Amatrice. Il vescovo: le frasi fatte e false della politica sulla ricostruzione. Gente in attesa dell’oblio….

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“Rinviare non paga mai. Neanche in politica, perché il tempo è una variabile decisiva”: lo ha detto il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, parlando di ricostruzione, nell’omelia della messa ad Amatrice ad un anno dal terremoto.

Per monsignor Pompili, “ricostruire è possibile” se si evitano “frasi fatte” del tipo “ricostruiremo com’era, dov’era”. Il vescovo ha sottolineato che bisogna evitare una ricostruzione che è “falsa quando procediamo alla giornata, senza sapere dove andare. Mi chiedo: siamo forse in attesa che l’oblio scenda sulla nostra generazione per lasciare ai nostri figli il compito di cavarsela, magari altrove? Rinviare non paga mai. Neanche in politica, perché il tempo è una variabile decisiva”.

“Dalla notte si giunga all’alba: questo è quello che speriamo”, ha aggiunto monsignor Pompili, aprendo la messa ad Amatrice ad un anno dalla prima scossa di terremoto e ricordando la veglia di preghiera della notte. Così come nella preghiera della notte scorsa si è arrivati al mattino, questo possa accadere anche più complessivamente per la rinascita, è stato il primo messaggio del vescovo.

Alla funzione liturgica partecipa anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

L’anniversario del terremoto ”vuole essere anche sforzo di speranza, puntando a una visione del futuro positiva anche se le difficoltà, gli ostacoli e gli intralci della burocrazia spietata tentano di spingere lo spirito a un realismo fatale che rasenta il fatalismo della disperazione”. Così il vescovo di Ascoli Piceno mons. Giovanni D’Ercole in un messaggio alla Diocesi diffuso ad un anno esatto dal sisma che il 24 agosto 2016 sconvolse l’Italia centrale.

Le celebrazioni sono cominciate la scorsa notte, con una fiaccolata culminata con 249 rintocchi di campana, il numero delle vittime di Amatrice e Accumoli.

“Un lembo d’Italia meraviglioso, che la passione, il genio e il lavoro dei nostri padri e della popolazione attuale ha reso un vero paradiso di bellezza. Oggi, a motivo del terremoto, tutto questo patrimonio rischia di andare perduto per sempre. Occorre trovare delle vie sagge, percorribili e concrete per recuperarlo, al di là dei possibili errori e ritardi”. Lo dice il presidente Cei, card. Gualtiero Bassetti in un’intervista al mensile della diocesi dell’Aquila, anticipata dal Sir.

Preceduta da una lettura delle biografie delle vittime, colma di commozione, la fiaccolata ha costeggiato la zona rossa di Amatrice in quasi totale silenzio, muovendo da piazza Sagnotti al parco don Minozzi. Qui sono stati suonati i 249 rintocchi e si è tenuta una veglia di preghiera celebrata dal vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, con i familiari delle vittime. Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha quindi scoperto un monumento eretto nel parco don Minozzi in ricordo dei morti.

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