AL SUD 80 MILIARDI OGNI ANNO: LOMBARDIA, EMILIA E VENETO PAGANO

di GIANLUCA MARCHI 

È  l’altissima spesa pubblica che continua a rappresentare la palla al piede di questo sgangherato Paese, con effetti che si ripercuotono  negativamente sull’economia reale e sul sistema produttivo, tanto che le piccole e medie imprese stanno cadendo come birilli. E il governo dei professori, i geni della lampada che sanno tutto e non capiscono un cacchio, pensano di risolvere i problemi con l’articolo 18.

Un paio di giorni fa ho dato affettuosamente dei “coglioni” ai lombardi che, secondo i numeri elaborati da Giuseppe Bortolussi su dati del 2007, hanno un residuo fiscale di 43 miliardi all’anno, cioè lasciano nelle casse dello stato questa enorme somma che rappresenta la differenza fra le tasse pagate e i servizi pubblici forniti ai cittadini. E’ come se andassimo a comprare un etto di prosciutto che costa  4 euro e perché siamo noi ci viene fatto pagare 8 euro.

Il dibattito su questo mio articolo è stato molto vivace e qualcuno, molto diligentemente, mi ha messo sulla strada di un altro studio, più recente, pubblicato infatti nel giugno del 2011: “Federalismo, sussidiarietà ed evasione fiscale” realizzato da Unioncamere del Veneto, in collaborazione con il Consiglio e la Giunta Regionale del Veneto.

Secondo questa analisi, facendo una media per il triennio 2007-2009, i dati sono terrificanti: il residuo fiscale annuo della Lombardia ammonta a 70 miliardi di euro, segue l’Emilia Romagna con 18, 192 miliardi, il Veneto con 16,585 e il Piemonte con 13,483 (nel grafico sopra trovate il residuo fiscale procapite per abitante). L’elaborazione di Unioncamere Veneto, effettuata su dati del ministero dello Sviluppo economico, dice ogni anno dalle Regioni più ricche vengono trasferiti alle Regioni più povere circa 80 miliardi di euro. Se a questa somma mastodontica aggiungiamo circa 10 miliardi che provengono dalla Ue, che tuttavia non producono alcuna crescita accettabile per una delle aree più arretrate ma più beneficiate dell’Europa comunitaria. Penso che non ci sia da aggiungere altro a queste cifre. Mi limito a dire che il Nord non può più reggere questa situazione.

 

Di seguito limitiamoci a ripercorrere alcuni passi della ricerca in questione:

