Alla miseria italiana la soluzione è il “Porto Franco” di Trieste

di ROBERTO GIURASTANTE

Si stanno preparando. Lo Stato Italiano non vuole cedere e nel 2014 cercherà di reprimere la rivolta della legalità in corso a Trieste. Perché la ribellione del popolo della legalità di fronte allo sfascio del corrotto regime politico italiano è inarrestabile.

Per la prima volta in sessant’anni i cittadini di Trieste hanno azionato con forza i diritti internazionali del Territorio Libero garantiti dal Trattato di Pace del 1947. E’ questa l’unica possibilità di salvezza per una Trieste senza futuro nel regno delle mafie italiane. La crisi economica galoppante colpisce qui ancora più duramente con cifre da disperazione assoluta che non lasciano adito a dubbi sul collasso del sistema sociale. Seimila posti di lavoro persi in un anno e oltre tremila triestini costretti ad emigrare: questo il bilancio di chiusura di un anno drammatico. Che rischia di essere solo il preludio dell’apocalisse attesa per il 2014 prossimo venturo, carico di presagi nefasti.

Cento anni fa per una Trieste al culmine della sua potenza economica cominciava l’inesorabile discesa verso quell’inferno annunciato dalla Grande Guerra. Cento anni dopo una Trieste stremata e ridotta alla soglia della disperazione da ottantaquattro lunghissimi anni di malgoverno italiano che ne hanno distrutto il grande porto emporiale e trasformato il territorio in discarica a cielo aperto per le mafie italiane vede finalmente la via d’uscita, la risalita dall’inferno.

Ma l’Italia non vuole. Consentire a Trieste di sfruttare il proprio status giuridico di Territorio Libero e di sviluppare quindi il proprio porto franco internazionale, sarebbe destabilizzante per uno Stato che oggi ancor di più si regge sui delicati equilibri delle cosche del malaffare che lo governano. Uno Stato che parassita i propri cittadini distruggendo l’economia reale per alimentare quella delle corruttele mafiose non può d’altronde accettare lo sviluppo di un sistema economico sano al di fuori del controllo del proprio regime politico. Perché questo è il potenziale di Trieste, quello di un grande emporio marittimo internazionale extradoganale; una zona franca – già esistente – abbinata al porto di riferimento dell’Europa Centrale e Orientale. Una Singapore europea: ecco la Trieste del terzo millennio.

Mentre la miseria dilaga incontenibile in Italia, ancor più che in altri Paesi dell’Unione Europea, la soluzione per cominciare ad uscire dal tunnel è proprio qui a Trieste. La più grande Zona Franca d’Europa, inalieanabile in base al Trattato di Pace del 1947, aspetta solo di essere utilizzata. Per produrre sviluppo, benessere e ricchezza per milioni di persone: da Trieste a Milano, a Monaco, a Zurigo, a Vienna, a Budapest, a Mosca.

Ma per questo è necessario che Trieste e il suo porto vengano sottratti all’abbraccio mortale delle camorre italiane. Altrimenti il 2014 segnerà inevitabilmente un pericoloso punto di non ritorno per i cittadini del Territorio Libero che con la loro rivolta civile, fatta con gli strumenti pacifici della legge, stanno difendendo i diritti di tutti i popoli. Diritti che se repressi e cancellati inevitabilmente innescheranno situazioni difficilmente controllabili. Corsi e ricorsi della storia. Ad un secolo dalla Grande Guerra.

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29 Comments

  1. costanzo says:

    Sono pienamente d’accordo all’autodeterminazione dei popoli, ma Trieste deve provvedere coi propri fondi a:
    sicurezza
    difesa
    istruzione
    previdenza/welfare
    sanità
    costi della politica locale
    garantisca con una propria moneta
    ecc.ecc.
    In Italia non si può avere pappa, zizza, nonna, cuccia calda e buon padrone

  2. caterina says:

    se il governo insediato a Roma crede di opporre ai movimenti attivi per l’indipendenza i suoi prefetti, saliti con le ultime nomine a 200, cioè più del doppio delle prefetture esistenti, con relativo onere da aggiungere a quello già straripante della sua burocrazia, vuol proprio dire che non sa cosa fa… vaneggia..è all’ultima spiaggia…
    vediamo di salvarci in tempo!

  3. Pietro Caldiera says:

    Davide e Maverick, Non vi stracciate le vesti cari scribi e farisei del tricolore, La Repubblica Veneta e il TLT non vi negheranno gli aiuti alimentari quando sarete un failed state. PS Scrivete con la protervia e l’acrimonia tipiche dei figli delle ‘minoranze imperiali’ mediterranee cosi’ ben descritte da Attilio Tamaro. I feticci retorici tricoloriti, gli slogan tipo “uniti si vince, divisi si perde,” sono solo foglie di fico che malamente coprono l’intimazione “Vogliamo li soldi!!”.

