Alla prova del governo, Nord e Sud incompatibili

norddi MARCELLO RICCI –  Il presidente Mattarella ha ben donde di essere preoccupato.  Deve gestire una crisi che si palesa lunga e difficile. E’ una partita a tre. La coalizione di centro-destra che ha vinto , ma non la sufficiente base parlamentare per governare, il movimento5stelle che come singolo partito ha rastrellato considerevoli consensi – come singolo partito il più votato-, la sinistra, in caduta libera, ha comunque voti sufficienti per avere una base parlamentare di considerevole disturbo.

Appare possibile un’intesa tra Il centro-destra e i cinquestelle su alcuni punti programmatici , ma ha renderla difficile è la presenza di Berlusconi in Forza Italia e l’impegno elettorale  dei pentastellati  di non fare alleanze con pregiudicati. Le vicende giudiziarie di Berlusconi sono un macigno sulla strada verso Palazzo Chigi per Salvini, che ha ragione ne rivendica il diritto. I numeri non consentono a nessuna forza politica di governare in autonomia e un possibile accordo tra Salvini e Di Maio risulta impraticabile senza le rinunce alle pregiudiziali sulla persona e sul principio.
Berlusconi, sceso in campo solo per salvare l’Italia ( o Mediaset), vanta una futura, possibile, fantasiosa riabilitazione da Strasburgo e nonostante l’età e la salute, non sceglie ancora Arcore come suo privato regno.
Salvini, che ha il diritto di salire a palazzo Chigi è zavorrato dal pertinace indigesto alleato, che con la sua ostinata presenza preclude un governo di coalizione centro-destra e grillini.
Guardando i numeri, senza un accordo del tipo prospettato, nessaun altro governo è possibile , stante la volontà più volte espressa e ostentata dal  Pd – meglio di quel che resta-  di voler restare all’opposizione.  Se Atene piange Sparta non ride. Se la destra è ostaggio di Berlusconi, la sinistra lo è di Renzi e anche della Boschi. Tutte le case son fatte di sassi,  ogni casa ha il suo fracasso.
Mattarella gode fama di essere molto equilibrato, anche se la situazione richiede equilibrismo.
Riuscirà Salvini a convincere Silvio a fare una volta tanto un passo indietro?  Dovrà Salvini sacrificarsi per convergere su un altro premier?
Nel campo avverso il rottamato Pd riuscirà a depurarsi da quel Matteo che quando perde la partita fugge con il pallone?
Mattarella ha chiesto tempo.  Se ne comprendono le ragioni. Se buonsenso, dignità e consapevolezza portassero i due personaggi scomodi a ritirarsi in meditazione ad Arcore e a Firenze , la strada risulteterbbe libera da molti ostacoli.
Esaminando i risultati del voto l’Italia risulta essere divisa in due.  Il nord ha votato Lega, il sud Movimento5stelle. Il Nord per la flat tax, il Sud  per il reddito di cittadinanza.
Una terra, due popoli, diversi e distanti, ciascuno con pregi e difetti, ma  INCOMPATIBILI.
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