“La Pubblica Amministrazione italiana non gestisce con efficacia le proprie risorse. Nel 2010 le spese totali sono risultate pari al 51,2% del Pil (in lieve diminuzione rispetto al 52,5% nel 2009). Se il debito e la sostenibilità sono problematiche di difficile soluzione nel breve periodo, un recupero di efficienza nell’impiego delle possibilità di spesa sarebbe possibile ed auspicabile, soprattutto in un momento di mancanza di risorse e di attesa di una concreta ripresa economica. Una bassa efficienza della Pubblica Amministrazione appare come una delle principali cause che conducono a debiti pubblici elevati, bassa attrattività degli investimenti, basso livello dei servizi erogati alla popolazione. Per di più, un’elevata spesa pubblica unita ad un già consistente debito, può portare in periodi di bassa crescita all’impossibilità di implementare politiche espansive al fine di rilanciare la crescita.
A livello regionale si evidenzia una distribuzione “disequilibrata” delle risorse. La spesa pubblica nelle Regioni meridionali è più bassa, ma la sua incidenza sul Pil è molto più alta, in ragione del basso livello di sviluppo economico: la spesa del settore pubblico sul Pil delle regioni del Sud è di oltre 15 punti percentuali superiore a quella del Centro-Nord. In particolare, nella media 2007-2009 l’incidenza percentuale della spesa delle Amministrazioni pubbliche sul Pil in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna è inferiore al 40%. Per dare sempre più aiuto alle imprese del territorio e incoraggiarle in questo cammino di ripresa è quindi sempre più importante riordinare la finanza pubblica agendo sia sul sistema perequativo che sui tagli alle spese e agli sprechi.
L’Italia inoltre si configura come il Paese nel quale la Pubblica Amministrazione esercita la maggiore redistribuzione interna delle risorse per realizzare la coesione nazionale. Il totale infatti delle risorse che ogni anno in Italia vengono trasferite dalle Regioni più ricche a quelle più povere per il principio della perequazione nazionale (che definiamo residuo fiscale) ammonta a circa 80 miliardi di euro; a questi si aggiungono i circa 10 miliardi di euro dell’UE (coesione comunitaria). Nonostante ciò le aree più deboli non hanno conseguito quella crescita economica che si è invece realizzata in altre aree economicamente
più arretrate nell’Unione europea.
In particolare, dal Veneto lo Stato centrale preleva molto di più di quanto effettivamente restituisca in termini di spesa pubblica. Inoltre, il Veneto, regione con residuo fiscale in attivo, non alimenta il debito pubblico: anzi, grazie al maggior prelievo statale (e alla minore spesa) contribuisce a ridurre l’indebitamento annuo e, conseguentemente, limita l’incremento dello stock del debito. Il quadro per le Amministrazioni periferiche si caratterizza per la costante scarsità di risorse a disposizione rispetto agli oneri di spesa a loro carico: la mancata attuazione del federalismo e una perequazione dimensionalmente rilevante e ancora basata su criteri di tipo “storico” producono un quadro generale di incertezza di risorse che mette in difficoltà i governi locali.
L’attuale assetto istituzionale appare estremamente penalizzante per la Regione. Le risorse aggiuntive che vengono prelevate dallo Stato italiano in Veneto e destinate verosimilmente alla perequazione territoriale, mediamente nel triennio 2007-2009 ammontano a oltre 16 miliardi di euro (3.405 euro per abitante). Alla luce di questi dati, è possibile individuare proprio nella cifra di oltre 16 miliardi di euro il costo annuo per il Veneto della mancata attuazione del federalismo fiscale. Il drenaggio di risorse da parte dello Stato italiano può essere misurato, infatti, come una mancata opportunità di investire in Veneto le
imposte versate dai contribuenti locali.
Alla luce di questi dati, è possibile individuare proprio nella cifra di oltre 16 miliardi di euro il costo annuo per il Veneto della mancata attuazione del federalismo fiscale. Il drenaggio di risorse da parte dello Stato italiano può essere misurato, infatti, come una mancata opportunità di investire in Veneto le imposte versate dai contribuenti locali.
Per valore del residuo fiscale il Veneto si colloca al terzo posto della graduatoria delle Regioni italiane in avanzo finanziario, alle spalle della Lombardia (70.041 milioni) e dell’Emilia-Romagna (18.192 milioni). In termini procapite il Veneto ha registrato un residuo fiscale pari a 3.405 euro per abitante, oltre la metà di quello della Lombardia (7.198 euro) e di poco inferiore a quello dell’Emilia-Romagna (4.203 euro). Al gruppo delle Regioni che vantano un saldo fiscale positivo fanno parte anche Piemonte, Lazio e Toscana. Fatta eccezione per Marche, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Liguria, Umbria e Abruzzo, che registrano un residuo positivo molto contenuto, tutte le altre Regioni evidenziano un saldo negativo. Vale la pena sottolineare che la somma delle entrate tributarie prelevate in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna servono per bilanciare i disavanzi maturati da tutte le Regioni del Mezzogiorno”.