    • Davide says:

      Non è questione di essere figli di minoranze imperiali, è semplicemente un amor patrio che va al di là delle questioni finanziarie, economiche e politiche sfavorevoli che spinge maggior parte della gente a intraprendere cammini secessionisti e indipendentisti. E’ un amor patrio che ho coltivato assolutamente da solo, senza influenza alcuna, ma solo grazie a culture, letture e studi personali. Amo l’Italia e basta, sono fiero della sua storia anche nelle sue sfaccettature più buie e negative, ma non per questo un bel giorno mi alzo dal letto e decido di rivoltarmi contro rigurgitando anti-nazionalismo e secessionismo.
      Non riesco e non posso condividere i vostri ideali ma debbo rispettarli, soprattutto quando si parla di Repubblica Veneta, o meglio della Serenissima, della quale ho sempre nutrito profondissimi ammirazione e rispetto per ciò che è stata in quasi 400 anni; per il TLT ho sempre provato e continuerò a provare disgusto e avversione anche perchè si parla del nulla assoluto.

  4. Davide says:

    Per quanto riguarda le affermazioni di Salice Piangente (che si fa forte delle documentazioni solo per le parti che vanno a favore delle sue ipotesi), sono in parte giuste.
    In effetti il Trattato di Pace del ’47 toglie alla sovranità italiana Trieste, come tutta la Venezia Giulia, tranne Gorizia. Fu istituito il TLT come da Trattato di Pace ma che nessuno volle o potè, come si è visto, erigere de jure ma solo de facto, sebbene il trattato lo imponesse. Nel ’54 le due Zone del TLT furono rispettivamente spartite in amministrazione fiduciaria italiana e jugoslava, dove sia una che l’altra parte non erano ancora sovrane.
    Nel 1975 il Trattato di Osimo, sebbene non fosse un trattato multilaterale ma bilaterale, riporta nell’articolo 1 la dicitura “PER LA PARTE CHE NON E’ INDICATA COME TALE NEL TRATTATO DI PACE CON L’ITALIA DEL 10 FEBBRAIO 1947”, riferendosi in particolar modo alla dicitura precedente “la FRONTIERA tra Repubblica Italiana e Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia”, stabilendo implicitamente anche il discorso di sovranità (sebbene questa “parolina magica” che tanto gli indipendentisti triestini vogliono per forza vedere) dei due Stati. Quindi si potrebbe dire che la sovranità italiana su Trieste è regolarmente ripresa dal 1975, o comunque dall’entrata in vigore del Trattato di Osimo. Tanto per la cronaca, so anche della famosa ‘pagina 0′ del Trattato di Osimo che voi tanto sbandierate e che non si sa da dove l’abbiate presa.
    Tra l’altro è da pochi mesi che anche la stessa ONU ha dichiarato che “TRIESTE E’ PARTE INTEGRANTE DELL’ITALIA”;
    in più c’è anche la sentenza del Tar del Friuli-Venezia Giulia che ha confermato per l’ennesima volta l’inesistenza del TLT e l’infondatezza delle affermazioni del “signorotto” autore di questo miserrimo articolo, difatti è stato condannato;
    in più i “signori” indipendentisti sono pregati di raccontare le storielle nella loro interezza e non solo le parti che vanno a loro favore. Ad esempio vi vorrei ricordare che parte del TLT che tanto rivendicate è anche nelle mani di Slovenia e Croazia, perciò come mai non provate minimamente ad avanzare verso la Zona B e rimanete fissi solo in Zona A?? Vi conviene cari miei, perchè non vi succede niente, e sapete benissimo che non appena varcate con un piede il confine di Stato vi fanno un “didietro” così !!;
    poi basta con la pagliacciata del tormentone “gavemo le carte”, sappiate quantomeno leggerle e interpretarle !!;
    l’intera Italia è in crisi, non solo Trieste, ma non tutti scelgono la facile e infame via della secessione e dell’indipendentismo (tra l’altro incostituzionali e quindi perseguibili penalmente) ingannando migliaia di persone con certe fandonie vecchie, stravecchie e per di più chiuse e sepolte.

