America’s Cup 2013. In arrivo un altro “pacco” per Napoli

di LUCILLA PARLATO*

Coppa America, si ricomincia. Nel senso che Insorgenza Civile ricomincia la sua battaglia contro lo spreco di denaro pubblico che le istituzioni campane stanno già “rinnovando” dopo il disastro del 2012: anticipi senza garanzie per allisciarsi gli americani, nessuna programmazione per il 2013, nessuna chiarezza per i cittadini e un’eredità pesantissima di una ztl imposta dall’alto, che ha provocato proteste e ricorsi al T ar. E intanto nonostante le rassicurazioni mica è certo che Partenope ospiterà di nuovo i catamarani. Dal programma ufficiale sono sparite sia Napoli che Venezia ed è rimasto un generico Italy, dal 16 al 21 aprile . In gran segreto, poi, è stato convocato urgentemente un vertice con i rappresentanti di Regione, Provincia, Comune, Unione Industri ali, il manager di Acn Mario Hubler e il presidente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni, sui risultati del quale non è dato sapere. Gli americani chiedono che le risorse siano disponibili già entro la fine dell’anno mentre gli enti locali, data an che la crisi delle casse comunali, anticipano soldi a destra e a manca, ma ufficialmente dichiarano rinviare a tutto alla primavera del 20 13, ovvero ad evento concluso. In realtà a metà ottobre è stato versato il primo milione agli americani, con la Regione che ha anticipato 200 mila euro per conto del Comune. La scadenza ultima è lunedì 12 novembre, quando l’Acea dovrebbe ricevere da Napoli un alt ro milione. Poi ne mancherebbero altri tre ancora da pagare per “multinazionalizzare” il suo splendido golfo … e questo pur sapendo che i giochi non sono ancora fatti. Quel che si sa è che chi tra Napoli e Venezia garantirà più denaro all’Acea (la società m ade in Usa che si occupa dell’evento) si aggiudicherà l’unica data italiana del 2013 della Vuitton (cioè la s erie b della Cup). L’altra, questa è l’unica certezza, salterà. O Napoli o Venezia, dunque. E per l’occasione gli unici due compari rimasti dallo scorso anno, cioé il presidente della Regione Caldoro e il sindaco di Napoli, De Magistris, hanno pensato bene di anticipare già il primo milione di fondi Fesr (quelli per l’occupazione stabile) ai signori dei catamarani. Ricorderete che l’accordo chiuso da Napoli nel 2012 prevedeva 5 milioni di euro da regalare agli Usa per ogni tappa (a fronte di un solo milione a tappa cacciato da Venezia).

Adesso gli americani da Napoli vogliono 3 milioni di anticipo oppure niente, la tappa non ci sarà e le parole del sindaco (“ricontratteremo a nostro vantaggio il contratto di accordo con l’Acea”) si rivelano ancora una volta un grande bluff. Un bluff già svelato e disvelato da Insorgenza Civile l’anno scorso, con un corposissimo dossier al quale tutt’oggi mancano risposte. Ad es empio se è vero che a fronte di un investimento di 12 milioni ne sono stati ricavati 36, noi vogliamo ancora sapere per quale ragione le casse del Comune continuano ad essere vuote? Dove sono finiti quei soldi? Quei proventi non dovevano finanziare la seconda tappa? O forse quei soldi sono già belli che incassati dalle varie società a cui, con i falsi motivi di urgenza dal momento c he si è sempre saputo che a Bagnoli non si sarebbero potute svolgere le regate, è stato appaltato l’anno scorso alla Jumbo Grandi Eventi la costruzione del village? Chi farà il nuovo village, quest’anno? Quanto costerà? Quante altri soldi butteremo in opere provvisionali? Quale delibera urgentissima si appresta a varare il Comune, dal momento che De Magistris una settimana fa ha assicurato che la gara si farà? Anche quest’anno, che si sarebbe potuto programmare ampiamente, ci sarà la scusa dell’urgenza? O c i sarà una programmazione più razionale? Noi, a questo punto, ne dubitiamo. E del resto lo dimostra il fatto che la gara si faccia a Napoli, nonostante il milione di euro già anticipati, non è assolutamente certo. Non si sa se si farà nè quando, il che renderà difficile attrarre nuovi sponsor, ai quali è necessario assicurare tempi e modalità certe e renderà altrettanto complesso per i tour operator, e lo ricordava oggi sul Corriere del Mezzogiorno il direttore Demarco, piazzare un pacchetto “Napoli” legato alle regate. Per la città invece il pacco è già stato confezionato. E stavolta non ci sarà bisogno di dossier o studi Delotte, perché è un pacco davvero sotto gli occhi di tutti.

Per chi volesse visionare il dossier di Insorgenza Civile sull ’edizione 2012 dell’America’s Cup a Napoli, questo è il link.

*Segretario Politico di Insorgenza Civile 

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