Agea, quando il governo tecnico se ne impippa delle regole

di GIORGIO CALABRESI

E’ un’interpellanza che potrebbe avere gli effetti di una bomba: è stata presentata dal senatore leghista Massimo Garavaglia e rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai ministri interessati, al Parlamento, alle Procura della Corte dei Conti e a quella presso il Tribunale di Roma. In questione continua ad essere l’Agea e più precisamente la seconda defenestrazione dalla presidenza del prof. Dario Fruscio, professionista e professore universitario a lungo di riferimento per la Lega Nord.

l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura che ogni anno distrubuisce al settore circa 6 miliardi di contributi europei, secondo l’interpellante fin dal luglio scorso  è tenuta priva di rappresentanza legale, con assoluta ostinazione da parte di un governo di cosiddetti tecnici che dovrebbe essere rispettoso delle norme e delle procedure, e che invece sembra fregarsene.

Ma vediamo il contenuto dell’interpellanza.

Al Presidente del Consiglio dei ministri – Premesso che:
il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, all’art. 12, rubricato “Soppressione di enti e società”, al comma 13, dispone: “a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto, gli organi dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, sottoposta alla vigilanza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sono: a) il direttore dell’agenzia, scelto in base a criteri di alta professionalità e conoscenza del settore agroalimentare; b) il collegio dei revisori”;
il comma 14 del medesimo articolo dispone: “Il direttore è nominato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, L’incarico ha la durata massima di tre anni, è rinnovabile per una sola volta ed è incompatibile con altri rapporti di lavoro subordinato e con qualsiasi altra attività professionale privata”;
in sede di conversione del decreto-legge n. 95 del 2012, il comma 14 dell’art. 12 è stato modificato, prevedendo che il decreto di nomina del direttore dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) venga sottoposto al parere delle competenti Commissioni parlamentari;
il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, precedentemente alla conversione del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, aveva ritenuto di poter procedere, mediante decreto dell’11 luglio 2012, ad effettuare la nomina del direttore dell’Agenzia;
a giudizio dell’interpellante dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 95 del 2012, l’Agea è venuta a trovarsi in una situazione di più evidente irregolarità e illegittimità: l’assetto del vertice legale dell’Agea ha continuato ad essere quello imposto da un decreto ministeriale e non quello risultante da quanto stabilito dal legislatore. Per realizzare ciò si è fatto ricorso ad un altro passaggio, ad avviso dell’interpellante di ancor più grave illegittimità: in sede di adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 settembre 2012, rilevata la decadenza del direttore di nomina ministeriale, la medesima persona è stata nominata commissario dell’Agea, in totale assenza delle condizioni di norma, di statuto e di uso per l’effettuazione del commissariamento;
si è così realizzata una rischiosa situazione per l’Agea. Per l’Agenzia dall’attività importante, delicata e imprescindibile per l’agricoltura italiana. L’Agenzia che direttamente e/o indirettamente gestisce un flusso annuo di risorse finanziarie comunitarie di sostegno al settore primario del Paese dell’ordine di 6 miliardi di euro. Conseguentemente l’Agenzia dovrebbe essere risparmiata da provvedimenti recanti turbativa alla sua gestione e operatività, a partire dalla necessità del ripristino dei suoi organi di indirizzo, a parere dell’interpellante a suo tempo illecitamente e illegalmente fatti venir meno;
l’interpellante chiede di conoscere:
quali siano le ragioni che hanno determinato l’operare del Ministro, a giudizio dell’interpellante in contrasto con la normativa vigente che ora prevede il parere delle Commissioni parlamentari competenti, e se il Ministro in indirizzo non ritenga che tale atteggiamento possa determinare un vizio formale di legittimità sulle scelte adottate e sulle attività nel frattempo poste in essre in Agea;
quali siano le ragioni che impediscono l’adozione di un normale e usuale provvedimento ministeriale di autotutela nell’interesse dell’Agenzia, consistente nella restituzione della legittima titolarità amministrativa al presidente e al Consiglio d’amministrazione dell’Agea, fino all’acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari per la nomina del direttore dell’Agenzia. Una legittima titolarità, a giudizio dell’interpellante, sottratta agli organi amministrativi dal decreto ministeriale dell’11 luglio 2012, confermato nullo e reso definitivamente tale dalla legge di conversione del decreto-legge n. 95 del 2012.

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2 Comments

  1. mancotravaglio says:

    occorrerebbe che l’Indipendenza oltre che indipendente fosse anche un attimo informata . L’interpellanza in oggetto presentata il 24/10/12 è stata ritirata lo stesso giorno. http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=61590&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27agea%27+%7C+%27INTERPELLANZA%27+%7C+%27CAMERA%27

  2. Franco says:

    Non intervenedo nel merito ma solo sulla forma, vi è da notare il sobrio esempio di efficenza burocratica.La burocrazia è un terreno di coltura per i parassiti legalmente riconosciuti.

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