    • Davide says:

      Chiedo scusa, ho scritto Salice Piangente anzichè Salice Triestino…

    • mv1297 says:

      Lo Stato italiano va combattuto in qualsiasi modo, anche se qualche virgola non è al suo posto nelle famose “carte”. Il diritto di auto difendersi da uno Stato mafioso, criminale, centralizzato, fascista, comunista e via dicendo, autorizza al popolo (quello onesto per intenderci, non quello che vive di Stato e ne approfitta) a manifestare la sua voglia di indipendenza.
      Lei scrive che tutta l’Italia è in crisi, con ciò non vuol dire che siamo costretti a morire insieme.
      Io, che sono veneto, nel mio piccolo, sto combattendo una guerra di libertà dallo Stato che crede di sbandierare una Costituzione in faccia come fosse un libro sacro di cui non ci si può liberare.
      Ma stiamo scherzando? Se lei crede che l’Italia debba stare unita, mi sa che non abbia capito cosa vuol dire il significato di popolo sovrano. Lei sta anteponendo poteri illimitati di una Costituzione contro il popolo. Questa si chiama semplicemente DITTATURA.
      Per fortuna che sempre più gente si sta svegliando e capendo che vivere sotto questo regime, porterà miseria a tutti e se a lei sta bene vivere così, libero di farlo. Ma anch’io ho la libertà di scegliere, ed il Veneto diventerà indipendente (e lo sarà anche Trieste) perché saranno i veneti a deciderlo, non gli italiani.
      Saluti

    • ALTEREGO says:

      Ma Lei caro signor Davide è parte di quella pletora patriottica che vive di italia, non condivido ma la capisco.

    • Salice triestino says:

      Segue la risposta a Davide.
      Non tanto perchè mi interessi veramente rispondere direttamene a lui, tanto non cambierà comunque idea, visto che i suoi discorsi sono politicizzati e non scevri da una neutralità giuridica, ma perchè ciò che ha scritto mi è da spunto per ribattere adeguatamente, fornendo informazioni anche a tutti gli altri lettori. Specifico inoltre che parlo in prima persona, e non sono nemmeno iscritto ad alcun movimento o partito, pur condividendo pienamente l’attività del Movimento Trieste Libera.

      Il TLT non è stato costituito solo de facto, ma anche de jure, come da Trattato, nel 1947. Come ho già spiegato all’utente maverick1, più sotto, entrambi gli Statuti del TLT (uno provvisorio ed uno permanente) erano previsti dal Trattato di Pace. Il primo, quello provvisorio, doveva servire a preparare il terreno all’applicazione di quello successivo, cioè il permanente. Lo Statuto permanente non è mai stato applicato a causa dell mancata nomina del governatore. Siccome è tutto ancora fermo a quel momento giuridico, è oggi che, finita la guerra fredda, chiari gli equilibri, ed in rovina l’Italia, si chiede la nomina del governatore per poter applicare lo Statuto permanente.

      Il Trattato di Osimo del 1975 riporta la frase che lei cita, ma si è dimenticato una parte, fondamentale.
      Infatti lei cita dal Trattao di Osimo la seguente frase: “PER LA PARTE CHE NON E’ INDICATA COME TALE NEL TRATTATO DI PACE CON L’ITALIA DEL 10 FEBBRAIO 1947”, ma come tale rispetto a che?
      La frase completa infatti è questa: “TRATTATO SULLA DELIMITAZIONE DELLA FRONTIERA PER LA PARTE NON INDICATA COME TALE NEL TRATTATO DI PACE CON L’ITALIA DEL 10 FEBBRAIO 1947”. Quindi “parte della frontiera” non altro.
      La situazione al 1975 era questa: l’Italia e la Jugoslavia si trovavano ad amministrare fiduciariamente per conto del TLT, la prima la zona A del TLT, la seconda la zona B. Così facendo, Italia e Jugoslavia venivano a confinare tra loro in tre diverse situazioni giuridiche:

      – Il primo tratto di confine quello che parte dal triplice di confine tra Italia, Austria e Jugoslavia, così stabilito di diritto in base al Trattato di Pace del 1947, e che nella sua parte superiore ricalcava esattamente quello del 1866, in quella inferiore fino a sopra la località di Duino in base ad una nuova linea, così come descritta nel Trattato stesso.
      – Un secondo tratto di confine tra la zona di Duino e le località di Grozzana e Pesek, sempre come descritto dal Trattato di Pace, ma come linea tra la Jugoslavia e la zona A del TLT amministrata dall’Italia.
      – Un terzo tratto di confine tra le citate località alla fine del secondo tratto e fino al mare, non descritto in maniera precisa in alcun Trattato, ma solo sommariamente in semplici accordi di accomodamento (Accordi di Belgrado del 9/6/1945 (Linea Morgan) e Memorandum d’Intesa di Londra del 5/10/1954). Questa linea era infatti una semplice linea di demarcazione tra le due amministrazione fiduciarie del TLT, non un confine tra due Stati. Inoltre non essendo descritt ain maniera precisa, c’erano troppo controversie legate alle proprietà dei terreni che si trovavano ad essere a cavallo di questa linea, o meglio in parecchi casi, non si poteva sapere con certezza se un certo terreno andava considerato di qua o al di là della linea. Cosicchè Italia e Jugoslavia hanno ritenuto di dover completare questa descrizione stipulando il Trattato di Osimo. Con questo Trattato la linea di demarcazione è stata nella pratica tramutata in confine di Stato, ma non ci fu alcuna estensione della sovranità dei due Stati a scapito del TLT. Nulla venne modificato in termini di sovranità, proprio perchè non avrebbero pututo farlo, senza andare incontro a violazioni del Trattato di Pace del 1947. Chi lo sa, se Italia e Jugoslavia avessero agito in tal senso, forse nessuno avrebbe detto nulla, fatto sta che non l’hanno fatto, e la sovranità rimase in titolo al Territorio Libero di Trieste.

