Alternativa per la Germania all’Italia: chiudete i confini ai clandestini, stop alle moschee

 

 

petry

Chiudete la porta ai migranti clandestini e non incrementate le loro partenze allettandoli con aiuti sociali a chi e’ gia’ entrato. Cercate di far esaminare le richieste di asilo gia’ in Africa accordando la preferenza a chi puo’ contribuire al benessere del Paese, e non fate costruire moschee. Rivolgendosi ai partiti italiani che vogliono intercettare il “riflesso di autoconservazione” dell’elettorato, sono questi alcuni consigli che da’ Frauke Petry, la co-leader del partito populista tedesco “Adf” in forte ascesa in Germania. Rispondendo a domande dell’ANSA, Petry ha ricordato che la “migrazione illegale avviene in violazione delle leggi tedesche ed europee” e lo “scetticismo” dell’elettorato “nei confronti di una migrazione non-regolata e addirittura promossa dallo Stato e’ un naturale riflesso di autoconservazione. Dappertutto in Europa i confini devono essere chiusi per migranti illegali e, in parallelo, dobbiamo eliminare gli stimoli economici. L’esame di chi e’ realmente un profugo deve avvenire fuori dall’Europa”, ha detto la dirigente dell’ “Alternativa per la Germania” che il mese scorso ha incassato due successi in elezioni regionali a Berlino e in Meclemburgo, dove per la prima volta ha superato il partito (Cdu) della cancelliera Angela Merkel.

“L’Europa non puo’ assorbire l’esplosione demografica africana e questo lo dobbiamo dire chiaramente”, ha sostenuto. Al di la’ di consigli, Petry – che condivide la presidenza Afd con Joerge Meuthen – pero’ non si sente di andare: un “contatto” politico con la Lega Nord esiste nel “Gruppo Europa delle Nazioni e della Liberta’” del parlamento europeo. Ma “siamo un giovane partito: per prima cosa dobbiamo preoccuparci del nostro ruolo nel nostro paese”, ha detto rispondendo per mail alla domanda se la formazione nata anti-euro solo nel 2013 voglia intensificare i contatti con i partiti italiani. “Nel medio periodo”, comunque, “coloro che sono politicamente realisti”, e a cui “viene appiccicata l’etichetta di populista di destra, devono collegarsi in maniera piu’ stretta”, ha sostenuto la 41enne dirigente dell’ “Alternative fuer Deutschland”, formazione ormai accredita di un 15% dei consensi a livello nazionale e insediatasi in 10 dei 16 parlamenti regionali tedeschi. Fra i consigli, c’e’ quello della selezione professionale e ideologica dei migranti – utili per ringiovanire il continente che invecchia – ma senza depauperarlo o snaturarlo: “non abbiamo proprio nulla contro immigrati qualificati”, ad esempio vietnamiti, che quindi sono in grado di “pagare le loro bollette”.

La Germania post-bellica ha “avuto buone esperienze con lavoratori immigrati proprio dall’Italia”, ha ricordato Petry dicendo di non potersi immaginare un paese senza “la trattoria” sotto casa e ha declinato il proprio amore per la penisola alimentato soprattutto da arte e cucina. “Pero’ abbiamo qualcosa contro gli analfabeti che immigrano, che si comportano in maniera aggressiva e vogliono imporci i loro costumi atavici”, ha aggiunto. Non si vuole negare l’asilo a chi ne ha diritto: “se si tratta di veri profughi o perseguitati, la provenienza non gioca un ruolo decisivo”, ha detto rispondendo alla domanda se appoggerebbe la proposta, in elaborazione nell’ala destra (Csu) del partito di Merkel, di selezionare i migranti privilegiando i cristiani e discriminando i musulmani. Circa la costruzione di moschee come quella in allestimento a Colonia, Petry ha ricordato pero’ la posizione Afd: “non vogliamo appelli del muezzin, perche’ siamo un paese con tradizione cristiana e non vogliamo nessun minareto, in quanto li riteniamo simboli di potere” come del resto – ha ricordato – dichiara con orgoglio il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

(di Rodolfo Calò – Ansa)

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