Al voto in Kosovo per l’autonomia dell’enclave serba

di REDAZIONE

In Kosovo si è chiusa ieri la campagna elettorale per le elezioni locali di domenica, passaggio cruciale per la normalizzazione dei rapporti tra Pristina e Belgrado e per il futuro della convivenza interetnica tra la maggioranza albanese e la minoranza serba. Per la prima volta le elezioni locali si tengono anche nel nord del Kosovo a maggioranza serba, in gran parte ostile alla sovranita’ di Pristina.

Il voto locale, previsto dallo storico accordo del 19 aprile scorso a Bruxelles fra i premier serbo Ivica Dacic e kosovaro Hashim Thaci con la mediazione del capo della diplomazia Ue Catherine Ashton, e’ destinato in primo luogo a dare forma concreta alle nuove comunita’ autonome dei serbi (Associazione delle municipalita’ serbe), previste dall’accordo di aprile e che sostituiranno le istituzioni parallele di governo serbe (scuole, sanita’, tribunali, amministrazione) nel nord del Kosovo, appoggiate e finanziate da Belgrado e considerate illegali da Pristina e da gran parte della comunita’ internazionale.

A favore delle elezioni locali sono schierati i governi di Belgrado e Pristina, mentre le frange piu’ estremiste e radicali da entrambe le parti – contrarie all’accordo di aprile e ostili a ogni ipotesi di avvicinamento e riconciliazione fra serbi e albanesi in Kosovo – contestano il voto di domenica e invitano al boicottaggio. Sara’ interessante vedere in che misura i serbi del Kosovo, in particolare nel nord a maggioranza serba, sfrutteranno questa importante occasione per fare un passo avanti decisivo nel futuro della loro difficile convivenza con la componente albanese.

Un recente sondaggio condotto dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp) ha rivelato che solo il 16% dei serbi del nord intenderebbe recarsi alle urne, rispetto al 44% che sarebbe orientato verso il boicottaggio. In Kosovo su una popolazione di circa 2 milioni di abitanti, oltre il 90% e’ di etnia albanese, mentre i serbi sono circa 120 mila, 40 mila dei quali concentrati nel nord confinante con la Serbia, e il resto nelle tante enclavi serbe sparse su tutto il territorio del Paese, che ha proclamato unilateralmente l’indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio 2008.

Nell’ultimo giorno di campagna elettorale si sono recati in Kosovo il vicepremier serbo Aleksandar Vucic e il ministro responsabile per le questioni del Kosovo, Aleksandar Vulin, per un ultimo appello ai serbi affinchè vadano a votare. Da settimane la dirigenza di Belgrado rivolge inviti pressanti ai serbi a votare domenica perche’ – dicono – solo cosi’ potranno eleggere propri rappresentanti nelle comunita’ autonome serbe: legali, legittimi e riconosciuti da Belgrado, Pristina e dalla comunita’ internazionale. In caso contrario, se i serbi diserteranno le urne, ammonisce il governo di Ivica Dacic, a guidare le municipalita’ serbe del Kosovo potranno essere esponenti albanesi. (Ansamed)

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3 Comments

  1. Silvia says:

    Il primo link non l’ho postato io
    Su, un po’ di serietà per favore…

  2. Silvia says:

    È un pezzo un po’ lungo ma può aiutare a comprendere, a chi fosse interessato, che cosa sta succedendo in Kosovo e il motivo della bassa affluenza della minoranza serba presente in questo Stato alle urne rispetto a quella piu’ alta degli abitanti della Serbia.

    http://www.eurasia-rivista.org/serbia-e-kosovo/19023/

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