      Ed a proposito del Trattato di Osimo che oggi i nazionalisti italiani difendono a spada tratta, è interessante notare come dalla sua stipula e conseguente ratifica (3 aprile 1977), gli stessi nazionalisti sono stati, fino ad un paio di anni fa, i più accesi sostenitori della tesi volta a considerare nullo ed inefficace il Trattato, in quanto secondo loro aveva “ceduto terre italiane alla Jugoslavia”. In realtà l’Italia non cedette alcunchè, in quanto non possedeva nemmeno la zona A, figurarsi se avrebbe potuto cedere terre nemmeno sue. Ma faceva comodo farlo credere all’opinione pubblica.

      La pagina “0” si trova allegata ad una copia del Trattato di Osimo che l’Italia consegnò di sua iniziativa ed unilateralmente all’ONU appena nel 1987 (10 anni dopo la ratifica! Non avevano fretta di registrarlo all’ONU?). Ovviamente il Trattato di Osimo venne accettato dal Segretario ONU, in quanto presentato da uno dei membri dell’ONU. Il Segreatrio ONU ricordò che la registrazione del Trattato al Segretariato ONU non implica minimamente un giudizio sul Trattato stesso, nè la modifica della sua natura, ribadendo inoltre che un trattato internazionale è tale solo se possiede in partenza quello status e non per effetto della registrazione all’ONU.

      Per quanto riguarda la presuna dichiarazione ONU su Trieste parte integrante dell’Italia, si trattava solamente di un’operazione di propaganda per spaventare l’opinione pubblica o farla quantomeno desistere.
      Qui ulteriori ed illuminanti dettagli al riguardo:
      http://www.lavoceditrieste.net/2013/09/24/territorio-libero-da-rai-e-piccolo-un-nuovo-falso-sulla-posizione-onu/
      http://www.lavoceditrieste.net/2013/10/01/trieste-le-false-notizie-onu-anti-tlt-opera-di-un-ufficiale-dei-servizi-militari/

      Idem la sentenza del TAR. A tal proposito voglio ricordare come le denunce che vengono fatte alle autorità italiane amministratrici del territorio, vengono presentate non nella speranza di ottenere una sentenza che dica che Trieste è TLT, ma proprio il contrario. Fino a prima della sentenza del TAR della Regione FVG, nessuna delle denunce presentate ebbe esito, perchè nessun giudice se la sentiva di esprimersi in maniera esplicita, e quindi continui rinvii. La sentenza del TAR invece ha osato proprio dove si sperava, violando principi fondamentali del diritto, e rappresenta perciò uno dei documenti che verranno allegati alle denunce internazionali.
      Che il “signorotto” sia stato condannato era anche del tutto previsto, ma alla fine non potranno fare nulla.

      Per quanto concerne invece la questione della zona B il discorso è diverso. La zona B del TLT venne data in amministrazione fiduciaria alla Jugoslavia nel 1954. Nel 1991 però la zona B ha smesso di essere amministrata da questa, in quanto ad essa si sotituirono le repubbliche di Slovenia e Croazia, staccatesi dalla Jugoslavia. Nel periodo 1991-92 le due repubbliche hanno ottenuto il riconoscimento internazionale dalla comunità internazionale, e sono diventate membri dell’ONU. Sono state così riconosciute con i confini cmprensivi del territorio della zona B del TLT. Questa leggerezza internazionale non implica al 100% un’estensione di sovranità delle due repubbliche nei confronti della zona B, ma sicuramente aggrava le possibilità di ripristino dell’area come parte del TLT, e ne modifica lo status giuridico rispetto alla zona A, che invece non ha mai avuto un riconoscimento internazionale come parte dell’Italia.

