Albertini: la ricca campagna di Maroni grazie ai soldi di Roma ladrona

di REDAZIONE

Gabriele Albertini, candidato alla presidenza della Regione Lombardia e al Senato per la LIsta Monti, ha sostenuto oggi che fu l’ex tesoriere della Lega Nord, Maurizio Baiocchi, a modificare la dicitura da finanziamento pubblico a rimborsi elettorali nella legge sui fondi ai partiti. “Ed e’ per questo che ora il ‘barbaro sognante'”, Roberto Maroni, “puo’ guardare il cielo di Lombardia da 700 postazioni costate un milione e mezzo di euro”, ha attaccato, facendo riferimento ai manifesti 6×3 dell’avversario nella corsa al Pirellone (che lo ritraggono, con dietro uno sfondo azzurro). “Maroni puo’ farlo”, ha continuato il candidato centrista al Pirellone, “perche’ ha i soldi di Roma ladrona”.

Albertini ha detto di non considerare un “fatto censurabile” la decisione di Maroni di ricandidare sette consiglieri leghisti uscenti su venti, tutti indagati nell’ambito della inchiesta sui rimborsi ai gruppi consiliari al Pirellone. L’ex sindaco di Milano ha sottolineato che, in qualche modo, e’ la legge regionale in vigore ad aver consentito quelle irregolarita’, perche’ “lascia la piena discrezionalita’ su come spendere” gli ingenti rimborsi a disposizione di ciascun consigliere, “pari a 100 mila euro”, attraverso il meccanismo dell’autocertificazione. A questo proposito ha detto di volersi ispirare al Parlamento Europeo e al metodo adottato dal gruppo del Ppe che destina ad ogni singolo deputato 25 mila euro e chiede che tutte le spese siano documentate. “Noi saremo molto piu’ severi”, ha pero’ aggiunto, citando il codice etico che ogni candidato della sua lista e’ tenuto a rispettare. “Non si possono comprare cartucce per dimostrare la vicinanza a organizzazioni venatorie, ne’ pagare i matrimoni ai figli”, ha sottolineato citando le spese fatte da due consiglieri leghisti, in base ai controlli della procura di Milano.

”Oggi sono ottimista, i sondaggi ci danni in crescita e non possiamo che migliorare. Mi candido solo in Lombardia, senza paracadute a Roma come altri: se vinco sono presidente della Regione Lombardia, se perdo faro’ il consigliere regionale della mia regione”. Cosi’ il segretario della Lega Roberto Maroni alla presentazione della lista civica a suo sostegno a Varese. ”La mia e’ una lista civica vera, non una patacca come quelle dei miei avversari”, ha ribadito il candidato governatore. ”Tante – ha poi aggiunto sull’esperienza Formigoni – sono state le buone esperienza della Regione Lombardia in questi 17 anni, che voglio continuare ma mettendo qualcosa di nuovo”.

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2 Comments

  1. Massimo vaj says:

    Nessun commento significa che i leghisti non si meravigliano più di niente e pensano che il gioco si fa duro e quando è duro, prima o dopo si sporca, come qualcos’altro che duro la lega non l’ha più…

    • Franco says:

      I leghisti non si meravigliano più di niente perchè sono diventati diligentemente parte integrante di questo sistema marcio,che contribuiscono a legittimare ogni giorno di più!Altro che INDIPENDENZA DELLA PADANIA è ASSOLUTA DIPENDENZA e OBBEDIENZA a ROMA PADRONA !!

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