Addio a Gipo Farassino, cantautore e autonomista piemontese

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Addio al cantautore-politico caro ad Umberto Bossi. È morto a Torino il cantante, cantautore e politico piemontese Gipo Farassino. Aveva 79 anni.

CANZONE DIALETTALE – Farassino, tra i più importanti esponenti della canzone dialettale piemontese, in passato si era anche apertamente schierato a favore della Lega. Era stato segretario della Lega Piemonte dal 1987 al 1996, ed era stato eletto al Parlamento Europeo nel 1994. Nel 2005 aveva perso in un incidente stradale la figlia Caterina, di 27 anni, a cui aveva dedicato una fondazione che porta il suo nome. Ultimamente era tornato ad occuparsi soltanto di canzoni.

CHI ERA – Nato e cresciuto nel quartiere popolare torinese di Barriera di Milano , Farassino iniziò giovanissimo a esibirsi e a incidere nei primi anni Sessanta: cantava e raccontava l’anima delle periferie, la vita e le difficoltà della gente comune, i travet, ovvero gli impiegati e i lavoratori più umili. La sua è stata una produzione estesa di quasi 40 album tra inediti e raccolte dagli anni Sessanta in poi, con collaborazioni tra cui Paolo e Giorgio Conte. La popolarità arrivò nel 1968, con il successo in italiano «Avere un amico». Tra i suoi brani più noti e amati «Matilde Pellissero», «L 6 ´d via Cuni», «Sangon Blues», «Montagne dal Me Piemont», «Cor nen va pian». Negli anni Settanta si diede all’attività di attore cinematografico recitando in tre pellicole: «Uccidere in silenzio» di Giuseppe Rolando (1972), «La bottega del caffè» di Edmo Fenoglio (1973) e «Un uomo, una città» di Romolo Guerrieri (1974). Ma erano soprattutto i suoi spettacoli teatrali a riscuotere il maggiore successo e l’affetto del pubblico. Negli anni Ottanta, come detto, si dedicò alla politica riconoscendosi nella Lega Nord: nel 1987 diede vita al movimento politico Piemont Autonomista, diventando poi segretario della Lega Piemonte, con presidente Mario Borghezio. Arrivò all’elezione al Parlamento europeo nelle liste della Lega e fu assessore nella giunta di Enzo Ghigo, quindi man mano si allontanò dal mondo della politica tornando allo spettacolo.

COTA – «Una perdita gravissima. Un grande uomo, un amico, un maestro, un vero simbolo del Piemonte, al di là di quelle che sono le parti politiche»: così il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Farassino. «Mi stringo al dolore della figlia Valentina e a tutti i piemontesi che vedevano in lui un punto di riferimento» ha aggiunto Cota.

da: www.corriere.it

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6 Comments

  1. corrado says:

    Grazie Gipo
    quello che ci hai dato non si cancellera mai

  2. carla 40 says:

    Ciao Gipo, te ne sei andato per sempre, ma ci rimangono le tue canzoni in LINGUA PIEMONTESE, una delle nostre belle LINGUE NATURALI come le chiamava il tuo conterraneo Antonio Bodrero, Barba Toni. Ci hanno accompagnato in tanti momenti della vita, lo faranno ancora, e ogni volta ci verra’ un po’ di magone. Ciao, che la Terra ti sia lieve.

  3. Ricky says:

    Se anche Voi definite dialetto una nobile lingua come il Piemontese allora per la sopravvivenza delle Nostre “Patrie cite” non vi è più speranza. Il Piemontese è una LINGUA ed è più antica dell’Italiano!

  4. Ettore Beggiato says:

    Ciao Gipo, grande amico, nobile cantore dell’identità piemonteisa.

  5. Giancarlo says:

    A me piaceva molto, diverse volte mi sono domandato come mai non se ne sentisse più parlare.
    R.I.P.

  6. alberto says:

    condoglianze sincere alla famiglia…. averne di cantautori così

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