      I nazionalisti italiani accusano spesso e volentieri gli indipendentisti di non rivendicare la zona B come parte integrante del TLT.
      Questo è sia vero che falso, nel senso che non c’entra. Non si è necessariamente contrari ad avere anche la zona B, ma la situazione non è semplice e per di più noi siamo zona A, e di questa ci occupiamo, per la zona B ci pensino i cittadini di quella zona. Non possiamo coinvolgere anche la zona B, ora. Ogni rivendicazione sulla zona B metterebbe a rischio il ripristino anche della zona A del TLT, in quanto andrebbe a coinvolgere paesi come Slovenia e Croazia, che come ben si sa, in particolare riguardo alla Croazia, sono usciti dalla Jugoslavia tramite una guerra di secessione che poi ha coinvolto, ed in maniera purtroppo brutale, anche la Bosnia-Erzegovina e che ha sconquassato l’intera area balcanica. Di conseguenza è interesse della comunità internazionale, che tanti sforzi ha compiuto per calmare l’area, il non coinvolgimento in questioni confinarie di questi paesi.
      Inoltre pensiamo anche che una zona B nel TLT, di interesse marginale per la Croazia, priverebbe invece la Slovenia del suo prezioso sbocco al mare, dove sorge anche il porto di Koper-Capodistria. Pensare di andare incontro a tale difficoltà, prima di essere liberi noi della zona A, sarebbe un’idiozia politica allucinante. Ed infatti è una delle tecniche degli oppositori al TLT, sobillare alla
      rivendicazione della zona B. Putroppo ci cadono anche persone in buona fede, in quanto ingenue e/o poco informate.
      Affinchè la zona B faccia parte del TLT è comunque imprescindibile l’esistenza di una zona A del TLT, dove si trovano la città di Trieste ed il suo porto franco. Per cui un TLT senza zona B, può esistere, il contrario no. Poi, in futuro si vedrà, anche in base a ciò che i cittadini della zona B desidereranno.

      Al signor Davide inoltre faccio presente che nessun Stato esiste per sempre, o rimane sempre uguale, e che le secessioni saranno inevitabili anche in Italia, tutto si modifica, la storia non sta ferma. Per Trieste comunque la secessione non c’entra nulla, non abbiamo bisogno di fare secessioni, il TLT già esiste di diritto, va solo riattivato dal punto di vista amministrativo, e se l’Italia fosse un po’ più perspicace e meno nazionalista, capirebbe quanto converrebbe a lei stessa riattivare la cosa invece di contrastarla in maniera confusa e fuori dal diritto, interno e internazionale.

      • Davide says:

        Io ho ora davanti tre testi del Trattato di Osimo ma la dicitura che ha riportato non compare da nessuna parte. All’articolo 1 io leggo “La frontiera tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, per la parte che non è indicata come tale nel trattato di Pace con l’Italia del 10 febbraio 1947, è descritta nel testo di cui all’Allegato I e tracciata sulla carta di cui all’Allegato II del presente trattato. In caso di divergenza fra la descrizione della frontiera e carta, farà fede il testo.” Perciò non sono in grado di rispondere alla sua versione. Il Trattato di Osimo personalmente non l’ho mai visto di buon occhio, anzi l’ho sempre visto piuttosto scialbo nei contenuti, sebbene la sua interpretazione sembra avvantaggiare i pro-italiani perlomeno sul discorso sovranità.
        Per quanto riguarda gli articoli de “La Voce di Trieste” potrei dire che per quanto ne sappia potrebbero essere dei racconti pilotati come lei ha insinuato tra le righe che la sentenza del Tar sin dall’inizio era già chiaramente contro Giurastante. Leggendo la sentenza del Tar però si può tranquillamente riscontrare che la questione dei confini nazionali sono ormai consolidati e (PURTROPPO sia per noi che per voi) non più modificabili, o comunque difficilmente, a causa dei Trattati europei che vanno bel al di sopra del Trattato di Pace del ’47 e del Trattato di Osimo. Comunque la ringrazio per avermi fatto leggere quegli articoli, mi sono serviti sotto un certo punto di vista a farmi delle idee.
        Per il TLT e le due Zone io credo che un buon indipendentista pro-TLT debba considerare l’intero Territorio Libero, senza preoccuparsi o limitarsi alle Zone di competenza e/o di residenza. Perciò io continuo ad essere dell’idea che i militanti pro-TLT della Zona A (perchè siete presenti solo lì, è inutile negarlo) la stanno facendo piuttosto sporca rivendicando solo una Zona.
        Infine io confesso di essere piuttosto nazionalista, ma non nel senso negativo della parola, aggressivo e imperialista; se a me toccasse governare l’Italia, farei tutto il possibile per risollevare Trieste che a me sta tanto a cuore (io sono pugliese), ma non solo Trieste, se fosse per me cercherei di risollevare tutte le città italiane che ne hanno bisogno. Salice Triestino, l’Italia di oggi non è nazionalista, MA MAGARI LO FOSSE !! E’ la peggior menefreghista con il suo popolo, ma la colpa non è dell’Italia, è della classe politica che è così.

