Alemanno viaggiatore smentisce: nessuna valigia di soldi in Argentina

di PINA BUONGIORNOroma allagata

“Come viene confermato oggi dalla Procura di Roma la notizia dei miei viaggi in Argentina per portare soldi e’ totalmente e manifestamente infondata”. Lo ha detto l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in merito a una intercettazione telefonica, riportata su vari quotidiani, in cui si parla di uno spostamento di soldi all’estero. “Questa notizia nasceva da un’intercettazione di una persona a me evidentemente ostile, come Luca Odevaine, braccio destro di Walter Veltroni, da me allontanato dagli incarichi con il Comune di Roma”.

“Inoltre – ha continuato l’ex sindaco – l’idea che io e mio figlio allora minorenne ci recassimo dall’ altra parte del mondo per portare soldi, non solo puo’ apparire folle a qualsiasi giudizio equilibrato ma e’ facilmente riscontrabile attraverso i nostri passaporti. Infatti gia’ ieri dalle carte risultava che gli inquirenti, dopo le opportune verifiche, avevano scartato questa pista. Tutto cio’ non ha impedito agli organi di informazione di dare la massima evidenza a questa notizia e io oggi chiedo che uguale risalto venga dato alla smentita proveniente dalla Procura: non solo non ho mai portato un euro fuori dalle frontiere ma ho dovuto, come piu’ volte spiegato, vendere una casa e accendere un mutuo per pagare i miei debiti della mia campagna elettorale. Anche questo e’ facilmente riscontrabile sulle carte”, ha concluso.

Queste sono le dichiarazioni di Alemanno dopo le notizie di stampa (di seguito, quanto pubblicato ad esempio da Il Fatto), che pubblicavano alcuni passaggi con le intercettazioni tra gli imputati dell’inchiesta su Mafia Capitale. Per correttezza, pubblichiamo sia la smentita dell’ex sindaco sia il servizio che ripropone i dialoghi agli atti in procura.

 

di ANTONIO MASSARIalemanno

Quei soldi in Patagonia e lo strano furto mai denunciato. La posizione di Gianni Alemanno, nell’indagine sulla “mafia capitale”, è ricca di dettagli che portano il Ros dei carabinieri ad annotare un episodio di “presunta esportazione di valuta in Argentina da parte dell’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno”.

E’ il 31 gennaio 2014 il Ros dei Carabinieri intercetta una conversazione, negli uffici della Fondazione Integrazione. Ecco i protagonisti del dialogo: Luca Odevaine, uomo forte della giunta guidata da Walter Veltroni nel settore immigrazione, Mario Schina, consigliere della cooperativa “Il percorso”, che si occupa di campi rom, e Sandro Coltellacci, collaboratore di Salvatore Buzzi, patron delle cooperative rosse in affari con Massimo Carminati. È Coltellacci a toccare il tema più caldo della conversazione, parlando di un soggetto che, in passato, ha avuto dei problemi con Alemanno e che avrebbe “spallonato” dei soldi all’estero.

“Abita qua … dentro a ‘sto palazzo …”, dice Odevaine, “che fijo de ’na mignotta … ha litigato con Alemanno … per soldi se sò scannati … ma sai che Alemanno si è portato via… ha fatto … quattro viaggi … lui ed il figlio con le valigie piene de soldi in Argentina … se sò portati … con le valigie piene de contanti … ma te sembra normale … che un sindaco …”. Schina pone un interrogativo: “E nessuno l’ha controllato?”. “No”, risponde Odevaine, “ è passato al varco riservato … un attore per me …”. “Io invece”, continua Odevaine, “pensavo che… se li portava via tutti lui …”. “Sembrava sembrava … che il sindaco non toccasse …”, replica Schina, “invece ‘a toccati…”.

Un furto in casa

La conversazione prosegue su uno strano furto subìto da Alemanno. “Poi – dice Odevaine – ad un certo punto… deve essere successo qualche casino … perché ad un certo punto a Alemanno gli hanno fatto uno strano furto a casa … “. “Cercavano qualche pezzo de carta …”, interviene Schina, e Odevaine conclude: “Cercavano … eh si secondo me ce … credo che hanno litigato perché Alemanno ha pensato che ce li ha mandati questo …”. I Carabinieri hanno verificato che il 15 ottobre 2013, Alemanno ha davvero subito un furto in casa, ma non l’ha denunciato: “Tale reato – scrive il Ros – però non trova riscontro in banca dati in quanto non risultano essere state sporte denunce né da Giovanni Alemanno né dalla moglie convivente Isabella Rauti.

Lo staff di Alemanno replica con una nota la versione dell’ex sindaco: “Si tratta di una millanteria totalmente infondata. Non ho portato mai soldi all’estero tantomeno in Argentina. Io sono l’unico sindaco di Roma che al termine del suo mandato è più povero di quando ha cominciato perché ho dovuto vendere una casa e aprire un mutuo per pagare i debiti della campagna elettorale. Nella fattispecie il furto di cui si parla è avvenuto ad ottobre 2013 e basta aprire google per constatare che è stato ampiamente pubblicizzato. Per quanto riguarda il viaggio in Argentina ci sono stato per pochi giorni con la mia famiglia e un folto gruppo di amici a capodanno 2011-2012 per andare a vedere i ghiacciai della Patagonia”.

Accuse contraddittorie

Non si tratta però dell’unico riferimento a denaro circolato negli ambienti legati ad Alemanno. L’accusa sostiene infatti che le tangenti siano passate direttamente attraverso la segreteria dell’ex sindaco: “Massimo Carminati e Salvatore Buzzi”, si legge negli atti d’indagine, “erogavano a Gianpiero Monti” ingenti “somme di denaro”. L’obiettivo era influenzare l’assegnazione delle opere pubbliche e Gianpiero Monti all’epoca, non era soltanto “l’addetto alla segreteria particolare del sindaco presso Roma Capitale”, ma anche e infatti, sostiene l’accusa, le tangenti passavano direttamente attraverso la segreteria di Gianni Alemanno. “Massimo Carminati e Salvatore Buzzi”, si legge negli atti d’indagine, “erogavano a Gianpiero Monti” ingenti “somme di denaro”.

da ilfattoquotidiano.it

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