Amadori: avanti così e il caos immigrati porta la Lega a Palazzo Chigi. Ma serve alleanza di tutto centrodestra

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di Pietro Vernizzi

“Le inchieste giudiziarie non spostano grandi voti, dal ’94 in poi non hanno più avuto un ruolo decisivo. Sono l’altra faccia di un sistema clientelare: quello che si perde lo si era guadagnato attraverso una certa gestione del consenso. Mentre il caos migranti può regalare sorprese. Con le prossime politiche potremmo avere Salvini al governo”. Lo prevede il sondaggista Alessandro Amadori, secondo cui una lista unica di centrodestra che comprendesse Lega nord, Forza Italia e Ncd, e che fosse guidata da Salvini, prenderebbe il 32-33%, proprio quanto il Pd. E a quel punto con l’Italicum ci si giocherebbe tutto al ballottaggio.

Quanti voti in percentuale perdono Pd e Ncd, i due partiti di governo, in seguito all’inchiesta Mafia capitale?

Più che per Mafia capitale, rischiano per la gestione degli immigrati. Le inchieste giudiziarie non spostano grandi voti, dal ’94 in poi non hanno più avuto un ruolo decisivo. Mentre il caos migranti può portare a un exploit della Lega in alcuni Comuni.

 

Perché ritiene che le inchieste giudiziarie non spostino voti?

Le inchieste sono l’altra faccia di un sistema clientelare: quello che si perde lo si era guadagnato attraverso una certa gestione del consenso. Ma soprattutto negli ultimi anni ci sono state così tante inchieste che è in atto un processo di assuefazione dell’opinione pubblica. Non si decide più di non votare Pd perché un qualche esponente del partito è implicato in una vicenda giudiziaria.

La gente è diventata indifferente?

Il fatto che alcuni esponenti locali siano coinvolti in un processo giudiziario dà fastidio, ma è considerato ormai fisiologico. L’Italia è un Paese nel quale non esiste più il principio di legalità, ed è su questo tema che si giocherà il futuro politico. C’è la possibilità di sorprese altrettanto forti di quelle che ci furono nel ’94. Potremmo avere tranquillamente Salvini al governo. Ma non per la singola inchiesta che coinvolge questo o quel partito, quanto per l’idea che siamo un Paese che non è più in grado di fare rispettare nemmeno i suoi confini.

 

Davvero Salvini potrebbe vincere le prossimi elezioni politiche?

Sì, perché si sta creando un mix veramente esplosivo. Esattamente come nel ’94, quando una concatenazione di eventi portò a sorpresa Berlusconi al potere. La questione immigrazione è davvero destabilizzante, perché potrebbero arrivare 3-5 milioni di persone nel giro di pochi anni.

 

Con quali conseguenze?

La classe media italiana incomincia a pensare che non siamo più un Paese. Uno Stato nasce nel momento in cui ci sono delle frontiere, tanto è vero che Francia e Austria le hanno immediatamente ripristinate. L’incapacità di Renzi di contare in Europa e di fare valere i legittimi interessi italiani fa perdere al Pd molti più voti che non tutte le inchieste messe insieme.

A quanto sono in questo momento Pd e Lega Nord?

Il pd è intorno al 32-33% e la Lega Nord è al 13-14%.

Se i dati sono questi, quali possibilità ha la Lega di battere il Pd con l’Italicum?

L’alleanza di centrodestra composta da Lega nord, Forza Italia e Ncd, guidata da Salvini, potrebbe a sua volta arrivare al 32-33%, e quindi essere assolutamente alla pari rispetto al Pd. Con l’atmosfera che abbiamo oggi su temi come la sicurezza nazionale e l’identità, è quasi sicuro che avremo un testa a testa Pd/Lega. Alle Regionali il centrodestra ha già formato una coalizione di più liste.

 

Se invece corresse con una lista unica, come prevede l’Italicum, i suoi consensi aumenterebbero o diminuirebbero?

I suoi consensi aumenterebbero, e tra l’altro da un punto di vista formale sarebbe una lista unica ma di fatto sarebbe una coalizione. Questo sdoganerebbe la Lega e le consentirebbe di attingere anche a un elettorato più moderato. Un “fronte nazionale” composto da varie formazioni di centrodestra, che confluiscono tatticamente in un’unica grande lista, potrebbe veramente vincere le prossime elezioni politiche.

Quali conseguenze nazionali può avere il risultato delle Comunali a Venezia?

Venezia è un’isola collegata alla terraferma da un ponte, e dunque la sfida tra Casson e Brugnaro non avrà nessuna conseguenza diretta per Renzi. Tutt’al più avrà delle conseguenze d’immagine all’interno del sistema. Una sconfitta a Venezia, che rappresenta una roccaforte storica del Pd, renderebbe più debole Renzi soprattutto dal punto di vista dei rapporti di forza con i suoi interlocutori, più che in termini di consensi. Non è che la fiducia del premier domani mattina scende perché il Pd ha perso Venezia.

Da che cosa dipende la fiducia?

La fiducia scende o sale a seconda di come sono gestite le cose che interessano ai cittadini, come l’immigrazione, la sicurezza e l’economia. Quello di Venezia è un risultato locale: non modificherà il consenso, ma sarà un segnale politico sulla forza o debolezza da parte del Pd.

 (da ilsussidiario.net)

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