Al voto: botte fra tutti. Ma intanto Bersani riapre a Monti

di GIORGIO CALABRESI

Il Pd prende per i fondelli il Cavaliere che parla di imminente sorpasso, ma intanto si preoccupa e ripropone l’accordo con il premier Monti. Così Pier Luigi Bersani sbeffeggia Silvio Berlusconi che appunto annuncia l’imminente sorpasso del centrodestra ai danni del centrosinistra. Ma intanto rinnova l’apertura a Mario Monti che, nonostante i continui battibecchi con Nichi Vendola, non respinge l’offerta, anche se la condiziona a un programma di riforme condiviso. Intanto, nel centrodestra, il condono tombale apre una querelle fra Pdl e Lega, costringendo Angelino Alfano a raddrizzare la rotta.

Durante una videochat organizzata da La Stampa, il premier mette in guardia su possibili ”colpi di coda” della crisi a causa delle ”promesse millenaristiche”. Cita la ”polpetta avvelenata” del Cavaliere sulla restituzione dell’Imu. Ma qualche bacchettata la rifila anche a sinistra: stigmatizza il rischio ”disgregazione”, paragonando l’alleanza Pd-sel alla rissosa coalizione di Romano Prodi. Evita di fare danni peggiori dribblando la domanda sulla credibilita’ di un eventuale governo Vendola-Bersani: ”Lascio ad altri questa valutazione”, si schermisce. Del resto e’ lui stesso ad ammettere che una ”grande coalizione” e’ necessaria per fare le le riforme indispensabili al Paese.

Sul fronte opposto Berlusconi non cambia strategia. Attacca a testa bassa Bersani, ma soprattutto Monti. ”Sono disperati perche’ credevano di avere la vittoria a portata di mano” e invece la distanza si riduce e ora ”siamo in area di sorpasso”. Seguono i consueti affondi contro il premier, accusato dal Cavaliere di ”truffare” gli italiani con ”stupidaggini” e ”panzane” e di aver creato in un anno ”mezzo milione di disoccupati”.

Anche da sinistra le bordate sono tutte per Monti. Vendola non risparmia critiche, definendolo ”inaffidabile”. E per far capire l’antifona al Pd, chiude la porta a qualsiasi alleanza: ”Bersani sa bene che o entra Vendola o entra Monti”, dice il governatore. Ma e’ un avvertimento che il segretario ignora: da Berlino – dove vola per incontrare l’influente ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble per rassicurarlo sull’indirizzo economico che intende dare al Paese – risponde dapprima ai sondaggi del Cavaliere: ”Il sorpasso lo stanno vedendo col binocolo”, ironizza. Si dice ”prontissimo a collaborare con tutte le forze” anche se arrivassimo al 51% ”contro il leghismo, contro il berlusconismo e quindi certamente anche con il professor Monti”. Del resto, ricorda, ”il professore lo abbiamo voluto noi”. Non che sia una novita’. Lo stesso Bersani lo ricorda: la linea e’ questa da tempo.

Ma dopo il duello verbale degli ultimi giorni, l’apertura al professore fa notizia. Anche perche’ il leader del Pd tende la mano al premier anche su altro: voglio ascoltare i sindacati, ma senza arrivare alla ”paralisi sociale”, dice ad esempio. Certo, precisa strizzando l’occhio a Vendola, le alleanze non saranno fatte a qualsiasi prezzo, visto che ”ho sentito cose che non mi convincono” su unioni civili e lavoro. La disponibilita’ di Monti arriva da Pordenone, tappa del tour del professore nel Nord-Est: ”Apprezzo questa frase di Bersani dalla Germania. Saro’ disponibile ad alleanze”, ma solo con ”coloro che saranno impegnati in riforme strutturali”, dice il premier, poco prima di annunciare – per la gioia dei tanti imprenditori locali – l’anticipo della rimodulazione di Irpef e Irap al 2013. Ma Vendola non ci sta e ribadisce la sua ”incompatibilita”’ con il professore: ”Capisco che Monti sia un po’ disperato” per la crisi di consensi, ma non trovera’ ”sponde da parte nostra”. Mentre Bersani e Monti si avvicinano, il condono tombale ventilato da Berlusconi crea la prima frizione con la Lega. Il no di Maroni e’ secco: ”Non e’ nel programma”, dice tranchant. Angelino Alfano e’ cosi’ costretto a gettare acqua sul fuoco: ”Avverrebbe solo all’interno di una riforma tributaria”, assicura il segretario del Pdl.

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