Aiuti ai terremotati: Governo e maggioranza trovano l’intesa

di REDAZIONE

Governo e maggioranza hanno trovato l’intesa, dopo una mattinata di braccio di ferro, approvando un emendamento al dl sui costi della politica che prevede la proroga della sospensione dei pagamenti dei tributi (Irpef e addizionali incluse) per i lavoratori e le imprese colpiti dal sisma dell’Emilia. Restano esclusi invece i contributi. La copertura arriva dall’8 per mille.

Nel dettaglio, l’intesa prevede che imprese, lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti e agricoltori colpiti dagli effetti del terremoto godranno di una proroga fino al 30 giugno 2013 per il pagamento dei tributi (Irpef, addizionali, Tarsu), mentre dovranno versare entro il 16 dicembre 2012 i contributi.  La copertura degli interessi derivanti dalla proroga (circa 0,2 milioni si maturerebbero nel mese di dicembre e 6 milioni nel 2013), vero oggetto del contendere, arriverà dall’8 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche destinato allo Stato. L’emendamento prevede anche che la proroga avvenga “previa integrazione della convenzione” con le banche che consenta di finanziarla attingendo ai 6 miliardi già stanziati dal decreto terremoto. In mattinata il governo era stato battuto per l’ennesima volta sulla proroga dei tributi per i territori colpiti dal sisma dell’Emilia. La commissione della Camera aveva respinto le modifiche presentate dall’esecutivo sul rinvio dei pagamenti di tasse e contributi nelle zone emiliane terremotate.

Nel pomeriggio c’era stata una ribellione bipartisan di Montecitorio, suggellata anche da Gianfranco Fini, contro la Ragioneria dello Stato. Oggetto del contendere un parere sullemendamento al testo sui costi della politica che proroga allanno prossimo le esenzioni fiscali per i terremotati dellEmilia.
In mattinata il governo aveva presentato un contro-emendamento soppressivo che era stato bocciato. Donato Bruno, esponente Pdl e presidente della Commissione Affari costituzionali, ha chiesto un nuovo rinvio in Commissione per aspettare il parere della Ragioneria. E a questo punto e stato lo stesso presidente della Camera a prendere la parola: “La presidenza – – ha detto Fini – avverte il dovere di evidenziare che si tratta di una richiesta piu che legittima e che comporta la necessita di precise assunzioni di responsabilita. Cinque ore di tempo per un parere della ragioneria su un emendamento – ha aggiunto – in tanti anni non mi era mai capitato”.
Piu netto il capogruppo del Pd, Dario Franceschini: “Il rinvio in commissione e stato chiesto dal governo – ha detto – ma siamo in un Paese in cui il Parlamento e sovrano Ed e la Ragioneria che deve adeguarsi alla volonta del Parlamento e non viceversa”.
“Lei ha detto in chiaro quello che io ho cercato di dire in maniera istituzionale”, ha rintuzzato Fini. “Totalmente daccordo” anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl, che ha chiesto la convocazione della Conferenza dei capigruppo.
Il ministro Piero Giarda prova a difendere il governo: “La Rgs e un pezzo importante dello Stato, lemendamento presentato ha bisogno di essere valutato perche tocca questioni complesse”.

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