  5. Giorgio da Casteo says:

    …”.da quando si è concretizzata l’occupazione abusiva italiana il Territorio di Trieste non è piu’ libero. E’ schiavo ! ”
    Schiavo alla pari del Territorio delle Venezie la cui occupazione abusiva italiota è avvenuta nel 1866 mediante un plebiscito truffaldino riconosciuto perfino dall’italianissimo Indro Montanelli.
    Coraggio Trieste, i Veneti xe co Vu ! WSM

    • maverick1 says:

      Beh se volevate rimanere con gli austriaci, ossia coloro che vi definivano popolo fiacco, coloro che tutta la cassa con l’oro se la portarono a Vienna lasciandovi neanche le briciole, coloro che quando ci fu l’invasione piemontese nella prima guerra d’indipendenza vi mandavano all’avanscoperta come cavie.
      Se volete tornare con chi vi aveva fatto diventare lo Stato più povero preunitario (20 milioni di lire contro i 443,7 del Regno delle due Sicilie, i 90,7 milioni dello Stato Pontificio, gli 85,3 milioni del Granducato di Toscana e i 27 del Regno Sabaudo), escludendo i piccoli Ducati di Modena e Parma, beh allora accomodatevi.

      • Salice triestino says:

        Al di là della solita retorica risorgimentale anti-austriaca, quasi sempre priva di fondamento, se i suoi dati sono attendibili come quelli che ha citato più sotto, riguardo al TLT, allora i Veneti possono stare più che tranquilli.

        Ma anche fosse tutto vero, l’Italia oggi cosa sta facendo per il Veneto? Quali risposte sta dando? Tasse, inquinamento, impoverimento culturale, economia in fase di distruzione, immigrazione irregolare!

      • Sandi Stark says:

        Il PIL procapite e la percentuale di tasse pagate a Trieste erano le più alte di tutto l’Impero. I suoi sono numeri dell’otto, sbagliati e che non ci riguardano perchè non facevamo parte del Lombardo Veneto ma eravamo Austria ed avevamo un’autonomia che oggi non ha nemmeno la provincia di Bozen.

        Siamo stati Austria più a lungo della città di Graz, che ci raggiungerà appena tra un secolo e mezzo. Quando i suoi antenati iniziavano a disegnare graffiti nelle caverne dove vivevano in decine di migliaia, i nostri nonni facevano 11 anni di studi obbligatori senza che chiedessero ai nostri bisnonni un centesimo di tasse scolastiche o di comprare libri e quaderni.

        Il più ignorante dei nostri, sapeva leggere e scrivere due lingue, la maggior parte tre e mio nonno conosceva 8 lingue; 3/4 dei suoi connazionali che ci aggredirono nel 1915 non sapevano scriverne nemmeno una.

        I nostri nonni avevano la casa popolare il giorno dopo che ne facevano richiesta, agli operai dei cantieri veniva dato pure un giardinetto. Nel 1900 i nostri ospedali facevano operazioni al cuore ai vostri immigrati che sfuggivano dalla fame, senza che nessuno si sognasse di chiedere il tiket. Voi non eravate in grado di fare altrettanto nemmeno ad un vostro Re.

        Si facevano radiografie dal 1890, nel 1914 si facevano trasfuzioni di sangue ai neonati affetti di eritroblastosi 30 anni prima che lo scopritore della cura prendesse il Nobel negli USA dove si trasferì.

        Dopo pochi mesi che eravate arrivati voi, anche il più noto dei nostri pochi pazzi irredentisti, Attilio Tamaro, scriveva:

        “È calato qui uno stormo di parassiti, tenori, baritoni, violinisti, mandolinisti, chitarristi… ad esempio un tale va per i caffè, recitando poesie patriottiche sulla guerra a gente che odia la retorica e poi chiede l’elemosina”.

        “La massa è infastidita oltre modo dalla burocrazia che stende i suoi tentacoli..”

        “il governo manca di tatto, in quasi ogni sezione di certi dicasteri pubblici c’è un solo impiegato incaricato di sorvegliare l’animo e le idee dei suoi colleghi. È sempre un individuo non triestino ed ignaro della situazione locale”

        “Irrita la gente il grave disservizio postale e telegrafico”

        “L’Italia ha mandato ed ha permesso che si spingesse qui un’impressionante quantità di impiegati corrotti o corrompibili che ammorbano il mondo degli affari e gli animi dei cittadini”

        Potrei continuare per ore ma Le ho dedicato già troppo tempo, tenga presente quanto è fastidioso per noi, sentire degli emeriti ignoranti che conoscono solo la propaganda dei loro sussidiari, pretendere di insegnare a noi, la storia che i nostri nonni ci hanno raccontato quando ci tenevano sulle ginocchia.