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40 Comments

  1. Giuliano says:

    ciao a tutti io sono passato dopo 25 anni di militanza dalla lega a PRIMA IL VENETO nato da poco, spero che riesca a riunire tutti i movimenti per il veneto e che venga indetto dalla regine veneto il referendum per l’indipendenza del veneto ‘poi tratteremo con Roma,questo referendum non è passato 31 contro 29 hanno votato contro pd e fi

    Giuliano Breganze

    • marco says:

      lo volete capire che il referendum per l’indipendenza del veneto non serve a niente? Prego di leggere la mia semplicissima “spiegazione” che mi sembra pure da dementi doverla dare ma ormai siamo a questi livelli.
      INDIPENDENZA VENETA E’ UN PARTITO INDIPENDENTISTA VENETO CHE SE AVESSE AVUTO IL 51% DEI VOTI AVREBBE AVVIATO IL PROCESSO DI INDIPENDENZA. NEL 2013 CI SONO STATE LE VOTAZIONI E HANNO PRESO LO 0.2 % MI PARE. IL MIO VOTO UNO DI QUELLI. 633 MILA VENETI VOTARONO PD

  2. AndreA says:

    Ho un sacco nero pieno di umido e uno blu pieno di plastica, sono indeciso se gettarli negli appositi cassonetti posti fuori casa o se prendere l’auto, farmi 500 Km e lasciarli in un cumulo differenziato di una piazza storica di qualche città della Campania o Calabria. Secondo voi cosa conviene fare?
    Se ai meridionali interessa sapere veramente come vanno le cose al Nord, lo chiedessero a qualche loro ex conterraneo che vive e lavora qui da anni, ma una di quelli cha lavora davvero, non qualche giudice, ispettore, prefetto, commissario o qualunque parassita statale del quale siamo infestati…!

  3. franco says:

    ciao a tutti leggo che in molti casi il clima del dialogo è un po troppo caldo da indipendentista veneto agli indipendentisti del sud e viceversa suggerisco .di consultare il sito della ragioneria generale dello stato alla voce spesa statale regionalizzata trovate i bilanci dello stato con spesa statale regionalizzata media pro capite e per chi ha voglia di capire si parla solo di numeri che non sono ne di destra ne di sinistra ne al nord ne al sud.il vero problema a mio modesto parere che studio la cosa dal 1996 è che i soldi che ci rapinano al nord con la balla di aiutare il sud di fatto vanno in tasca ai politici mafiosi di nord e sud e non alla gente che ha bisogno stop.continuando a litigare facciamo il loro gioco.sveglia ragazzi con l unità d italia è stata fatta una porcheria totale a danno della gente onesta e a favore dei criminali più o meno autolegalizzati.indipendenza per tutti galera per i ladri.ciao franco

    • michela verdi says:

      E’ proprio così! Ha ragione Franco! Il contrasto fra Nord e Sud è voluto dal potere centralizzato! Se i soldi per decenni finiti al Sud fossero davvero giunti alla gente, la situazione sarebbe molto diversa. La realtà è che nel Sud hanno visto solo le briciole di una rapina enorme, finita nelle mani di mafie e di politici-amministratori: che sono i veri sfruttatori.

  4. Matteo says:

    Primo sei un imbecille, non capisci nulla e scrivendo lo dimostri. Dove la mandate voi grandi lavoratori del nord la vostra spazzatura e i vostri rifiuti pericolosi? se li prende il sud. Chi vi fornisce tutta l’energia che usate per produrre le cose che rivendete al sud? oh guarda un po! il sud geniaccio dei miei stivali! E perchè il sud compra le cose che produce il nord? Perchè il vostro amato stato che vi ingozza di opere pubbliche (essendo composto, all’inizio da un buon 80% da gente del nord dei miracoli economici) si è ben preoccupato che le grandi industrie del sud al tempo dell’unità (es. la Pietrarsa, che ha costruito l’80% delle ferrovie in Italia all’epoca) chiudessero, spesso con la forza, La Ansaldo e le vostre grandi industrie non sarebbero mai decollate senza un tale comportamento. Altro elemento che hai ben pensato di trascurare, dietro la tua grande e limitata cultura e 4 dati messi li e interpretati un pò come ti pare, è che i soldi che cominciarono ad entrare allo stato centrale a partire dal 1861 furono versati in maggioranza alle regioni settentrionali. Alle regioni meridionali poco, ad alcune addirittura niente. Quindi davanti ad un sud che non deve decollare perchè non deve produrre, deve solo consumare e consumare le cose che si fanno su al nord, almeno abbiate la decenza di stare zitti, e abbiate un minimo di rispetto per la gente che al sud si fa le palle quadrate per arrivare a fine mese. Lasciando stare i criminali che poi sono un pò dappertutto, e mafia, camorra e n’drangheta che ormai sta più sù che giù, visto che ama i grandi flussi di denaro pubblico, da cui la vostra VIRTUOSA classe politica di gente ONESTA ed INTEGERRIMA della Lega li lascia ingozzare.

