Alghero, si è conclusa la tre giorni indipendentista

di REDAZIONE

Grande affluenza da tutta la Sardegna alla prima Conferenza internazionale delle nazioni senza stato, organizzata dalla Fondazione Camillo Bellieni di Sassari conclusasi ieri ad Alghero alla quale hanno partecipato irlandesi, baschi, catalani, occitani, scozzesi, friulani, ladini. Tre giorni di studi (dal 24 al 26 agosto) dedicati a lingue, letterature, storie civili e politiche, fisco, problematiche economiche ed assetti istituzionali dinanzi all’Unione Europea. L’evento vuole mettere a confronto i problemi e le esperienze che investono le nazioni senza Stato e le regioni in cui sono presenti minoranze linguistiche e culturali.

Grande interesse ha suscitato la relazione del presidente della Fondazione ‘Sardegna Zona Franca’, Mario Carboni. ”In relazione alla possibile chiusura dell’Alcoa – ha detto Mario Carboni – stigmatizziamo il comportamento coloniale della multinazionale proprietaria che ha sfruttato ed avvelenato il Sulcis per decenni e che ora vuole abbandonare la Sardegna come un limone spremuto. A Portovesme e’ stata istituita la Zona franca col decreto legislativo del 10 marzo n.75 del 1998 in attuazione dell’articolo 12 dello Statuto sardo”. Carboni ha definito ”scandaloso l’atteggiamento delle forze politiche e soprattutto sindacali che ignorano questa possibilita’ di sbocco per la crisi del polo industriale sulcitano”.

“Ignorare i diritti dei sardi – ha aggiunto – a uno sviluppo ed a un’alternativa di sistema basati sulla fiscalità di vantaggio, ignorare per evidenti motivi di ostracismo ideologico le opportunità aperte dall’applicazione del nostro statuto, rischia di portare i lavoratori in un vicolo cieco, alimentando solo un ribellismo fuori dal tempo senza sbocchi che non siano il trito assistenzialismo di sempre”. Carboni ha sottolineato ”come la Regione sarda non abbia ormai colpevolmente, ma anche senza che le forze politiche,imprenditoriali e sindacali abbiano sollecitato questo adempimento, determinato la delimitazione territoriale e ogni altra disposizione necessaria per la loro operativita’”. “La Zona franca a Portovesme e in altri porti ed aree industriali funzionalmente collegate o collegabili sarebbe un’alternativa vincente per attrarre capitali imprese o per riconversioni ad altre produzioni e servizi e quindi salvare e creare posti di lavoro ora a grande rischio e senza alternative in vista”, ha concluso.

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5 Comments

  1. loris says:

    Noi non siamo stati invitati, ma in effetti legalmente siamo uno stato occupato.

  2. Dan says:

    Ecco bravi, vi siete divertiti ?
    Avete giocato a fare i sardi indipendenti ?
    Avete parlato sardo, mangiato sardo, bevuto sardo e, facendo il verso a quella bestia di Vittorio Emanuele, inculato qualche bel muflone come ai bei tempi andati ?
    Fantastico ! Adesso, da bravi, tornate tutti nei ranghi: a cantare fratelli di taglia, a pagare l’imu, a farvi chiudere le imprese dallo stato itagliano, a finire eternamente disoccupati e cose così.
    Qualora vi foste stufati di giocare agli indipendentisti ed eternamente inchiappettati da Roma, sappiate che ci vorrà qualcosa di più di una tre giorni di pane carasau.

    • Mario Venturini says:

      Ullallaa, come la sai lunga. Bella predica, ma nemmeno tu vai oltre il pane carasau.

      Quando dicevamo che bisogna:

      1) riunire la forza
      2) organizzarla
      3) cercare il nemico
      4) distruggerlo
      5) costituire la Repubblica

      ci avete inchiappettati voi, perche’ la forza l’avete distrutta. L’avete distrutta. E’ un fatto.

      Te lo dice anche il Mario Cavallin che oggi si lamenta pure lui ma che e’ con loro da almeno trent’anni. Fatti dire come ci trattavano.
      http://www.lindipendenzanuova.com/nazioni-stato-conferenza/#comment-42153

      In 21 anni (ventuno) ci sono stati in tutta Europa soltanto 2 (due) incontri di questo tipo denominati alle “Nazioni senza Stato” e quindi non si puo’ dire che quei disgraziati dei (presunti) rappresentanti facciano carte false per finire sui giornali a sproposito e ad infastidire i lettori ogni minuto, come invece fanno di regola in estate i “barlafus” ad ogni pie’ sospinto.

      Occupandosi della (loro propria) Nazionalita’ essi infastidiscono semmai quei politicastri che credendosi gli Dei sulla Terra pretendono che le “nazioni” quelle vere (non le loro inesistenti) alzino la cresta, quando esse potrebbero benissimo stare schiacciate all’interno dei carrozzoni chiamati “stati-nazione” che in fatto son sempre Governi alieni i quali si impicciano di Nazioni magari piu’ forti ma molto meno furbe.

      Anzi direi sicuramente piu’ forti (lo vedi dal loro PIL di solito) ma con una classe dirigente di emeriti barlafus (per non dire codardi) che si fanno votare e poi vendono la Nazione alle “multinazionali camuffate da stati-nazione” appunto. Prendendo soldi (molti) che non porteranno mai nella tomba.

      Gli interventi dei relatori sono stati chiarissimi.

      La loro lenta opera di costruzione della forza (anzi ricostruzione di quella quotidianamente smembrata dai barlafus) deve pur essere eseguita da qualcuno.

      E non possiamo nemmeno far capolino una volta, una che e’ una, ogni venti anni? Nemmeno adesso che la cariatide ha schiantato?

      Ma fate il piacere…..

      (Mario Venturini)

      • Dan says:

        “1) riunire la forza
        2) organizzarla
        3) cercare il nemico
        4) distruggerlo
        5) costituire la Repubblica”

        Mamma mia che grande piano: già mi vedo rambo con M16 e l’indiano di Predator con il coltello tra i denti.
        Intanto però sono curioso di sapere quanti indipendentisti si trovano in questo momento davanti le miniere di carbone di Carbosulcis dove stanno quegli operai a 300 metri di profondità con un quintale di esplosivo evidentemente pronti a farsi saltare.

        • Mario Venturini says:

          Eh sì l’avevamo capito che hai voglia di scherzare, i quattro milioni di voti ve li siete fottuti voi.

          Andate avanti così.

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