Amatrice, dopo il terremoto il danno della politica

TERREMOTO

di GIORGIO TEANI – “Chiediamo perdono per le parole vuote, false che in questi tre anni abbiamo detto e ascoltato” così il vescovo di Rieti durante l’omelia in ricordo delle 299 vittime. Parole che scuoto la notte del 24 agosto e che fanno ricordare quanto accadde il 24 agosto 2016. Parole che dicono chiaramente che tutto si è fermato negli istanti successi al terremoto. Tutto è rimasto così, fermo, immobile, paralizzato e ogni giorno che passa la speranza diminuisce lasciando quei posti sempre più vuoti come le parole dette fino ad oggi. ‬
‪Parole vuote dette da Politici che in campagna elettorale erano in quei luoghi un giorno sì e l’altro pure, che stando a quanto promesso e urlato in campagna elettorale dovevano far rinascere questi posti meravigliosi e riportarli alla loro bellezza, peccato che non sia andata così.

A Roma probabilmente soffrono di amnesie per vari motivi, chi ha pensato prima ad un referendum per avere la fiducia, chi ha pensato a volere i pieni poteri e far cadere un governo, chi ha pensato a dare un reddito a gente che mai lavorerà, chi ha chiesto per 14 mesi le dimissioni di un governo… ma chi ha mai chiesto dei terremotati? Chi ha mai fatto qualcosa per loro?

‪I mezzi e le possibilità per fare di più c’erano e non lo dico tanto per dire lo dico perché lo so. Perché io sono un Perito Geologo e la mia tesina l’ho fatta proprio su questo, avevamo la possibilità di mandare studenti delle classi quinte o appena diplomati su quei luoghi a fare perizie a bassi costi ma non lo abbiamo fatto perché qualcuno in questo paese doveva mangiarci sopra. Ebbene proprio come nel terremoto dell’Aquila del 2009 quello del 2016 ha avuto lo stesso risultato, ovvero il nulla. ‬
‪Oggi leggeremo parole, interviste, tweet e chi più ne ha più ne metta ma da domani ci si dimenticherà di tutto questo fino al prossimo anno…

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One Comment

  1. caterina says:

    Verissimo!! C’ e’ sempre nelle disgrazie che succedono in Italia, qualcuno che vuol mangiarci sopra!..
    Il Friuli non e’ Italia, le disgrazie dei boschi del Veneto neppure!!!…tutti a lavorare sul posto alacremente per risolvere i problemi!…
    La strage del Vajont e’ Italia!.. con un paese portato via dalle forze dell’onda debordata per la valanga che sapevano che sarebbe precipitata nell’ invaso…e colpevolmente tacquero per finire l’opera e intascare!… dappertutto soldi maledetti sulla pelle della gente…

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