  5. Francesco says:

    per gli amici sudisti che si lamentano, sono il primo ad auspicare la secessione del sud. Chissà che il vento della novità cominci a spirare dalla parte opposta alla quale sempre si pensa… forza sud, secedi per noi!

  6. Veritas says:

    C’è stato un periodo in cui molti parlavano della “Questione settentrionale”, a cominciare da Napolitano, vari politici ed anche qualche, raro, giornalista; Dall’estate dello scorso anno, l’argomento è stato totalmente dimenticato. Naturalmente, del problema meridionale si continua a parlare.
    Non è giusto.

  7. MaIn says:

    in questi dati ci si dimentica di dire che al nord ci lavorano anche meridionali e immigrati. e la popolazione settentrionale doc è piuttosto anzianotta

  8. oppio 49 says:

    salvo stronzate, per il resto condivido

  9. luigi bandiera says:

    Gianluca,
    pagno sempre i TONTI..!!

    Io, per esempio..!

  10. Salvo says:

    Bravi, bravi…vi divertite ad aizzare la gente, dandogli in pasto dati veri, ma INTERPRETATI male…

    i presunti 80 miliardi che il “nord” versa al “sud”, sono anche pochi…dovreste contare quelli che il Sud versa al Nord…in termini di:

    **disoccupazione e malessere sociale

    **inquinamento (solo in sicilia si raffina tra il 40 e il 50 % dei prodotti petroliferi in Italia….o Taranto…o le raffinerie sarde…)

    **accise petrolifere:alla sicilia mancano 10 miliardi annui che vanno a finire a Roma e a Milano…

    **Gasdotti e centrali elettriche che lavorano per il Nord…ricordate il black-out del 2005?(la Sicilia ha un surplus di energia…)

    **SPESA PUBBLICA:autostrade, porti, aeroporti,Tav…al Sud li avete visti???

    ecc…

    Quindi smettetela di dire fesserie….studi confermano come sia siano le risorse del suD AD ESSERE DIVORATE DAL nORD..E’ STORIA…DAL 1861.

    • Claudio says:

      Secedete dal cattivo nord, allora. Non vi conviene farvi il sangue cattivo continuando a versare i vostri sudati guadagni ai polentoni nullafacenti.

    • Pavarutti says:

      AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH grande salvo per queste risate. Scommetto però che tu sei per l’italia unita vero? Come gli altri che han postato qui sotto 🙂 Chissà come mai 🙂 E chissà come mai il sud essendo così spogliato non abbia partorito in 150 anni un movimento politico indipendentista con ampi consensi… chissà come mai!

      Punto primo: disoccupazione e malessere sociale non è certo colpa di noi lombardi;
      invece in Lombardia è nota la salubrità dell’aria vero? Sarà il vento che la porta da ‘o sudde;
      terzo la Sicilia si tiene il 100% delle tasse in regione (ovviamente saranno 4 spiccioli vista l’evasione presente) e in più si pippa 10 MLD annui dallo stato centrale dati diffusi da Report e presenti anche nello studio da cui questo articolo è tratto;
      La Lombardia produce da sola il 74% dell’energia che consuma e la parte restante la compra da SVIZZERA e TRENTINO perchè è più conveniente che produrla (fonte –> http://img600.imageshack.us/img600/5341/nuclearelombardia.jpg );
      Va be sulla spesa pubblica ho troppo imbarazzo empatico per rispondere hahaha la faccia di bronzo che avete voi pulcinella è spettacolare.

