Alfano, i comizi di Salvini e il tour dei centri sociali. Chi ci va a nozze? E chi ci perde la vita…

di MARCELLO RICCIla+vita+agra-milano

Matteo Salvini è oggetto di ripetute aggressioni da parte dei “centri sociali”; vogliono ostacolarne l’attività politica. Salvini, neanche a dirlo, ne esce rafforzato elettoralmente.  Intervengono le Forze dell’Ordine, anche per garantirne l’incolumità e a volte deve limitare il tempo della manifestazione. Angelino Alfano – viene voglia per lo sguardo chiamarlo Luciferino – dopo aver premesso che non condivide una sola parola di quanto dice Matteo, lamenta il ripetuto impiego degli agenti per garantire l’esercizio dei diritti costituzionali. I disordini negli interventi di Salvini sono sempre causati dai “centri sociali”; non si comprende come conoscendo i fomentatori dei disordini non si provveda in anticipo a bloccarli nelle loro sedi, anziché agire quando giungono nei luoghi in cui manifestano Lega Nord e Noi con Salvini.

Il ministro dell’interno, attraverso i servizi, conosce in anticipo come e dove i “violenti asociali” entreranno in azione e ci si chiede se tutto può essere spiegato con l’assenza di attività cerebrale del ministro o con una tacita connivente tolleranza. Comunque la si metta, Alfano è organico ad un governo notevole per supponenza , quanto per inefficienza. Il Roditore fiorentino, dittatore da circo, circondato da una corte di plaudenti incapaci, crea danni e rivolte , ultima quella ventilata del blocco degli scrutini, in un settore basilare come la scuola.

La disoccupazione non accenna a diminuire, le attività imprenditoriali sono in costante sofferenza, il volume degli affari non aumenta, pezzi importanti anzi fondamentali dell’industria sono stati venduti a stranieri, altri seguiranno la stessa sorte, per cui si avranno un ulteriore aumento della disoccupazione. La pressione fiscale, da primato mondiale, frena ogni forma di ripresa e finisce per incrementare evasione e disperazione.

Con l’IVA al 26% è naturale tentare di evaderla, anche quando sono consentiti recuperi fiscali su determinati lavori, ma diluiti in 10 anni. Il pachidermico e inefficiente apparato statale resta in piedi, non è ridimensionato, riorganizzato. La disperazione trionfa, non c’è futuro; i giovani più validi e preparati a fuggono all’estero e gli imprenditori sono costretti , in alcuni casi, logorati dalle difficoltà a chiudere con l’amarezza di dover affrontare una difficile vecchiaia. A volte il peso del fallimento li spinge all’atto estremo: il suicidio. Nel caotico traffico cittadino, nelle vicinanze di Palazzo Chigi, parlando con il conducente del taxi di questi suicidi, questi ha fatto una riflessione molto amara, cinica, ma non priva di logica:” Questi disperatati , prima di suicidarsi, potrebbero far fuori qualcuno di quelli che è stato causa della loro disgrazia, tanto cosa cambierebbe per loro?”

Print Friendly

Recent Posts

Leave a Comment