Amatrice un anno dopo, statua al border Camilla. Il sindaco Pirozzi ha ragione: “Un cane è il meglio dell’Italia”

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di STEFANIA PIAZZO – E’ vero, il sindaco di Amatrice ha ragione. Il cane Camilla, il border collie che ha contribuito a salvare molte vite umane prima e dopo il sisma e deceduta nell’adempimento del dovere, mentre era in una operazione di salvataggio, rappresenta il meglio dell’Italia. Io aggiungerei: è meglio dell’Italia e di chi la rappresenta. Un cane è meglio dell’uomo, dei politici che dopo un anno non hanno saputo salvare molto, neppure rimuovere le macerie. Riempiono le aule parlamentari per decidere dei propri vitalizi, le lasciano deserte per discutere di etica, di fine vita, di questioni umane nel senso più intimo e profondo.

Questa classe politica non solo non merita i propri eroi, i vigili del fuoco di Rigopiano e di Amatrice o di Ischia, ma neppure i cani che calpestano il suolo italico. Bistrattati, randagi, impiccati, bruciati, avvelenati, trascinati vivi da auto in corsa. Dimenticati da Dio, accolti sul luogo dei dolori a scavare per salvare vite, reietti sulle spiagge italiane, negli alberghi, nei parchetti urbani.

Bene ha fatto allora Amatrice a scoprire il monumento dedicato a Camilla, la cagnolina del nucleo cinofilo ligure dei Vigili del fuoco che la notte del sisma del 24 agosto dello scorso anno, proprio tra le macerie del comune reatino, contribuì a salvare molte vite umane. Morta il 1 giugno scorso  dopo essersi ferita durante un intervento di ricerca nelle campagne di Bergeggi, nel savonese, racconta la cronaca,  Camilla era stata impiegata non solo ad Amatrice, ma anche nelle alluvioni di Genova e Molo Giano e nella ricerca delle vittime della Torre Piloti del porto di Genova. La scultura in bronzo, posta nel Giardino degli Alberi di Amatrice, è stata realizzata dallo sculture Egidio Ambrosetti di Anagni.

Ed ecco le parole del sindaco del Comune simbolo del sisma. “Camilla – ha detto Sergio Pirozzi – rappresenta il meglio dell’Italia, è l’incarnazione della generosità, della solidarietà, dell’amore, della forza di volontà. Una cagnolina che è un esempio per tutti noi e che rappresenta tutti coloro, animali e persone, che hanno donato energie, impegno, amore al prossimo in momenti difficili come quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo noi ad Amatrice”.

Mi sia allora concessa una digressione, perché è vero che i cani sono votati alla santità e al sacrificio più dell’essere umano. Calcolatore e avido, pavido  e indegno nel custodire la natura che ha avuto in dono.

Lo scorso anno l’amica Maria Paola Gianni, responsabile della rivista Quattro Zampe, per ricordare l’evento del premio internazionale di San Rocco il 16 agosto nel borgo di Camogli, che premia gli atti di coraggio dei cani, mi chiese per la sua testata di scrivere un ricordo di quando, nel lontano 2003, il mio beagle Vasco dopo aver salvato la vita ad una donna, ricevette quel prestigioso premio. Glielo inviai il 23 agosto, un anno fa esatto. La sera prima del sisma. Ma Maria Paola, e qui sta la notizia, era ad Amatrice, in una frazione, nella casa di famiglia con la sorella e il cagnolino Sogno. Si salvò per miracolo. Il mio servizio fu sostituito con tutto il resto della festa del 16 agosto e dei cani eroi di quell’edizione, per dare spazio al servizio che Maria Paola realizzò l’indomani da sopravvissuta.

Le immagini dei comuni sotto le macerie pubblicate dal nostro quotidiano le dobbiamo a lei, che ce le inviò in tempo reale.

Un anno dopo, il servizio sulla festa per i cani eroi è finalmente uscito, e ne condivido con i lettori il contenuto. Per tutti i cani, le Camille e i Vasco che hanno reso migliore la nostra vita.

qz ago 2017 Premio san rocco

 

 

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