      Avanti il prossimo 🙂 LOMBARDIA LIBERA e siccome siete così oppressi SUD LIBERO INDIPENDENTE E SOVRANO MA FUORI DAI COGLIONI

      • Salvo says:

        Si, la Sicilia ha il 100%…col cavolo.
        Come mai non si rispetta lo Statuto (leggasi costituzione)?
        C’è scritto 100%….ma le imposte di produzione,accise…prendono la via del nord! (10 miliardi all’anno);

        C’è scritto autonomia speciale…ma siamo l’unica regione perennemente commissariata…

        C’è scritto Alta Corte per la Regione Siciliana…(per decidere sui contrasti tra Italia e Sicilia), ma è stata soppressa nel 1957

        C’è scritto che tutte le funzioni statali passano alla regione…ma quelle più importanti tipo polizia e istruzione restano statali…

        Un siciliano vero dei nostri tempi…è indipendentista di natura.La sicilia non è mai stata ITALIA, semmai l’Italia(in parte) è stata Sicilia…

        ANTUDO!

        • Salvo says:

          vabbè…sulla spesa pubblica non ci vuole molto a controllare i dati…le infrastrutture che ci sono al Nord al Sud si sognano…C’è POCO DA OBIETTARE.

          • Pavarutti says:

            Ma scusa la cassa del mezzogiorno a cosa è servita? E’ colpa dei lombardi se vagonate di miliardi ve li siete divorati come piranha? La Salerno-Reggio Calabria che è in costruzione da 40 anni dice qualcosa?? Dai su per favore siete ridicoli. Intanto -> http://www.linkiesta.it/finanziaria-regione-sicilia chissà coi soldi di chi vero?? Facciamo un confronto fra dipendenti pubblici siciliani e lombardi? ANTUDO! Sicilia libera!

            • Salvo says:

              La cassa del Mezzogiorno è servita a creare servizi primari (tipo fogne, acquedotti…), non solo imprese(!).

              Tale cassa valeva circa l’1% del PIL…al Nord era già tutto fatto coi soldi di tutti, ovviamente.
              Idem per tutto il resto, prima e dopo la Cassa…

              Inutile dire che il magna magna c’è al sud come c’è al nord(o si chiama Cosa nostra, o si chiama casta…o lobby…sempre si magna).

              per quanto riguarda il link:parliamo del nuovo pirellone?(per dirne una…)parliamo della brebemi?l’expo lo fate con le tasse lombarde?

              QUESTIONE DIPENDENTI:CHIARIAMOLA UNA VOLTE PER TUTTE!
              Secondo Statuto, escludendo le forze armate…tutte le funzioni dovrebbero essere a carico della Regione.
              Putroppo lo è solo in parte (quelle più importanti tipo istruzione, forze dell’ordine…lo stato se le tiene strette!).Comunque in SICILIA vi sono( elenco riduttivo): scuole, i parchi, i musei,ecc… TUTTE COSE CHE IN LOMBARDIA ANCHE I SICILIANI CONTRIBUISCONO A PAGARE….CHIARO?

              Poi gli imbrogli purtroppo ci sono…sono i lombardi che non li vedono…ed eleggono 4 volte consecutive Formigoni(AVETE VISTO CHE LE DIFFERENZE NON SONO COSì RILEVANTI?) 😉

            • MaIn says:

              la cassa del mezzogiorno? per arricchire gli industrialotti del nord

      • LA MEMORIA E' SOVVERSIVA says:

        Il movimento indipendentista il SUD lo ha partorito eccome. Fu zittito a fucilate e con la promessa di uno statuto ( Siciliano ) inserito in costituzione e mai riconosciuto. Pubblicate anche lo studio dell’economista Paolo Savona o è troppo scomodo ? Ogni anno il SUD spende circa 63 miliardi € in beni di consumo prodotti al nord, per non parlare dei risparmi depositate in banche del nord, la sola Intesa San Paolo ha in saccoccia 21 miliardi € di risparmi dei meridionali…bhè ci sarebbero anche i miliarducci delle MAFIE investite e riciclate al nord da decenni. P.S. A dire il vero il primo movimento indipendentista vide la luce nel 1861, quello che ancora oggi ci si ostina a chiamare BRIGANTAGGIO. la domada è: MA A VOI CHI CAZZO VI HA CHIAMATI ? Forse servivano i soldoni del regno Borbonico ?

