Alfano, ovvero il segretario d’azienda del solito Silvio Berlusconi

di MATTEO CORSINI

Diciamolo, è ufficialmente tornato Silvio Berlusconi, che tra le tante affermazioni ha anche detto: “Le cose che ho in mente vedono Alfano segretario del Pdl”. Ormai non passa settimana senza un ripensamento da parte di Berlusconi sul suo futuro (dis)impegno in politica. L’unica cosa che mi pare certa, da circa un anno e mezzo, è che Berlusconi considera il ruolo di segretario politico di un partito in tutto e per tutto identico a quello di un segretario amministrativo in un’azienda. Una persona, cioè, che tiene l’agenda del capo, smista le telefonate e la corrispondenza, ecc… Il fatto è che Alfano pare proprio essere d’accordo con Berlusconi nel fare la parte dell’assistente personale del presidente. E così, ogni volta che Berlusconi cambia idea – in questi ultimi mesi, almeno una volta a settimana – Alfano si accoda. Il caso delle primarie per individuare il candidato a essere sconfitto alle prossime elezioni politiche è emblematico: dovrebbero tenersi il 16 dicembre, ma è tutto ancora molto teorico.

Non che a me personalmente la cosa interessi più di tanto; semplicemente continuo a stupirmi (ma credo che non dovrei) nel constatare quanto male possa invecchiare una persona e quale mancanza di orgoglio e dignità personale possa averne un’altra. Che Berlusconi stia invecchiando pessimamente è evidente, e non da oggi. Probabilmente non si renderebbe conto della realtà neanche se, decidendo infine per fondare un clone di Forza Italia, racimolasse alle prossime elezioni percentuali da Fli. Se non crede alle primarie e non riesce a pensare a un partito di cui lui non sia il capo assoluto, lo si può anche umanamente capire: in fin dei conti finora ha sempre comandato lui, ma, sempre lui, ha messo quattrini laddove i suoi ascari hanno messo solo chiacchiere.

Ma quando parla della necessità di facce nuove, dà l’impressione di ritenere se stesso una faccia nuova. Quasi non fossero ormai vent’anni che è protagonista, nel bene o nel male, della politica italiana. Va bene che in confronto a Fini, Casini, o ad autentici immortali come Pisanu, Berlusconi è ancora una specie di novellino, ma non credo che un confronto del genere entusiasmi gli italiani.

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2 Comments

  1. Enzo says:

    Berlusconi ha delle responsabilità immense nel declino dell’itaglia, devo comunque dire che per quanto antipatico, penso sia sempre meno peggio rispetto a tanti del suo partito o della Lega. Berlusconi a curato i suoi interessi ed èm grave, ma altri hanno deliberatamente fatto del male alle persone, e spesso per accaparrarsi delle briciole di pane.. che forse è ancora peggio.

  2. Antonino Trunfio says:

    30 + 1 = 31 !!! visto che non va via nessuno, tra ottuagenari e oltre, tra chi come d’alema, mancino, casini, fini solo per citare i più noti sguazzano nel palazzo chi da 30, chi da 40 anni e oltre, si sarà detto il povero Silvio :
    non posso mica lasciarli soli !!

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