Al rinnovamento hanno preferito la Prima Repubblica

di FABRIZIO DAL COL

Data la crisi economica  in corso che, lungi dall’essere debellata, continua invece inesorabilmente la sua escalation, avrebbero potuto prendere il toro per le corna e rifondare l’intero Stato italiano. Non è andata così anzi, con la rielezione di Giorgio Napolitano, i partiti hanno ottenuto ciò che volevano e si sono garantiti il loro futuro prima ancora di preoccuparsi di garantire quello degli italiani. Rifondando lo Stato italiano avrebbero potuto riscattarsi e invece non lo hanno voluto fare  per non rischiare di compromettere gli sporchi interessi di partito che ancora restano in piedi e  anche  per continuare a far sopravvivere la casta che  continua a rimanere li,  ancorata a quel regime politico strisciante e trasversale che loro invece si ostinano a spacciare per bipolarismo. Insomma, con l’insediamento del prossimo governo, dimostreranno di essere quello che sono sempre stati, ovvero  gentaglia inaffidabile che ha fatto del Parlamento una propria azienda personale e dal quale continueranno a ricavarne i profitti senza nessun rischio d’impresa, e anche a mantenersi intatti tutti i privilegi che avevano invece promesso di tagliare.

Alla luce di quanto sopra, saremo ora costretti ad assistere inermi alla riesumazione delle cariatidi della Prima Repubblica e, giusto per riprendere le antiche tradizioni di allora, con l’utilizzo del manuale Cencelli, assisteremo anche alle nomine dei ministri politici di ogni partito: la palma sarà però affidata a quel  presidente del Consiglio che si assumerà la responsabilità  politica di falcidiare i conti correnti degli italiani, e subito dopo via al valzer magari con un bel D’Alema agli Esteri, Alfano vice premier e così via, fino a quando la torta non sarà stata spartita in egual misura. E da chi si recheranno per firmare l’incarico assegnato? Come è logico che sia dal presidente della Repubblica che guarda caso, è lo stesso che aveva garantito gli italiani che non si sarebbe ricandidato e che invece è stato rieletto a furor di popolo dai neoeletti in parlamento. Così avremo che Napolitano firmerà l’incarico ai ministri che già avevano  contribuito allo sfascio dell’Italia e che oggi, piuttosto di minare gli equilibri politici dei partiti, invece di mettere in campo un totale rinnovamento dello Stato, si assumeranno la responsabilità politica di aver depredato totalmente tutte le risorse degli italiani e del Paese, e di aver dato anche il giusto contributo per aver fatto in modo che l’Italia potesse fallire senza che i creditori  fossero prima  garantiti. Quando si trattava di far sapere che il Pd aveva rinnovato il 75 % delle sue candidature in parlamento, Bersani in cuor suo pensava di esserci riuscito, ma con l’elezione del capo dello Stato  il rinnovamento è stato smentito dai fatti  in quanto,  dopo aver fatto fuori Marini e Prodi preferendo a loro Napolitano, i nuovi parlamentari sono riusciti nell’impresa di trasformarsi da rinnovatori a “nuovi aderenti alla casta”.

Anche Matteo Renzi ha gettato la maschera e, per aver deciso di far parte della “onorata  prima Repubblica” , è riuscito a buttare alle ortiche il suo consenso personale  e contestualmente a finire  nel cimitero degli elefanti.  Il Pdl e Berlusconi hanno invece giocato le loro carte con furbizia e  sono rimasti ai margini della partita per conseguire l’unico obbiettivo che avevano in mente: eleggere un capo di  Stato che fosse di proprio gradimento, facendolo anche ingoiare a tutti i parlamentari contrari, precettati per l’occasione nelle comparsate televisive solo per adoperarsi a far dimenticare agli elettori i loro fallimenti.

In sostanza, le forze politiche non hanno lavorato “per il bene del Paese”  bensì hanno ricostruito la “prima Repubblica“, perché funzionale a mantenere inalterato lo status quo, e così facendo si inchineranno alle volontà di quella Europa che tra non molto  passerà anche all’incasso dei trattati sottoscritti. Se l’Italia sarà costretta a chiedere aiuto alla Ue, la Trojka si metterà in moto e chiederà ulteriori sacrifici affinché l’Itala garantisca  il suo rientro dal debito. Se invece l’Italia non chiederà gli aiuti, allora potranno anche essere scongiurati i rischi dei nuovi sacrifici.

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3 Comments

  1. Veritas says:

    C ‘è una grande confusione.

  2. Marco Mercanzin says:

    A me pare comunque, che questi stiano sbarellando di brutto :
    queste puttanate, questi inciuci sono stati fatti varie volte durante la merdosa storia politica italica, ma mai in maniera così esplicita e così caotica.
    Alcuni sostengono che la presenza dei grillini abbia accentuato questo scenario, mentre invece io ritengo che gli stessi grillini siano stati superati dagli eventi, e gli stavano per scoppiare in faccia.
    Da cosa può derivare questo casino?

    • Fabrizio says:

      Penso che Grillo sia consapevole della inevitabile bancarotta e che voglia evitare di essere colui che funge da miccia quando la gente finirà per le strade

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