    • lombardi-cerri says:

      La soluzione l’avete a portata di mano:sercessione !
      E per una volta siamo d’accordo con voi.

  11. Diego Tagliabue says:

    Praticamente alcuni lavorano, per mantenere una massa di parassiti, grandi e piccoli, i quali poi accusano di “razzismo”, di “mancanza di solidarietà” ecc. chi li mantiene.

  12. omega says:

    si ok perfetto. Ma sono cose che sappiamo da 40 anni almeno, dalla proposta di una macroregione cisalpina nel ’75 dal governatore comunista poi cacciato della regione emilia romagna mi pare.
    Anzi, il professor Miglio teorizzava questa nuova forma di stato confederale diviso in cantoni fin dal 1945.

    Ecco siamo ancora qui a discuterne dopo quasi 70 anni.

    So benissimo che questa potrebbe essere la volta buona. Perchè se crolla l’Italia, le regioni del nord se ne vanno. Poi starà alla loro intelligenza confederarsi perchè dalla frammentazione non ci guadagna nessuno nel lungo periodo.
    Ma vogliamo restare qui ad aspettare il tracollo dell’Italia?
    L’Italia crolla solo dopo che il nord sarà con le pezze al fondoschiena. Vogliamo ridurci in questo modo?
    Non esiste altra via per affrancarci e costituirci regione cisalpina (e parlo da Ligure, regione meno culturalmente settentrionale tra tutte quelle del nord per capacità d’impresa) prima del tracollo?

    Io quello che mi domando, se sia possibile per esempio armonizzare di fatto le regioni del nord tra di loro benchè non sia ammesso a livello formale/legale.
    Armonizzare costi e servizi, armonizzare gli statuti regionali rendoli più simili tra loro, facilitando anche chi vuole fare impresa , non dovendosi più scontrare con burocrazie locali diverse. E ‘ possibile o no? Almeno iniziando dalle tre grosse regioni del nord, Piemonte, Lombardia e Veneto. Per due di queste dovrebbe essere più semplice parlarsi essendo del medesimo verde colore.
    Ma si vogliono parlare le regioni almeno politicamente affini o no? Si d’accordo, la lega è sul viale del tramonto forse o forse no. Ma al momento è questa la realtà con la quale fare i conti, invece di assistere alla nascita di tanti groppuscoli autonomisti che da soli non vanno proprio da nessuna parte.
    grazie.

  13. Napoletano e me vanto says:

    Le solite baggianate. Perchè non parlate del petrolio estratto in Basilicata dove l’Eni paga royaltes risalenti a 80 anni fa….lo sapete che con quel petrolio si usa al 90% per il 20% dell’energia del nord??’
    Perchè non parlate di tutti i rifiuti tossici seppellitti in associazione con la camorra a costo zero nel meridione??
    Perchè non parliamo dello sfruttamento che la Fiat fa a spese degli operai di Pomigliano???
    Perchè non parliamo che la sede di Alenia è stata spostata a Varese per non versare le giuste imposte in campania????
    Vogliamo continuare con banche e assicurazioni???
    E non sto parlando delle razzie e dei genocidi fatti 150 anni fa……

    • Albert says:

      AH AH ma avete una dignità al sudde? secondo me no…chiagne e fotti.

      PAGLIACCI.
      E’ sempre colpa degli altri…pagliacci fate la secessione!!!!
      invece a voi sta bene lo status quo….ridicoli.

