisce i costruttori edili, scrive agli associati e spiega che, siccome lo Stato non sa dove collocare i migranti, è stato chiesto di mettere a disposizione gli immobili invenduti per sopperire alle richieste abitative. Pagherà la Caritas Diocesana, 300 euro per ogni persona ospitata.

Siamo certi che le istituzioni caritatevoli e non, hanno sempre dimostrato altrettanta solerte attenzione e solidarietà verso le famiglie che non ce la fanno ad arrivare a fine mese e a pagarsi l’affitto. Siamo certi che i fondi che sborsa la Caritas sono gli stessi che arrivano per i nostri disoccupati o i giovani che non riescono a farsi una famiglia.

Meditate gente, meditate: 300 euro per ciascun inquilino.

Segretario Indipendenza Lombarda

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7 Commenti

  1. caterina says:

    Forse hanno imparato dalle tanto recriminate cooperative romane… se alla Caritas i soldi vengono dallo stato certo che devono render conto al centesimo!
    Se invece i soldi vengono dal Vaticano o dai fedeli non ci sarebbe nulla da dire…imparino i bisognosi dove rivolgersi!

  2. renato says:

    E’ possibile ottenere l’organigramma ed il bilancio di Caritas ?

    • Dan says:

      E per farci cosa ? Non sono mica tutti così fessi da lasciare gli scontrini dei vibratori in bella vista nell’elenco dei rimborsi: c’è anche gente che sa come compilare un bilancio in modo che risulti pulito e plausibile.
      Secondo me la strada dei bilanci non porterà mai a niente di concreto.
      Ce ne vuole un’altra ovvero mettere a giudizio il loro comportamento.
      Ti chiami caritas, agisci in italia e fai le marchette ai clandestini ? Ecco, avessi anche il miglior bilancio sulla terra, ti delegittimo e ti chiudo a causa di questo sgarbo perchè se hai 300 euro al mese da spendere per affittare un posto letto ad un esterno allora prima è tuo dovere sistemare gli autoctoni.
      Non lo fai, sei inutile, vai chiusa, fine dei giochi.
      Ovviamente per poter agire in quella maniera ci vuole una massa popolare disposta ad agire quando, dove e come serve e qui purtroppo, avendo a che fare con gli italiani ovvero con bestie da soma, manca la materia prima di qualità.

      • renato says:

        l’ultimo paragrafo del tuo commento sembra vanificare ogni tentativo di indagine. Sapere, anche solo per pura curiosità, come si dice, se un bilancio esiste e se è certificato da entità indipendente può aiutare a gettare un po’ di luce sull’operato di quella organizzazione. L’organigramma idem; ci dice chi è il capo e l’esecutivo, all’indirizzo dei quali potremo un giorno, a noi non dispiacendo, lanciare i nostri strali virtuali. Non serve a niente ? Può andar bene anche così, se mi sono tolto qualche sassolino dalla scarpa, specie se si unirà alle palate di materiale organico che altri faranno precedere o seguire.

  3. Dan says:

    Quando ci godrò il giorno in cui non verranno più versati i soldi a questi collaborazionisti e risulterà impossibile liberare alloggi e strutture.

  4. Toni says:

    E tutto programmato(sostituzione autoctono)Poi hanno fatto gli italiani (o quasi) adesso fanno una società cooperativa multietnica meglio controllabile.w gli stati uniti d’italia

    • caterina says:

      Chi è senza identità e’ senza faccia… non gliene frega niente di niente… si arrabatta secondo come tira il vento
      e purtroppo sembra che siano i più e dappertutto…

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