  6. maverick1 says:

    Caro Salice Triestino,
    il TLT, che era sotto affidamento dell’ONU, quest ultimo non nominò mai un Governatore quindi il TLT praticamente non è mai esistito. Come hanno spiegato bene molti giuristi, quel trattato ha solo valenza storica mentre oggi non vale nulla.
    E come se, dopo che l’Alto Adige nel 1919 fu annesso all’Italia, dicessi oggi: quell’annessione fu una ladrata. Tecnicamente è così, ma ormai Bolzabo è italiana quindi non ha più alcun valore esibire quella ladrata dopo quasi 100 anni.
    Capisce?

    • Salice triestino says:

      Le ripeto, si legga i Trattati e vedrà che non è come pensa. Ma perchè parla senza leggersi i documenti! Fa solo una brutta figura.

      Il Territorio Libero di Trieste per nascere non doveva per forza aspettare la nomina del governatore.

      All’entrata in vigore del Trattato di pace del 1947 il TLT è nato, ed è entrato in vigore il suo Statuto Provvisorio, che è parte integrante del medesimo Trattato, Una volta nominato il governatore sarebbe entrato in vigore lo Statuto Permanente, anch’esso parte integrante del Trattato. Statuto provvisorio non significa TLT provvisorio, ma uno strumento provvisorio, preparatorio alla fase successiva.

      Per problemi di politica internazionale, e per il boicottaggio sistematico della scelta del governatore da parte di Italia e Jugoslavia, il governatore non è mai stato nominato. Questo fatto però avveniva a TLT già nato.

      MI dica per cortesia quali sono i giuristi di cui parla.
      Il Trattato di Pace non solo è in vigore a livello internazionale, ma è anche legge corrente dello Stato Italiano (L.3054/1952). Senza di esso, l’Italia torna in stato di guerra coi paesi firmatari.
      Si cerchi il Trattato anche nell’elenco dei Trattati in vigore per gli Stati Uniti nel 2013: http://www.state.gov/s/l/treaty/tif/index.htm lo troverà!

      Per quello che lei chiama Alto Adige, cioè il Sud Tirolo, è un discorso totalmente diverso. E’ stato regolarmente (anche se ingiustamente) annesso all’Italia (nel 1920, non 1919), la quale ha quindi esteso la sua sovranità su quel territorio, che da quella volta non è mai cessata. Se i sudtriolesi volessero uscire dall’Italia dovrebbero per forza, loro malgrado, andare incontro ad un processo di secessione. Invece per Trieste la cosa è ben diversa, la sovranità italiana si è estesa qui nel 1921, è cessata nel 1947 (ed a prescindere da TLT nato oppure no), e non è mai stata ripristinata.

      Qualche altra nota per lei:

      Trattao di pace, art.21, comma 2: “La sovranità italiana sulla zona costituente il Territorio Libero di Trieste, così come esso è sopra definito, cesserà con l’entrata in vigore del presente Trattato.” Quindi la condizione necessaria per la cessazione della sovranità è l’entrata in vigore del Trattato, niente di più. Ed il Trattato è entrato in vigore il 15/9/1947, e lo è anche in questo momento.

      tratto da “Gli accordi per Trieste” di Manlio Udina (1957):
      p.329: “… un solo dato è fuori di discussione, purtroppo: che cioè a decorrere dalla mezzanotte del 15 settembre 1947, data dell’entrata in vigore del trattato di pace, in base all’art. 21 di questo, ha avuto termine la sovranità italiana nell’ambito in cui prima essa si estendeva tra il Mare Adriatico ed i confini definiti agli artt. 4 e 22 del trattato stesso nei rapporti cogli Stati italiano e jugoslavo.”

      tratto da: Foro Italiano, 1957, vol.I.:
      p.53: “Oggi l’Italia esercita su quella zona (Trieste) una amministrazione che, per molti aspetti, può assimilarsi all’amministrazione fiduciaria da lei esercitata in Somalia.”

