Albertini: non partecipo alle primarie. Meglio Ambrosoli di Maroni

di GIANMARCO LUCCHI

Gabriele Albertini chiede a Oscar Giannino di ripensarci. Nel giorno in cui il giornalista ha annunciato che il movimento ‘Fermare il declino’ non sosterra’ la sua candidatura alla presidenza della Regione Lombardia, l’ex sindaco di Milano scrive, in una nota: “Caro Oscar, lo hai scritto tu stesso: restare da soli e’ una bruciante sconfitta. Ma non vedo la necessita’ di decretare tale sconfitta; per
parte mia non ho nessuna intenzione di lasciare sola alcuna espressione civica – liberale o popolare che sia – che voglia dare un contributo alla buona politica e alla buona amministrazione in Lombardia”. “Hai scritto che ‘Fermare il declino e’ nato per unirsi e comporsi con pezzi di societa’ civile’ – prosegue Albertini -. Ed e’ proprio l’unita’ la strada giusta di cui la nostra regione come tutto il nostro Paese ha bisogno, senza far diventare il pedigree civico un nuovo steccato. L’oltranzismo antipartitico di questi giorni e’ pericoloso e ingiusto, sia nei confronti dei tanti bravi amministratori che hanno gestito bene la cosa pubblica fino ad oggi, sia dei tantissimi elettori che hanno democraticamente espresso la loro fiducia verso partiti e candidati”.

“Certo, se non aver mai avuto una tessera politica in tasca o aver assunto responsabilita’ di governo o rappresentanza nelle istituzioni della Repubblica sia locali che centrali e’ la condizione per ‘fermare il declino’ del nostro Paese, allora io sono il candidato sbagliato, ma non da oggi, da sempre. Ma l’Oscar Giannino che conosco non e’ un antipolitico e per questo confido che voglia ripensarci e condividere con me la pazienza che il momento richiede”.

In serata l’ex sindaco di Milano poi interviene alla Zanzara di Radio 24: “Le primarie di coalizione non le faccio. La mia lista deve essere civica e non apparentata. Non voglio coalizioni predeterminate perche’ voglio fare un governo indipendente dai partiti. Ho gia’ scelto per la mia lista – spiega Albertini – il magistrato Stefano Dambruoso. Dambruoso potrebbe fare l’assessore alla legalita’ e alla trasparenza, o l’assessore alla sanita’.” Tra Ambrosoli e Maroni alla guida della Lombardia chi preferisce? Chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo: “Sono piu’ amico di Ambrosoli e la raccolta firme antieuro di Maroni non mi e’ piaciuta per niente”.

E’ un giudizio ”positivo” quello che invece  Albertini da’ della riunione del direttivo regionale del Pdl in cui si e’ deciso di chiedere alla Lega Nord di trovare una ”sintesi su una figura del Pdl o vicina al Pdl”. ”Questo – ha sottolineato l’ex sindaco – eviterebbe quelle primarie di coalizione cui in ogni caso non potrei inserirmi, per rispetto della societa’ civile che mi ha invitato a farmi avanti e che continua a farlo, come mostrano l’adesione di 193 amministratori di Comuni e Istituzioni lombarde e le centinaia di lettere e messaggi di associazioni, gruppi, e persone comuni che ho ricevuto. Se questo non sara’ possibile, ciascuno si assumera’ le sue responsabilita”’. ”Chiedo a tutti di fare le verifiche politiche in tempi brevi. Fare chiarezza con rapidita’ e’ necessario e dovuto, innanzitutto agli elettori lombardi”.

Alla posizione assunta dagli azzurri ha replicato il segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini: “Il Pdl vuole un suo candidato alle Regionali? la risposta della Lega Nord e’ che ”il candidato piu’ forte c’e’ gia’, e si chiama Maroni”.  ”Chi vuole sostenere lui, e con lui la sua battaglia per tenere finalmente il 75% delle tasse dei lombardi in Lombardia – ha aggiunto – il segretario della Lega Lombarda -, si faccia avanti velocemente. Intanto la Lega e’ gia’ al lavoro, e nei prossimi giorni Maroni incontrera’ i cittadini a Milano, a Brescia, a Pavia, a Como, a Varese, in Val Brembana e a Bergamo”. ”C’e’ chi parla, c’e’ chi fa – ha concluso -. Buon lavoro futuro Presidente!”.

Tornando alla posizione del Pdl, al termine della riunione nella sede di viale Monza, i vertici lombardi del partito (fra cui il governatore uscente Formigoni) hanno brevemente incontrato la stampa lasciando al coordinatore Mantovani di indicare le principali linee  d’azione per individuare la candidatura alle presidenza della Regione Lombardia. ”Il primo obiettivo – ha spiegato – e’ di trovare la strada concreta per l’unita’ di tutto il centrodestra nazionale e lombardo, aperto a forze nuove e civiche per continuare il buon governo”. Sui rapporti con la Lega che ha deciso di candidare direttamente il segretario Roberto Maroni, Mantovani ha sostenuto che l’opinione condivisa nel Pdl e’ che ”sia riduttivo dover cedere la guida della terza regione del nord” all’alleato che esprime i presidenti di Veneto e Piemonte. Per questo ”proporremo magari gia’ in settimana – ha proseguito – un tavolo con la Lega per trovare una sintesi su una figura possibile indicata dal Pdl o vicina al Pdl, insieme alla Lega faremo questa scelta”. L’ultima ipotesi – ha concluso il coordinatore regionale del Pdl – cioe’ ”non addivenendo a un momento di sintesi non escludiamo che possano esserci primarie come momento risolutivo per superare le incertezze dei partiti”.

Un quadro che e’ stato completato dal coordinatore nazionale Ignazio La Russa con giudizio complessivo sul futuro delle alleanze. ”L’election day che si profila pressoche’ inevitabile – ha avvertito l’ex ministro della difesa – comporta ragionamenti diversi da quelli dei giorni scorsi: non credo possano esistere in Lombardia alleanze diverse da quelle nazionali. Sarebbe per esempio ben strano che si profilasse in Lombardia con la Lega una coalizione diversa da quella nazionale”.

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6 Comments

  1. Lucky says:

    pescano di quà pescano di là, ma i “don” comunque si chiamino non sono dei mafiosi? e che ci fanno nella nostra terra? RAUS, maiali!!!

  2. emergenza_stival says:

    Il saxofonista varesino si troverà a fargli campagna contro metà del suo partito, altro che liste patacca di sostegno stile vecchio blocco padano, non riuscirà ad avere nemmeno tutti i voti legaioli, è perdente in partenza.

    • Veritas says:

      Mi piace la precisione, Maroni non è saxofonistra ma pianista.
      Mi piace la precisione: Albertini continua a far finta di capire che la Lega è contro l’Europa mentre vuole solamente esssere trattata molto meglio dall’Europa.
      That’s all.

  3. Don Ferrante says:

    Pescano entrambi nello stesso laghetto a pagamento nel quale nuota solo una parte della borghesia, troppo piccola per riempire le celle ….frigorifere!

    Il grosso dell’elettorato è formato da pensionati, operai, impiegati e piccoli imprenditori, che in Giannino vedono l’uomo di spettacolo ed in Albertini l’uomo…non saprei !

    Giannino ha pochissime chances, mentre Albertini, alleato con una forza populista, può avere successo nell’inclita e nel volgo, proprio dove Maroni spera di “allargarsi” !

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