Altro che riforma legge Fornero. Salvini fa tornare in piazza i pensionati dopo 15 anni

via fornero
Settimana economica con gli occhi puntati sulla relazione annuale di Bankitalia, con le considerazioni finali del governatore Ignazio Visco. Dieci giorni fa, dal palco dell'Aaron Institute for Economic Policy
Conference, in Israele, il numero uno di palazzo Koch e' intervenuto sulla delicata questione dello spread (schizzato nelle ultime settimane sopra i 290 punti e attestatosi poi intorno ai 270) affermando che "l'alto debito pubblico in rapporto al Pil espone l'Italia alla volatilita' dei mercati finanziari". E ha avvertito che "una credibile strategia di ridurre il livello del debito nel medio termine non puo' piu'essere rinviata" anche perche' "se l'aumento degli interessi persiste pesera' inevitabilmente sul costo del debito", cioè' sulla spesa pubblica, oltre a determinare un "irrigidimento delle condizioni di credito" da parte delle banche per famiglie e imprese. Come ogni anno, il governatore di Bankitalia fara'
un'ampia analisi dei principali sviluppi dell'economia italiana e internazionale. Difficile non partire dalla considerazione (gia' esplicitata da Visco a fine marzo) che l'andamento dell'economia italiana e' peggiorato nell'ultima parte del 2018 e anche nei primi mesi del 2019.
Sabato poi, dopo 15 anni, i pensionati tornano in piazza San Giovanni a Roma. Una nuova prova della ritrovata unita' sindacale, che ha gia' portato Cgil, Cisl e Uil a proclamare insieme una serie di iniziative contro le politiche del governo gialloverde. All'indomani delle europee, Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil cercheranno di riempire nuovamente la storica piazza del movimento sindacale contando anche sulla
partecipazione dei leader di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini,Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Secondo i sindacati, il clima che si respira tra i pensionati italiani e' di "insofferenza e insoddisfazione" nei confronti delle politiche adottate finora dal governo. Non va giu' il blocco della perequazione degli assegni previdenziali e a scaldare gli animi sono state soprattutto le dichiarazioni del premier Conte: "Parliamo di qualche euro al mese - disse in conferenza stampa a fine anno, difendendo il blocco dell'indicizzazione per gli assegni sopra i 1.500 euro lordi - e forse non se ne accorgerebbe nemmeno l'a
varo di Moliere". 

  
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