    • Luigi Cifra says:

      uè bello, non varrai mica dire che i rifiuti tossici seppelliti NEL SUD sono colpa del NORD???? Se siete voi a seppellirli, sò cazzi vostri!!!!
      Sfruttamento della FIAT a pomigliano???
      Ma copate va!!!

  14. Osto says:

    Vorrei sapere se l’analisi tiene conto del fatto che la Saras, che ha i propri stabilimenti in Sardegna e impiega operai sardi, non paga le tasse in Sardegna ma a Milano, dove ha la sede legale. Inoltre vorrei sapere se si tiene conto del fatto che lo Stato italiano dal 1990 non versa alla Regione Sarda il 70% delle tasse riscosse nel territorio (Iva, Irpef, accise sui carburanti), come da Statuto, e il debito ad oggi accumulato ammonta a 10 miliardi di euro. Per cui se quei 2 miliardi di Euro a cui ammonta il disavanzo pubblico della Sardegna sono veri, al netto dei 10 miliardi di tasse versate dai Sardi e non restituite, diventano 8 miliardi in attivo, quindi più della Lombardia. Il fatto è stato anche denunciato da Borghezio, che sardo non è, la settimana scorsa al Parlamento Europeo. Sono cose di cui tenere conto quando si fanno certe analisi, pena stravolgere completamente la realtà.

    • Pavarutti says:

      la Lombardia ne ha SETTANTA, ve ne abbuoniamo anche 10 di questi presunti errori, ma non diciamo stronzate.
      E’ incredibile come ci sia gente con il coraggio di dire che la Lombardia non sia spogliata fiscalmente, cosa c’è di strano ad ammetterlo??? Boh

    • Albert says:

      Caro osto ma il cervello lo hai? la Saras paga le tasse in Lombardia? e allora ? tu pensi che per la Saras allora 70 miliardi di euro siano una falsità? certo…. dai ragazzi cosa no si fa per non riconoscere una realtà scomoda…comunque i coglioni sono i lombardi che non fanno nulla.

  15. Pavarutti says:

    Ottimo Marchi 😉
    Basta Italia, LOMBARDIA LIBERA!

  16. Francesco says:

    Si chiama Tragedia dei Beni Comuni, la stessa che sta facendo saltare l’Euro (si legga la Tragedia dell’Euro) e che ha contribuito a portare l’Italia nel baratro.

    manca poco… manca poco…

  17. Diego Tagliabue says:

    Poi dicono di essere oppressi e accusano di mancanza di “solidarietà”…. parassiti al 100%!

  18. Cesare says:

    Al di là dell’interessante articolo non mi spiego (e vorrei una risposta, se possibile) come in un giornale che si chiama “Indipendenza” si parla ancora di “sud” e “nord”, come se l’Italia fosse un’unica nazione. La Cisalpina (che avete il brutto vezzo di chiamare Padania) è una Nazione ben distinta dall’Italia, cortesemente non mischiatele.

  19. Stefano says:

    Mah.
    Non si capisce più un cazzo, tutti danno i numeri.
    Lo Stato fa di tutto per impedire di capirci qualcosa.
    Secondo me la situazione è peggiore di quanto descritto qui sopra.

  20. Brixiano says:

    Per approfondire ulteriormente l’argomento suggerisco a tutti la lettura di “Luigini contro Contadini” di Gabrio Casati. Vi garantisco che perderete il sonno, oltre ad incazzarvi ancora di più.
    Lombardia Libera

  21. Giacomo says:

    Non occorre che io ricordi al nostro ottimo direttore che anche i soldi “che arrivano dall’Unione Europea” arrivano in realtà dalle nostre tasche e sono destinati in gran parte, per ragioni geopolitiche”, ai nostri patriottici amici del tacco.

    Un grazie a Gianluca Marchi e Leo Facco per il loro lavoro. È fantastico vedere la verità nero su bianco in un paese in cui i contorni della realtà sono quotidianamente stravolti e piegati alla logica del colonialismo italico.

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