America first…nella pazzia

20171106_101631di SERGIO BIANCHINI –  Ormai la sparatoria negli USA con decine di morti non fa più nemmeno notizia. Quella del 5 novembre 2017, viene riportata (allegato articolo) a Pag. 6 da Il Giorno.

La circostanza non nuova che la strage sia compiuta dentro una chiesa da un devoto fa pensare ad una degenerazione della speranza in delusione e disperazione.

Ma la tremenda sequenza di violenze della realtà USA non viene interpretata come un fallimento del modello americano. Anzi, ci sono elites Europee che ci spingono nella stessa direzione degli USA con una determinazione nefasta.

La colpa di tutto viene data dagli intelligentoni alla libera vendita delle armi. Nessuna menzogna è più grande di questa e porto a proposito la mia esperienza personale che quelli della mia età sicuramente conoscono bene.

Quando ero giovane ho conosciuto la realtà bresciana dove sono nato e cresciuto e contemporaneamente la realtà della campagna marchigiana dove andavo ogni estate a casa dei nonni. A Brescia ero in un paese industriale, nelle marche in una realtà contadina. Ebbene in entrambe le realtà quasi in ogni casa c’era una doppietta, appesa ad un muro, magari proprio in cucina sopra il camino con vicino la cartucciera piena. Anche per strada si vedevano passare i cacciatori con la doppietta a tracolla e nessuno se ne stupiva.

Liti e controversie, anche pesanti si natura varia compresa quella politica ai tempi ancora calda per le vicende della guerra, si vedevano e conoscevano ma io non sentii mai parlare di uno scontro a fuoco o della paura di uno scontro di quel tipo. In nessuna delle due realtà. A partire dagli anni 70 le cose sono peggiorate. Ha cominciato la droga, la rivoluzione sessuale, la migrazione. Un mio compagno di scuola elementare è stato ammazzato in vicende di droga da una banda di sardi. Nel paesetto tranquillo delle marche un pescivendolo è stato fatto a pezzi e bruciato da padre e figlio di Messina che volevano prendere il suo posto sul mercato locale del pesce. Nel frattempo le doppiette sono quasi scomparse ma la tensione cresce costantemente.

Tutta la gestione del sistema tende ad aumentare la tensione sulle orme della vicenda americana. Immigrazione forzata e non governata, assoluta indulgenza verso il crimine, diffusione di modelli esistenziali avventurosi e stravaganti, abbandono delle famiglie, demolizione di qualunque gerarchia sociale e culturale con la degenerazione ormai del lavoro scolastico in sceneggiata penosa.

L’episodio recente della classe in cui un alunno tira un cestino colpendo l’insegnante che non reagisce non mi ha stupito affatto. La resa degli educatori difronte alla degenerazione delle relazioni quotidiane reali è ben nota a chi conosce la scuola. La melensa assiduità apparente verso il tema educativo ricopre in maniera totalmente ipocrita la cecità di tutti gli operatori di vertice del sistema scolastico nei confronti della realtà quotidiana.

Ricordo perfettamente come la ovvia espulsione dalla classe dell’alunno che disturba sia stata abbandonata dietro le campagne DI VERTICE contro la logica “dell’esclusione” e “dell’abbandono del giovane problematico”, dell’”ultimo”.

L’allontanamento del disturbatore dalla scena era una cosa totalmente ovvia ed accettata.  Una cosa che funzionava e funziona benissimo come passo rapido per proteggere la buona gestione del gruppo. E non è nemmeno in contrasto con strategie di recupero mirato dei giovani con problemi relazionali

che, colmo dei colmi, i superbuonisti a parole non attuano.

L’abbandono dell’espulsione dal gruppo del disturbatore è così micidiale nella gestione quotidiana dei gruppi che ha generato l’impotenza dei responsabili e perfino alimentato l’ansia …del disturbatore che non sa più come porre termine ed uscire dalla propria Inquietudine.

Basta quindi con l’imitazione della follia dove, lì si, l’america è FIRST.

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