      Cartina del 1955 della De Agostini, ad amministrazione italiana già insediata, eppure il confine con l’Italia rimane, e di diritto è ancora così: https://fbcdn-sphotos-a-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/893023_1498929073664960_713790410_o.jpg

      E poi il TLT, che lei afferma essere mai nato fu anche uno dei membri fondatori dell’OECE: http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_per_la_Cooperazione_Economica_Europea

      Per finire una cosa simpatica e meno tecnica, il TLT che partecipa col suo ente radiotelevisivo ad una manifestazione canora italiana nel 1950: https://scontent-b-mxp.xx.fbcdn.net/hphotos-prn2/q71/s720x720/1502502_1500423403515527_197210073_n.jpg

      Mi spiace per lei, ma la rivolto come un calzino, più cose scrive, meglio riesco a ribattere, la ringrazio per questo, così sicuramente altri amici de L’Indipendenza possono leggere queste cose.
      Capisce? Ne dubito…

  7. sergio says:

    Spero in una trieste veramente liberata con il porto franco.
    Credo che i veri nemici dei triestini siano napolitano e tutti i comunisti al par suo che abitano a trieste con l’appoggio de “il piccolo “.
    Ergo : trieste non sara’ mai libera !

    • Salice triestino says:

      Il problema non è comunisti o fascisti, sarebbe facile così. C’è una mafia locale e nazionale comune a tutti gli schieramenti politici, che in combutta col governo centrale opera ai danni della città, su più fronti, i maggiori dei quali sono l’inquinamento del territorio, il blocco del buon funzionamento del porto e la negazione dei diritti che ci spettano in base a Trattati internazionali ancora in vigore.

      Il Piccolo, più che appoggiarli, è proprio il loro portavoce.

  8. Salice Triestino says:

    Caro signor maverick1, mi spiace, ma stai farneticando. Avevi già scritto tutte queste stupidaggini, eri stato già rettificato, ma non servito a nulla.
    Fai tanta confusione, l’Istria non c’entra, solo un piccolissimo pezzettino di Istria fa parte del TLT, il resto è passato alla Jugoslavia già nel 1947, mentre l’Isonzo è un fiume, nasce in Slovenia, entra in Italia nei pressi di Gorizia, e sfocia nell’Adriatico nei pressi di Grado, non c’entra assolutamente nulla col TLT.

    Inoltre non puoi dire che la Jugoslavia oggi è Slovenia. Non vuol dire nulla. La Jugoslavia è stata sotituita da sei diversi paesi sovrani, e quelli che riguardano in qualche maniera il TLT sono solamente Slovenia e Croazia, e quest’ultima in maniera marginale.

    Leggiti il Trattato bilaterale italo-jugoslavo di Osimo del 1975, e dimmi dove si dice che la sovranità italiana si estende ora anche su Trieste. Non c’è scritto, nè avrebbero potuto scriverlo, senza incappare in un’immediato annullamento del Trattato in quanto avrebbe violato le disposizioni internazionali previste dal Trattato di Pace del 1947, di ben altro calibro.

    Il TLT è ancora in essere, nulla è intervenuto a modificarne la condizione giuridica; solo quella amministrativa è modificata.

    Non so di dove sei, ma come mai ti dà tanto fastidio se esigiamo ciò che ci spetta?

  9. egenna says:

    Sardegna porto franco.

  10. lory says:

    l’itaglia se vuole sopra vivere deve prepararsi a reprime molte ribellioni, la vediamo bella quando la gente si troverà senza pane, non si vive di sole balle del PD!!!!!!!!!!!!!!!

    • ALTEREGO says:

      ll baraccone italiano sta venendo giù, solo un cieco non lo vedrebbe, ormai le balle di letta napolitano e del pd, non contano più nulla.

  11. maverick1 says:

    Il territorio “libero” di Trieste, Istria e Isonzo fu ufficialmente abrogato nel Trattato del 1975 dove fu scritto che Trieste ufficialmente era italiana mentre gli altri due territori passavano dalla Jugoslavia (oggi Slovenia).
    Non esiste più questo territorio libero, fatevene una ragione

    • Alex Storti says:

      Il trattato di Osimo viola il diritto internazionale.
      Fattene una ragione.
      In ogni caso hai detto bene: da quando si è concretizzata l’occupazione abusiva italiana, il Territorio di Trieste non è più libero. E’ schiavo.
      Le catene si spezzeranno nel 2014.
      Buon Anno Nuovo, Be Prepared
      Alex Storti

    • Salice Triestino says:

      La risposta completa per maverick1 qualche messaggio più sopra. Ho inviato un nuovo messaggio invece di fare reply.

      Ma ne approfitto per completare la risposta.

      In ogni caso il Trattato di Osimo riguardava solamente le due amministrazioni italiana e jugoslava del TLT, tutto quello che era fuori da confini del TLT, era già dal 1947 o Italia o Jugoslavia. Da ciò si evince che non hai MAI letto il Trattao di Osimo, nè tantomeno, ovviamente, quello di Parigi del 1947.

  12. Paolo L. Bernardini says:

    Verissimo. Orgoglioso di aver marciato con voi! Un abbraccio fraterno, Paolo.

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