Al potere per il potere, senza questione settentrionale

di STEFANIA PIAZZO

Si può dire che nulla è più come prima? Forse. Anni fa ci si interrogava sul perché il Pd non vincesse al Nord. La sua vecchia classe politica non comprendeva la questione settentrionale, si diceva. Oggi, a distanza di anni, si afferma il centrodestra che non ha mai portato la questione settentrionale in campagna elettorale. Semplice alternanza destra-sinistra.

 

Siamo sempre del parere che chi vince al Nord governa. E’ sempre stato così, solo che oggi l’ordine dei fattori si è invertito: ieri Berlusconi parlava a operai e imprenditori con lo stesso linguaggio. Poi lo ha fatto  Renzi, infine l’elettore per stanchezza tira a sorte, si fanno vincere un po’ per uno…

Nel 2009, circoscrizione Nordovest, il Carroccio era al 19,3% con 1,6 milioni di voti contro l’11,7% e 933mila voti del 2014; al Nordest era al 19% con 1,2 milioni di consensi contro il 9,9 attuale e 565mila voti.

E l’anima autonomista del Nord con tutte le sue ragioni schiacciate dal renzismo, dove troverà una patria politica?

Ci eravamo già chiesti, in tempi non sospetti, se esista sulla piazza di governo “un soggetto politico in grado di parlare la lingua del Nord, di incarnarne il tormento sociale, di coglierne il senso, gli umori persi nella nebbia, nella pancia. O la questione settentrionale resterà irrisolta ancora una volta, bella, affascinante ma seppure addormentata, ancora incompiuta, ingabbiata da promesse tattiche?
Chi è l’interprete  di una rappresentanza  disorientata dalla crisi, dalla libera uscita sui temi etici, come se il territorio fosse una matrioska economica e il resto non ci interessa?  Marco Alfieri con il suo “Nord terra ostile. Perché la sinistra non vince”, ripercorreva nell’indigestione del linguaggio della vecchia sinistra l’incapacità della nomenklatura di avvicinare senza paraventi ideologici imprese e operai, che sono sulla stessa barca”.

A distanza di anni, la questione è irrisolta, ma la rabbia viene ingabbiata dalla nuova democrazia cristiana del centrodestra.

 

Print Friendly

Recent Posts

2 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    E cosa facciamo dopo con quei voti? Prima gli italiani? Via dall’euro? Ci compriamo le bandierine tricolore per quando arriva il Presidente?

  2. ric says:

    Roma polo e Roma ulivo era lo slogan vincente democristianizzato detestate gli eccessi drammatici degli ismi del Novecento che aveva nell’immaginario ripudiato nazismo e comunismo . Un popolo di razza concreta che mal digeriva forme della religione con connotati superstiziosi di interpretazione arcaica per menti deboli . Sdoganati dal feticcio sudista in tal senso era imperativo qualificante per evidenziare una sostanziale valorialitá di virtù e di meriti riconosciuti anche altrove , in Europa per esempio . Il laico _cristiano anche un tantino protestante del nord , detestava l’appiccicoso servilismo doo sud di stile bacia bastone di filosofica cultura turca ottomana d’impronta servile dissimulata e perfida intrisa del precipitato genetico original/ culturale che caratterizzava un insopportabile timbro di arretratezza .Con l’ Impossessarsi della leve istituzionali dello stato unitario da parte di tali razze a padroneggiare era insopportabile e ritenuto pragmaticamente poco utile. perciò insopportabile persino alle nostre anime belle anche se votanti nella penombra della cabina elettorale (vedi confessionale ) perché vergognosi di appaledarsi .Stop.
    Oggi
    Questa destra è per caso , invece il lavoro brutto sporco e razzista dell’impresentabile Salvini PAGA : prima ci demonizzano ci ridicolizzano , ci beffeggiano , poi ………Vinciamo !

Leave a Comment